mercoledì 2 dicembre 2009

Il dato più irrilevante del mondo


E' uscito "l'antipasto" del rapporto mensile sulla disoccupazione americana redatto dal BLS (in programma per questo venerdì).
Mi riferisco all'ADP National Employment Index che copre solo il settore privato (è escluso il settore governativo).
Ebbene anche in questo caso peggio delle attese ma comunque "in miglioramento"
Nel mese di Novembre si sono persi -169.000 posti di lavoro, ben peggio dunque delle attese a -150.000
Ad Ottobre si erano persi 203.000 posti di lavoro poi rivisto a -195.000.

Gli ottimisti ed i "cocainomi delle Borse" naturalmente affermano che la tendenza è di un continuo miglioramento nella perdita dei posti di lavoro: si afferma che in 12 mesi la diminuzione mensile e diminuita a sua volta addirittura del 72%! Fantastico!
Peccato che perdere ancora -169.000 posti di lavoro dopo ben 23 mesi consecutivi di tagli feroci sia qualcosa di INCREDIBILE....
Peccato che perdere ancora -169.000 posti di lavoro dopo 12.000.000.000.000 di dollari cacciati nel calderone dal Governo USA sia qualcosa di INCREDIBILE....o meglio qualcosa che dovrebbe far riflettere su COME siano stati (mal)distribuiti quei fantastilioni...
Di fronte ad un tasso "reale" di disoccupazione USA del 17,5% e di fronte alla perdita di quasi 8 milioni di posti di lavoro dall'inizio della Grande Crisi...forse sarebbero più sensati commenti come questo:
“Our economy is still a long way from adding jobs,” Guy LeBas, chief fixed-income strategist at Janney Montgomery Scott LLC in Philadelphia, said before the report. “Labor markets remain the one area where significant improvement in economic conditions has yet to manifest.”

Il bello è che il Dato sulla disoccupazione è uno di quelli più attesi, uno di quelli con maggiore risonanza e che colpisce maggiormente l'immaginario collettivo cavalcato dai mass-media.
Ma paradossalmente il livello di disoccupazione è diventato uno dei dati più irrilevanti in assoluto (meno che per le persone direttamente coinvolte...).
Tutti se ne sbattono altamente le palle, in primis le Borse Mondiali e le multinazionali quotate, in secundis la politica.

Ed in questo Blog abbia già visto anche il perchè.
Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde...
Turnover dei consumatori
Tasso disoccupazione al 10.2%...E chissenefrega!
etc

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Champagne & "Double Dip"


Ringrazio i miei lettori per il forte sostegno dimostratomi ieri: è anche grazie a VOI se il mio salva-vita scatta solo ogni tanto e per breve tempo.
Staccare in caso di sovraccarico è importante per non bruciarsi il cervello e per tornare lucidi al 100%.
La Passione d'INFORMARE riprende poi il sopravvento insieme alla costanza di "filtrare" tutti quei "rifiuti biologici" (eufemismo) che circolano nelle tubature dell'Informazione Integrata....

Oggi comunque rimango ancora in disparte e faccio fare a "qualcun altro" la figura del "catastrofista" che predica prudenza mentre si naviga sopra ad un mare di Champagne e bollicine....
Il nostro bravo Paul Krugman, premio Nobel per l'economia e sodale di Obama, da circa tre-quattro mesi sta facendo in USA una campagna socialista intensiva degna di Mao-tse Tung...
Vuole a tutti i costi una seconda tornata di stimoli da almeno 500 miliardi di dollari, vuole un piano speciale per il lavoro modello Roosvelt in tempi di guerra, vuole tenere i tassi a zero indefinitamente ed altri "piani quinquennali" del genere....
E tutta questa "manna" secondo Krugman può tranquillamente impattare sul debito pubblico americano aumentandolo a dismisura senza destare preoccupazione (secondo lui....): del resto se fino ad oggi Belgio, Italia e Giappone non hanno ancora fatto default con il loro 100% e fischia di deb/PIL perchè dovrebbero farlo gli USA...si chiede candidamente l'allegro economista spendaccione?
Non voglio entrare qui nel merito delle sopracitate soluzioni proposte da Krugman che in buona parte NON condivido.
Condivido invece in pieno L'ANALISI DELLA SITUAZIONE: tutto questo "socialismo d'emergenza" e questa politica del "deficit allegro" proviene da una PAURA profonda di Paul ovvero la paura di ricadere in Recessione, la paura dello schema a W (double dip) visto che un economista intelligente come Lui continua a vederne preoccupanti segnali.
E Paul non è un catastrofista genetico come Roubini ma piuttosto un ottimista a ragion veduta....
Perchè RIPETO : I SEGNALI della "W" CI SONO anche se vengono bellamente ignorati navigando sul mare di Champagne e bollicine...

Krugman parte dal deludente ISM manifatturiero uscito ieri in USA (che però tutti hanno titolato con "continua l'espansione del manifatturiero!"...) per lanciare il suo WARNING di Recessione a W.
Come qualunque persona sensata e prudente che non debba campare "auto-avverando" rialzi infiniti di borsa....Paul vede due grossi limiti:
1- Buona parte della crescita del PIL USA è generata dai piani di stimoli statali che vanno esaurendosi
2- L'altra buona parte della crescita del PIL USA è generata dal re-stocking, dal rimbalzo degli inventari ed anche questo fattore va esaurendosi.
Latitano dunque i VOLANI duraturi della ripresa: la domanda finale, gli investimenti aziendali, i consumi, etc...Insomma manca il PRIVATO mentre abbonda a compensazione il PUBBLICO che non può sostituirsi all'infinito....
In un mio passato articolo "In questo mondo di debiti..." riportai questo Grafico ESEMPLARE che evidenzia come il PUBBLICO abbia sostituito per ora il PRIVATO per compensare gli effetti della Grande Crisi. Ed in questa accezione i segnali di ripresa sono ancora molto sbiaditi o del tutto assenti.















Sono cose che abbiamo già detto centinaia di volte ma è bene ribadirle ogni tanto perchè lo Champagne rende la testa leggera e la memoria smemorina....

Vedi in questo Blog
prima di tutto Un po' d'aritmetica ed Il Rimbalzo
e poi
Ho pescato un pesce grosso così..., Cannibalizzazione, I conti tornano etc

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Double dip warning
di Paul Krugman

I’ve never been fully committed to the notion that we’re going to have a “double dip” — that the economy will slide back into recession.
But it has been clear for a while that it’s a serious possibility, for two reasons.
First, a large part of the growth we’ve had has been driven by the stimulus — but the stimulus has already had its maximum impact on the growth of GDP, will hit its maximum impact on the level of GDP in the middle of next year, and then will begin to fade out.
Second, the rise in manufacturing production is to a large extent an inventory bounce — and this, too, will fade out in the quarters ahead.

Two stories this morning highlight the risks.
The WSJ has a report on highway construction titled
Job Cuts Loom as Stimulus Fades:

Highway-construction companies around the country, having completed the mostly small projects paid for by the federal economic-stimulus package, are starting to see their business run aground, an ominous sign for the nation’s weak employment picture.

Meanwhile, the ISM for manufacturing suggests that industrial growth is already slowing down.
I’d be more sanguine about all of this if there were any indications that private, final demand is taking off — consumers, business investment, whatever. But I haven’t seen anything suggesting that sort of thing.
The chances of a relapse into recession seem to be rising.


Ecco altri interessanti dati & considerazioni da ZeroHedge

Manufacturing ISM Drops To 53.6 From 55.7, Comes Below Expectations; Double-Dip Threat Looming

The November manufacturing ISM dropped to a below expected 53.6, down both relative to October's 55.7, and to expectations of 55. Another 3.6 point drop and we are well on our way to a double dip, which is a certainty anyway once the administration stops subsidizing a major portion of the GDP.











NOVEMBER 2009 MANUFACTURING INDEX SUMMARIES
PMI
Manufacturing growth decelerated in November as the PMI registered 53.6 percent, a decrease of 2.1 percentage points when compared to October’s reading of 55.7 percent. This continues the recovery in the sector, but at a slower rate of growth.
A reading above 50 percent indicates that the manufacturing economy is generally expanding; below 50 percent indicates that it is generally contracting.
A PMI in excess of 41.2 percent, over a period of time, generally indicates an expansion of the overall economy. Therefore, the PMI indicates growth for the seventh consecutive month in the overall economy, as well as expansion in the manufacturing sector for the fourth consecutive month. Ore stated, “The past relationship between the PMI and the overall economy indicates that the average PMI for January through November (45.4 percent) corresponds to a 1.3 percent increase in real gross domestic product (GDP). However, if the PMI for November (53.6 percent) is annualized, it corresponds to a 3.9 percent increase in real GDP annually."



















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martedì 1 dicembre 2009

Mi è scattato il salva-vita...


aggiornamento ore 16

Ecco il dato macro più importante di oggi nonché uno dei più "rilevanti" in generale.
Lo riporto per dovere di cronaca e senza commentarlo (il mio salva-vita è ancora inserito....)
USA: L'ISM MANIFATTURIERO CALA A QUOTA 53.6
Il dato di novembre, che mostra un peggioramento rispetto al mese passato (55.7), risulta inferiore alle attese degli analisti.
Il consensus del mercato era infatti per un calo piu' contenuto, a quota 55.

L'effetto sul Dow Jones è stato una "spettacolare esitazione" da +1% a +0,7% durata esattamente 18 minuti....passati i quali si torna già a salire...come se nulla fosse.
Lo so perfettamente che di questi tempi in borsa si trada ben altro...e che i dati macro dell'economia reale sono irrilevanti, però devo confessare che ci rimango sempre un po' spiazzato...almeno a livello sub-conscio.
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Scusate, ma anche la mia RESISTENZA ha un limite.
Oggi non trovo le energie per scrivere anche se, come sempre, avrei molto da dire.
Ho avuto un cedimento, una crisi motivazionale come si dice nella vulgata moderna...
Infatti mi sento veramente Don Chisciotte contro i mulini a vento e mi chiedo: ma tanto...a che serve???

Diciamo che c'è stata un'eccessiva concentrazione di stimoli de-motivanti...non solo in economia&finanza ma da ogni dove...
Il risultato è che non ho la forza di scrivere: ho bisogno di una boccata d'aria.

Vi faccio solo una breve lista del bestiario
SENZA PAROLE (o quasi)

- La Consob condanna Lannuti a pagare una multa di 100mila euro per manipolazione di azioni...perchè nel "lontano" 2007 avrebbe detto che applicando il mark to market UCG avrebbe avuto un buco da circa 4-5 miliardi ed UCG aveva corretto affermando che invece il miliardo era 1 solo....ah ah ah ah! Sappiamo poi tutti come è finita la storia...ma la sanzione arriva "puntuale"...ah ah ah ah!
- Berlusconi dice che strozzerebbe gli autori della Piovra perchè hanno sputtanato l'Italia nel mondo...Naturalmente quello che succede nella fiction è tutto inventato: la reazione morale e positiva che si può ingenerare nella gente è trascurabile...conta solo la questione della bella faccia con l'estero...
- Castelli vuole il crocefisso sulla bandiera italiana perchè c'è già, riferendosi ai simboli delle repubbliche marinare presenti sulla bandiera della marina militare...
- Il ministro degli ESTERI Frattini dice che è un'idea suggestiva...del resto è normale perchè già 9 bandiere europee hanno sopra "il crocefisso"...(testuale...)
- Berlusconi, dopo i vari baci& abbracci conditi da "tappeti rossi" a favore del dittatore Gheddaffi, va a trovare il dittatore della Bielorussia e dichiara:
«Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa. Lukashenko ha a sua volta ringraziato Berlusconi: «Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi - ha proseguito Lukashenko - comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo». Il presidente bielorusso, quello che la passata amministrazione americana definì «l'ultimo dittatore» europeo...
Ogni riferimento nostrano alla legittimazione popolare di un leader politico al di sopra di tuttoè puramente casuale...
- "Dall'alto pulpito" degli Emirati dittatoriali e medioevali di quella zona, il ministro economico del Dubai pontifica: ...In ogni caso, i creditori devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nella concessione del credito.
"I creditori devono assumersi parte della responsabilità per la loro decisione di dare credito a queste società....
E' la prima volta che sento questa frase dall'inizio della Grande Crisi: non l'avevo mai udita in tutte le nostre "avanzatissime" super-democrazie liberali e liberiste...mai.
La FRASE GIUSTA ci arriva da un ministro ipocrita e medioevale a fini strumentali e contigenti...ma paradossalmente è l'unica frase GIUSTA in merito a queste vicende che abbia mai sentito da almeno 14 mesi a questa parte...
- Scajola dichiara: "La produzione di auto in Italia è inferiore alle aspettative...Siamo sempre dell'avviso che l'automotive sia un settore fondamentale per l'Italia. Quindi, il governo e' disponibile a fare la sua parte ma certamente dobbiamo far crescere la produzione di auto nel nostro paese'', e FIAT schizza verso l'alto...
- In Francia le immatricolazioni auto sono cresciute a Novembre del +48%: in particolare ringraziano i marchi produttori francesi semi-nazionalizzati (de facto) ed iper-incentivati. Un grande successo proiettato verso il futuro dell'auto...verso il nostro "vero futuro"...
- La borsa del Giappone in due sedute recupera il +5,3%: era l'unica borsa che stava un minimo rispecchiando "i fondamentali" ma ci ha pensato la BOJ che dall'alto di un debito pubblico giapponese al 218% del PIL (tendente al 246%) caccia nel calderone altri 114 miliardi di liquidità...E naturalmente le borse di stato ringraziano ed applaudono...
Dubai è solo uno sbiadito ricordo ed il rally di Natale basato sulla asset inflation e su altri meccanismi auto-referenziali può decollare alla grande verso nuovi massimi...mentre continuano ad arrivare grigi segnali dall'economia reale.
- L'Istat nelle sue nuove e "rivoluzionarie" rilevazioni a cadenza mensile, che altrove ci sono da 50 anni, ci viene a dire: In calo i disoccupati in Italia rispetto al 2008.....Sono "solo" due milioni (ufficialmente)...Poi però si parla di NON-OCCUPATI...Vabbè giochiamo con le parole e con le statistiche.
- Negli USA il Black Friday è stato uno spettacolo penoso: milioni di persone in coda davanti ai centri commerciali dalle 5 del mattino per cercare di accaparrarsi le super-promozioni una tantum da -50%....
Scenari post-bellici da ressa attorno ai camions degli alleati per accaparrarsi una scatoletta di fagioli....solo che adesso ci si deve accaparrare l'ultimo modello di TV LCD o di I-phone: irrinuciabili ma solo se al 50% di sconto...
Risultato: acquisti in crescita solo dello 0,5% rispetto ad un 2008 già in crisi e spesa a cranio inferiore del 10%....
Un segno di Crisi più evidente di QUESTO è difficile da trovare....e non solo crisi di "portafoglio" ma anche crisi di cervello...
- Nel frattempo la Grecia è sull'orlo della bancarotta ed il debito pubblico dell'orgogliosa U.K. rischia di essere de-classato e di andare in crisi già nel 2010

Devo continuare? Il bestiario potrebbe andare avanti a lungo...ma mi fermo qui...
Va in scena il Rally di Natale che tutti vogliono e che quindi al 99% si auto-avvererà sul palco virtuale delle Borse di Stato....
Io però ho bisogno di una boccata d'aria perchè purtroppo il mio lavoro mi costringe a passarmi in rassegna tutte queste "schifezze" ogni giorno...
SONO NOVE MESI CHE VADO "ALLA PUGNA GIORNALIERA" SENZA SOSTA E SENZA CEDIMENTI
Ma c'è un limite a tutto ed il mio salva-vita interiore è scattato...
Arrivederci a tutti
.

lunedì 30 novembre 2009

Contromano in Autostrada


Le borse mondiali stanno cercando con una "determinazione ammirevole" di smaltire a tempo di record il fattaccio Dubai: venerdì già rimbalzavano i mercati europei, oggi l'Asia si è sparata dei rimbalzi corali in area +3%...
Anche io avevo detto che Dubai non era la fine del mondo (a parte un poco probabile effetto domino) ma che comunque, se ci si pone fuori dagli schemi, era un ULTERIORE SEGNO...ma non pensavo che già in 24 ore provassero a cancellare tutto.
Però non è ancora detta l'ultima parola perchè non si può sempre sfidare la forza di gravità...o stuprare i ritmi della natura...
Ed oggi c'è ancora qualche (logica) esitazione...

Ormai siamo di fronte ad un mercato azionario anestetizzato, che ha una percezione alterata del pericolo e dei rischi grazie alla copertura statale.
E' il moral hazard che depotenzia la paura (avversione al rischio)...mentre è proprio la paura ad essere indispensabile per percepire/evitare i rischi.
Altrimenti, con la Paura anestetizzata, prendo la mia auto e vado in contromano in autostrada senza percepire i rischi del mio comportamento.
Tanto sono sicuro che prima o poi qualche banca centrale mi resuscita....MENTRE tutti i macelli ed i danni che ho provocato andando in contromano...beh quelli rimangono....

La banca centrale degli Emirati Arabi Uniti ha immesso liquidità nel sistema a favore delle banche, ma nessuno ancora ha promesso nulla sul salvataggio di Dubai World & compari.
Tra l'altro i numeri continuano a lievitare: col fuori bilancio... il conteggio provvisiorio oggi arriva a 120 miliardi, ma già si dice "or more"....
Come sempre hanno schermato totalmente e senza condizioni solo le banche, per evitare il rischio sistemico.
E dunque, a parte qualche squilibrio sui CDS del rischio Stati (in particolare la Grecia), ne stanno soffrendo realmente solo le società quotate direttamente coinvolte con Dubai, vedi per esempio società di Costruzioni Giapponesi, Coreane, Australiane etc
Oppure altre aziende nel mondo particolarmente connesse a Dubai.
Incendio circoscritto, almeno si spera...almeno nel breve...

The fallout was worst among Japanese builders like Kajima directly exposed to Dubai.
Abu Dhabi has already thrown a tarpaulin over its own banks to dampen contagion, and it is the tradesmen left with unpaid bills who will suffer most from Dubai’s problems–and the world will take little notice of their problems.

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Da Bloomberg
...Kajima, Japan’s largest publicly traded construction company, lost 16 percent to 162 yen in the week. Japan’s contractors may lose “tens of billions of yen” should they fail to receive revenue from projects, Hiroki Kawashima, an analyst at Daiwa Securities, said in a report on Nov. 27.
Leighton Holdings Ltd., Australia’s biggest construction company,
fell 4.2 percent to A$34.77 in Sydney. The company said it’s confident of recovering money owed it in Dubai through its ownership of a 45 percent stake in Al Habtoor Engineering.
Woori Finance Holdings Co.
sank 19 percent to 13,300 won in Seoul, the steepest decline in the MSCI Asia Pacific Index. South Korean financial companies had a combined $32 million in loans and investments associated with Dubai World and its property unit at the end of September, according to the country’s financial regulator.

Un giorno o l'altro però l'anestesia potrebbe esaurire il suo effetto, e la PAURA potrebbe tornare di pari passo con una non alterata percezione della REALTA' E DEL RISCHIO...

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Vabbè.... digerito (o quasi) il caso Dubai con il suo rischio potenziale da almeno 120 miliardi di dollari (il crack argentino era di "soli "95 ma i tempi cambiano...come pure le unità di misura...)
Portiamoci avanti col lavoro....
Il Financial Times riporta riporta un'interessante lista di 30 colossi finanziari a rischio sistemico, che vengono strettamente monitorati dal FSB (il Financial Stability Board presieduto da Mario Draghi) e dai Regolatori nazionali.
Su queste too-big-to-fail ci si tiene pronti ad ogni evenienza: anche se cadesse un meteorite sulla sede centrale o se anche questi colossi finanziari facessero sballati investimenti in ghiaccioli al polo sud ed in sabbia nel Sahara...ebbene verebbero salvati lo stesso AD OGNI COSTO...perchè chi sbaglia NON PAGA se è inserito in questa lista d'INTOCCABILI.

Il bello è che nella lista non ci sono solo Banche ma anche Assicurazioni: infatti ormai è molto spesso difficile tracciare una linea di confine tra le due realtà...
Quando entri in una banca (o viceversa) il funzionario ti chiede: "...ha bisogno di servizi bancari od assicurativi.,." ed in base alla tua risposta....il solerte dipendente pesca uno dei due cappellini riposti nel cassetto con su scritto "Servizi Bancari" o "Servizi Assicurativi"...se lo calca sulla testa...si schiarisce un attimo la voce...ed inizia a fornirti la consulenza ed i servizi richiesti...indistintamente.
In ogni caso, anche se le lasciasssero fallire tutte e 30 contemporaneamente, le borse andrebbero giù per 24 ore e poi tutto come prima....tanto ormai sono "Borse di Stato" ed hanno praticamente la stessa tenuta agli shock dei titoli di stato...
Almeno finchè gli Stati stessi tengono....
Ma come diceva Fra' Cristoforo a Don Rodrigo..."Verrà un giorno!"....

Thirty financial groups on systemic risk list
FT, 29 Novembre 2009
Thirty global financial institutions make up a list that regulators are earmarking for cross-border supervision exercises, the Financial Times has learnt.
The list includes six insurance companies – Axa, Aegon, Allianz, Aviva, Zurich and Swiss Re –
which sit alongside 24 banks from the UK, continental Europe, North America and Japan.


The list has been drawn up by regulators under the auspices of the Financial Stability Board, in an effort to preempt systemic risks from spreading around the world in any future financial crisis.....
Insurers are considered systemically important for a variety of reasons: they might, for example, have a large lending arm, such as Aviva, or a complex financial engineering business, akin to that of Swiss Re. AIG of the US, the failed insurance group, was proven to be a vast systemic risk last year, in large part because of its diversification from insurance into complex financial engineering.....
The list, which is not public, contains many of the multinational bank names that would be widely expected:
Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Bank of America Merrill Lynch and Citigroup of the US;
Royal Bank of Canada;
UK groups HSBC, Barclays, Royal Bank of Scotland and Standard Chartered;
UBS and Credit Suisse of Switzerland;
France’s Société Générale and BNP Paribas;
Santander and BBVA from Spain;
Japan’s Mizuho, Sumitomo Mitsui, Nomura, Mitsubishi UFJ;
Italy’s UniCredit and Banca Intesa;
Germany’s Deutsche Bank;
and Dutch group ING.

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aggiornamento delle ore 16

Appena ho tempo ragioniamo sul "Picche" del Governo di Dubai (e dunque di "paparino" Abu Dhabi) a proposito del salvataggio di Dubai World...
In particolare in merito a queste frasi spettacolari ed inusitate (di questi tempi...)
...In ogni caso, i creditori devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nella concessione del credito.
"I creditori devono assumersi parte della responsabilità per la loro decisione di dare credito a queste società....

30 novembre (Reuters) - Il governo del Dubai non garantirà il debito della holding pubblica Dubai World.
Lo ha detto a Dubai TV Abdulrahman al-Saleh, direttore generale del dipartimento delle Finanze, aggiungendo che le banche locali non hanno bisogno di ulteriori iniezioni di liquidità da parte della banca centrale.
....La ristrutturazione della holding pubblica, secondo il funzionario, avrà inoltre delle ripercussioni per i creditori nel breve termine ma dei benefici sul lungo periodo. In ogni caso, i creditori devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nella concessione del credito.
"I creditori devono assumersi parte della responsabilità per la loro decisione di dare credito a queste società. Pensano che Dubai World faccia parte del governo, che non è corretto", ha detto...

30 novembre (Reuters) - Moody's: Sarà "inevitabile" per Abu Dhabi essere colpito dagli effetti del contagio derivanti dalla ristrutturazione del debito di Dubai World.
Lo sostiene l'agenzia di rating Moody's, aggiungendo che la ristrutturazione potrebbe portare a downgrade del merito di credito delle banche degli Emirati arabi uniti....
"La modalità della ristrutturazione del debito che sarà proposta potrebbe aumentare la probabilità di downgrade dei rating sulla forza finanziaria delle banche per gli istituti degli Emirati che sono già sotto review"...
Moody's spiega che il possibile default del semi-governativo Dubai World "cambia le assunzioni di mercato riguardo il supporto implicito del governo ai creditori locali".

Dubai: Government Will Not Stand Behind Dubai World DebtFrom MarketWatch: Dubai World debt not backed by government:official

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sabato 28 novembre 2009

Mamma! Mi si è allargato il Dubai-Debito


Aggiornamento di Domenica 29 Novembre
Come volevasi dimostrare: il boccino non lo mollano più...
Abu Dhabi, dalla banca centrale iniezione di liquidità
DUBAI - Alla vigilia della riapertura della Borsa di Abu Dhabi la banca centrale degli Emirati finalmente interviene con una iniziezione di liquidità al sistema finanziario. Non è ancora l'annuncio di un aiuto diretto a Dubai World, che potrebbe arrivare questa sera o al più tardi domattina, ma un chiaro segnale agli investitori internazionali. ...»

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Nell'articolo di ieri avevo scritto 59 (debito di Dubai World).
Poi sono lievitati ad 80-90 considerando il debito pubblico totale di Dubai.
Le stime di Moody's invece parlano di 80-100: cosa vuoi che siano 10 miliardi in più o 10 miliardi in meno...;)
Adesso però sbuca fuori UBS, che ha fatto vari lavoretti per Dubai, e dichiara: "il debito pubblico potrebbe essere ben SUPERIORE" (well above) al range 80-90 a «causa delle potenziali passività fuori bilancio»...

I miei lettori mi devono scusare per l'imprecisione di ieri...: mi ero scordato dell'hatu del FUORI BILANCIO, un giochino già ampiamente utilizzato dalle banche (vi ricordate i conduits?) ed un po' da tutti...
I bilanci in circolazione sono già POCO TRASPARENTI (eufemismo), ma per completare il quadro ci sono le famose ZONE OSCURE fuori-bilancio, il mondo degli OTC, dei paradisi fiscali e compagnia bella.
Strano però: con tutto quel parlare che si era fatto ai vari G20 di perseguire ed illuminare le Zone Oscure, mi ero fatto l'idea che alle parole fossero seguiti i fatti e che queste cose non accadessero più....;)

Staremo a vedere se, come ai tempi del crack Lehman o della truffa Madoff, riandrà in scena il collaudato giochino delle parti:
Tutte le istituzioni, le banche e le società quotate dopo poche ore si precipitano a minimizzare dicendo "Io? Sono tranquillo, la mia esposizione su Dubai è minima"...
Mentre di giorno in giorno le cifre si gonfiano sempre più e si scoprono gli altarini nascosti...
Pensate come questa farsa farebbe "bene" alla confidence che hanno cercato di ristabilire con ogni mezzo....
Del resto non sono poi così sicuro che in questi casi Lorsignori mentano.
E' infatti irresponsabile e poco onesto minimizzare/sottovalutare A PRIORI le eventuali perdite, dopo aver fatto solo 4 controllini a computer sui bilanci "in chiaro"...
Ma il vero problema è che ormai buona parte delle attività finanziarie non sono contenute in quei documenti ufficiali ma si svolgono FUORI, nelle Zone Oscure.
Non solo: tali attività si esplicano attraverso complicatissimi strumenti derivati e pacchettizzati, dei quali ormai si è quasi perso il controllo.
Ci voglio pertanto mesi di "scartamento del pacchetto" per valutare appieno tutte le implicazioni ed i relativi buchi.
Pertanto le PERDITE reali non le conoscono nemmeno LORSIGNORI.

"Secoli fa"...agli albori della Crisi Suprime (ormai del tutto risolta e superata...non per nulla il peggio è passato ;)), uscii a bermi qualcosa con amici e casualmente al tavolo mi ritrovai a parlare con il gran capo dell'ufficio controllo rischi di un colosso bancario (del quale naturalmente non faccio il nome...).
Ebbene il gran capo mi confessò incavolato che continuavano a chiedergli aggiornamenti in tempo-reale sui buchi che di giorno in giorno saltavano fuori nei bilanci bancari...ma che lui si trovava a maneggiare dei "prodotti" talmente pacchettizzati, incasinati, ibridi, al confine tra il bilancio ed il fuori-bilancio che per stimare le eventuali perdite annesse ci sarebbero voluti come minimo DEI MESI!
E queste "facce di bronzo" sbucano fuori dopo poche ore a rassicurarci sulla Bomba Dubai...come se avessere tutto sotto controllo e sotto mano....
Mentre uno dei problemi principali è proprio CHE SI E' PERSO IL CONTROLLO delle "armi di distruzione di massa" che da tempo vengono maneggiate dalla finanza mondiale.

Cadono dunque a fagiolo le dichiarazioni di fuoco fatte ieri da Elio Lannuti
27 nov - ''Stupiscono le rassicuranti dichiarazioni di Abi, banche ed autorita' a loro contigue come la Consob, sull'emergenza finanziaria che ha travolto i mercati riguardanti la crisi di Dubai, che non puo' essere liquidita' come un incidente di percorso, ma che rappresenta l'ennesima criticita' sistemica di mancanze di regole e di speculazioni selvagge della finanza, amplificata dai consueti immobiliaristi adusi a trafficare in tutte le latitudini.
Ci sono centinaia di imprese italiane, ai quali non vengono pagate le commesse e banche estere, come Citigroup
esposta quest'ultima con la nuova Mecca di Dubai per 1,9 miliardi di dollari: affermare che la situazione e' sotto controllo, e' da irresponsabili''. Lo dice Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef e senatore dlel'Italia dei Valori.

Vabbè...diamoci un taglio: tanto sono cose che ormai i lettori del mio Blog conoscono perfettamente.
Invece gli "altri" che vivono nel Matrix dei gossip-tiggì e delle dichiarazioni istituzionali...beh lasciamoli tranquilli e beati a godersi la loro simulazione virtuale....
Vivono meglio di NOI...Beata Inconsapevolezza!;)

Aggiungo alcuni rapidi appunti informativi e relativi link

1- Il "Paparino con i soldi" ovvero Abu Dhabi avrebbe dichiarato che non pagherà tutto il conto di Dubai ma fara un'accurata selezione dei debiti da pagare e di quelli da lasciar affondare. Chissà con quali criteri...
Tra l'altro "paparino Abu Dhabi" potrebbe avere a disposizione molti meno soldi nel suo famoso super-fondo sovrano da 500-600 miliardi di dollari stimati.
...Abu Dhabi's Sovereign Wealth Fund (generally thought to command upwards of $500 billion) may have significantly less available. (Rumors of $125 billion in 2008 losses abounded last year). Bloomberg quotes sources to the effect that Abu Dhabi SWF's AUM has been "overstated, sometimes by as much as 100 percent."...

2- L'India potrebbe subire parecchi contraccolpi: 4,5 milioni di indiani lavorano a Dubai e dintorni e mandano tutti gli anni a casa 10 miliardi di dollari di rimesse. Lo stato del Kerala potrebbe ritovarsi con il 25% delle entrate in meno.
From Bloomberg: India Studying Effect of Dubai’s Debt Delay Plan on Its Economy

3- La già martoriatissima e comatosa U.K. potrebbe ritrovarsi in mutande più di quanto già non lo sia...
From the NY Times: Dubai Debt Woes Raise Fear of Wider Problem
....In fact, Dubai World’s largest creditors are domestic banks in Dubai and Abu Dhabi.
Still, one concern is that some British banks with large credit exposure to the United Arab Emirates are already troubled. Royal Bank of Scotland, majority-controlled by the British government, was one of the largest lenders to Dubai World, having secured $2.3 billion worth of loans to it since early 2007, according to a report by J.P. Morgan. Standard Chartered and Barclays were also large lenders to the region, with more than $10 billion between them, analysts said. HSBC has $17 billion exposure to the United Arab Emirates....

4- A parte l'effetto contagio sui debiti pubblici più traballanti (vedi Grecia, Irlanda, Italia etc) del quale abbiamo già parlato...anche i debiti pubblici dei paesi emergenti (che per definizione sono meno affidabili) potrebbero subire contraccolpi.
From the WSJ: Dubai Jitters Infect Debt of Sovereign Spendthrifts
...[S]tress lines were felt in the sovereign-bond market, where the cost of insuring against defaults in places like Hungary, Turkey, Bulgaria, Brazil, Mexico and Russia rose, fueled by concerns that emerging-market nations may have trouble honoring their debts even as the economy heals. The worry is that sovereign debt may now represent another aftershock of the global financial crisis....

E per finire sul caso Dubai beccatevi questa bella lista di "numerilli" estratta dalla mitica miniera di ZeroHedge
Lasciamo parlare i numeri, fermo restando che sono solo quelli UFFICIALI....
Quelli NON-UFFICIALI verranno fuori poco alla volta, forse.....

Debt:

United Arab Emirates (via Bank of America - Amortization figures only):

Total Debt: $184 billion

of which...

Dubai: $88 billion
Abu Dhabi: $90 billion

Dubai:

Due in:
2010: $12.0 billion
2011: $19.0 billion
2012: $18.0 billion
2013: $ 7.5 billion
2014: $ 5.5 billion

Abu Dhabi:

Due in:
2010: $ 8.5 billion
2011: $14.7 billion
2012: $10.0 billion
2013: $12.4 billion
2014: $ 9.4 billion

UAE:

Due in:
2010: $22.0 billion
2011: $34.7 billion
2012: $29.0 billion
2013: $20.3 billion
2014: $14.9 billion


Dubai World:

Total Debt $26.5 billion
Due in next 36 months: ~$20.4 billion


Creditors:

Of United Arab Emirates (By Origin via Credit Suisse citing Bank for International Settlements):


United Kingdom: $50.2 billion
France: $11.3 billion
Germany: $10.6 billion
United States: $10.6 billion
Japan: $ 9.0 billion
Switzerland: $ 4.6 billion
Netherlands: $ 4.5 billion

Of United Arab Emirates (By Entity via Credit Suisse, citing Emirates Bank Association):

HSBC Bank Middle East Limited: $17.0 billion
Standard Chartered Bank: $ 7.8 billion
Barlays Bank Plc: $ 3.6 billion
ABN-Amro (RBS): $ 2.1 billion
Arab Bank Plc: $ 2.1 billion
Citibank: $ 1.9 billion
Bank of Baroda: $ 1.8 billion
Bank Saderat Iran: $ 1.7 billion
BNP Parabas: $ 1.7 billion
Lloyds: $ 1.6 billion

Other notes of note:

  • UBS speculates that (among other possibilities) $80-90 billion (which is already over 100% of GDP) may be a low figure for Dubai's debt and that significant "off-balance sheet" amounts might explain the restructuring attempt
  • The Dubai government is on holiday (Eid Al-Adha) until December 6th
  • Abu Dhabi's Sovereign Wealth Fund (generally thought to command upwards of $500 billion) may have significantly less available. (Rumors of $125 billion in 2008 losses abounded last year). Bloomberg quotes sources to the effect that Abu Dhabi SWF's AUM has been "overstated, sometimes by as much as 100 percent."

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venerdì 27 novembre 2009

Per un attimo si è alzato il velo


Riflettiamo sull'affaire Dubai: da un punto di vista strettamente numerico non è certo la fine del mondo...(al massimo è la fine di "un mondo").
Parliamo "solo" di 59 miliardi di dollari: una cifra enorme ma ai tempi della Grande Crisi sono noccioline perchè è cambiato il sistema metrico di misurazione che ormai è tarato sulle centinaia o migliaia di miliardi...
Pensiamo ai circa 2000 miliardi di dollari (a debito) messi in campo dalla FED, od ai 12.000 miliardi di dollari (a debito) messi in campo dal governo USA oppure ai 550 miliardi messi in campo dalla Cina (in contanti) ed ai 1300 miliardi di credito messi in campo dalla banche cinesi...etc etc
Raffrontiamo tutti questi numeri fantascientifici con il 59 del Dubai World ed aggiungiamo il fatto che dietro alle quinte ci sta "paparino" ovvero il Fondo Sovrano di Abu Dhabi con 600 miliardi di dollari di assets ed il 9% del petrolio mondiale...(anche se per ora hanno deciso di non intervenire).

Il punto della questione non è dunque numerico ma più che altro è un ulteriore COLPO alla CONFIDENCE.
In questi 8 mesi hanno cercato di ripristinare la FIDUCIA nel sistema in ogni modo:
- mettendo a garanzia delle banche e dell'economia i debiti pubblici, a costo di sfondarli
- facendo un bombardamento mediatico ed istituzionale senza precedenti, molto spesso dissimulando o mentendo spudoratamente (ipnosi di massa)
- imboccando la scorciatoia della Bolla
- mettendo in atto una politica monetaria espansiva come non mai nella storia
- mettendo in atto politiche eccezionali di quantitative easing
- stampando denaro dal nulla
- generando un'arrischiata assets inflation senza precedenti che ha portato le borse e tutti gli asset del pianeta a salire contemporaneamente per 8 mesi di fila (scociatoia della bolla)
- mettendo in campo piani di stimolo faraonici
etc etc etc
Il messaggio è chiaro: questa Crisi è solo un raffreddore, dopo il popo' di aspirina che abbiamo somministrato, basta lasciare che si sfoghi e tutto tornerà come prima...

Ebbene la "bomba" da Dubai non sposta più di tanto il problema, perchè se hanno fatto tutto questo per "riprendere il boccino in mano"... non se lo lasceranno certo sfuggire adesso (a meno che non si inneschi un effetto domino ma lo reputo poco probabile)
PERO' PER UN ATTIMO IL VELO SI ALZA, la cortina fumogena si dirada e TUTTI POSSONO VEDERE OLTRE: non solo quelli già consapevoli ma anche i boccaloni che in questi 8 mesi si sono bevuti tutto o quasi...
Se anche le "Mille ed una notte" fanno crack, è un ulteriore SEGNALE che la Grande Crisi non è un semplice raffreddore, una breve parentesi negativa.
Forse forse....il problema è STRUTTURALE ed il SISTEMA andrebbe riformato in modo serio, radicale e duraturo.
Non basta insufflare una bella BOLLA e fare ipnosi di massa per risolvere tutto in quattro e quattr'otto...favorendo le solite lobbies.
I "Castelli nella Sabbia" di Dubai, la pista da sci nel deserto...sono SIMBOLI ESEMPLARI ED ESTREMI che ci indicano in modo inequivocabile: E' LA MENTALITA' CHE DEVE CAMBIARE!
Ma tanto, come sempre, NON SE NE FARA' NULLA.
E le soluzioni messe in campo sono solo ulteriori passi dettati proprio da QUELLA MENTALITA' che non è cambiata di una virgola...anzi si è rafforzata col Moral Hazard.

Dubai che rischia il Crack è una clava che colpisce pesantemente l'immaginario collettivo: potrebbe dunque far riflettere molte persone, anche per più di 5 minuti....
Ma ATTENZIONE: IL VELO si riabbasserà molto presto, il bombardamento istituzionale e mediatico riprenderà a martellare, l'ipnosi di massa riprenderà il sopravvento.
Godetevi questi attimi di vita consapevole al di fuori del Matrix, perchè tra poco verrete ri-connessi alla simulazione e dimenticherete tutto...
Ma in fondo non vi dispiacerà tornare nel Matrix: perchè nel mondo virtuale la vita è molto più bella e godibile che nel desolante mondo reale della consapevolezza.
Fino a quando il SISTEMA reggerà...Poi il risveglio.
Oppure...il Sistema potrebbe anche reggere per sempre (o quasi) e la simulazione del Matrix divergerà sempre di più dalla realtà.
Ma un bel giorno la MAGGIOR PARTE di noi potrebbe risvegliarsi "sudamericanizzata".

Tra non molto il "fattaccio" di Dubai World diventerà solo un incidente di percorso sopravvalutato dalla speculazione ribassista e da un certo punto di vista interno agli schemi è proprio così...
Ma se si prova a guardare al di là del proprio naso, la prospettiva cambia radicalmente.

P.S. Questo non è un Blog di trading come ben sapete.
Il trading definirà questo episodio "black-out" ribassista, "incidente di percorso" e vi dirà come approfittare dell'occasione per riprendere a calvalcare il rally della bolla (nel Web trovate centinaia di siti di tal fatta)
Io invece considero questo episodio l'esatto contrario ovvero "una fugace illuminazione".
E le due prospettive posso anche non essere in contraddizione.

aggiornamento delle ore 12
A dimostrazione che il "Giornalismo" se solo volesse (o potesse)....
Da "La Stampa" ecco un OTTIMO articolo che sintetizza perfettamente la situazione
Se nascono nuove bolle
.

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giovedì 26 novembre 2009

Black-out Borsa di Londra


VEDI AGGIORNAMENTI
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Gli scambi azionari alla Borsa di Londra sono sospesi a causa di difficolta' tecniche.
Lo ha reso noto un portavoce del London Stock Exchange.
Non e' stata decisa la durata della fase d'asta. L'indice Ftse 100 e' stato congelato a 5.264,97 punti con un calo dell'1,9%.

Girano però voci e rumors di corridoio che la sospensione sia dovuta al problema di DUBAI che sarebbe sull'orlo del DEFAULT ("casualmente" il fondo sovrano di Dubai è proprietario del 22% del London Stock Exchange ...).
Infatti in un giorno molto "sottile" come oggi (la Borsa USA è chiusa per il Giorno del Ringraziamento) la speculazione su tale rumors bomba potrebbe diventare molto pericolosa, soprattutto a Londra.

Ma ripeto, sono solo voci non confermate.
Certo che questo STOP tecnico cade a fagiolo...

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Aggiornamento: la Borsa di Londra è di nuovo in pista: ha riaperto dopo 3 ore e mezza di guasto tecnico...

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Dubai, colossi statali chiedono moratoria debiti, paura default (Reuters)

Dubai World (società statale dell'Emirato) ha chiesto ai creditori di poter sospendere il pagamento dei debiti in scadenza almeno fino a maggio dell'anno prossimo...
...Il debito totale della società ammonta a 59 miliardi, inclusi i finanziamenti della propria controllata Nakheel, la costruttrice delle famose isole a forma di palma nel cuore dell'emirato. Una cifra spropositata, pari al 70% dell'intero debito di Dubai che sarebbe stimato attorno a 80 miliardi...

Tanto per cambiare è lo SCOPPIO DI UNA BOLLA IMMOBILIARE a creare i peggio casini....

E naturalmente la scricchiolante Grecia è finita sotto attacco con il CDS schizzato alle stelle come pure lo spread con i BUND tedeschi esploso oltre i 200 punti.
Anche l'Italia è finita parzialmente sotto attacco con lo spread BTP-BUND risalito a 90 punti: si vende tutto quello che è connesso ai paesi più "a rischio debito pubblico".

Ed in Borsa si sta facendo la conta delle possibili perdite a carico delle varie banche e società quotate a seguito di un eventuale default di Dubai: è caccia ribassista ai titoli giudicati più esposti.
...Secondo quanto riportato dal Financial Times l'esposizione in investimenti proprio Hsbc è tra le banche straniere più esposte a Dubai (17 miliardi di dollari), seguono Standard Chartered (7,8 miliardi), Barclays (3,6 miliardi), Royal Banck of Scotland (2,2 miliardi), Citi (1,9 miliardi), Bnp Paribas (1,7 miliardi), Lloyds (1,6 miliardi)...
TOTALE: si stimano 40-50 miliardi di perdite a carico delle sole banche europee...esclusa la "leva" naturalmente...;)

La giornata iper-sottile facilita naturalmente la speculazione.
Buon Giorno del Ringraziamento....
Il Peggio è passato!
Ed il fatto che io martelli da 6 mesi sul problema dei debiti pubblici è dovuto solo al fatto che sono un menagramo catastrofista...;)

aggiornamento ore 18
E' veramente una strana combinazione che quer pasticciaccio brutto del Dubai sia saltato fuori proprio adesso: oggi la Borsa americana è chiusa mentre domani è in semi-festività...mmmmm

aggiornamento delle 21.13
Qualcuno naturalmente sapeva già tutto in anticipo sulla richiesta di moratoria da parte di Dubai World...
Financial Times: Andare short, qualcuno già sapeva della richiesta di proroga del debito?
Infatti la "bomba Dubai" era conosciuta da tempo nelle sale ovattate ma "queste cose" vanno così: se qualcosa è in bilico...poi ti precipita di colpo con un semplice NO al telefono...
Diciamo che quel NO è arrivato in un momento non del tutto casuale.

Inoltre, SPECULAZIONE a parte, i rischi come sempre sono DI EFFETTO DOMINO...perchè è tutto il sistema ad essere marcio e sostanzialmente insolvente, anche se naturalmente il peggio è passato...;)
Greece Plunges, Stock Market Down 7%+, CDS 20 Wider To 212
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L'FMI scopre l'acqua calda


Il Fondo Monetario Internazionale scopre l'acqua calda in merito alle perdite nascoste nelle pieghe dei bilanci bancari ed alla loro scarsisima trasparenza...
Peccato che le leggi siano state modificate ed addolcite proprio dai Regolatori per favorire queste dissimulazioni, ma poi nei discorsi ufficiali si fanno dichiarazioni severe e roboanti...
In ogni caso è cosa buona e giusta che lo ripeta anche l'FMI, oltre ad un Blogger "catastrofista" e fuori dal coro come ME....
vedi Come ti trasformo una catapecchia in una villa a Portofino
In ogni caso non ho capito bene con quali scopi l'FMI faccia periodicamente queste dichiarazioni: cui prodest? si chiedevano giustamente gli antichi romani....
E' evidente che gli scopi siano "altri" rispetto al "livello letterale" della dichiarazione, : infatti sono tutti bravi a parlare...ma se veramente ci fosse la volontà, buona parte di quel 50% di perdite nascoste saltarebbe fuori (se poi l'FMI parla del 50% state pur sicuri che le perdite nascoste saranno almeno al 75%)...

Banche: Fmi, 50% perdite nascoste
25 NOV - Il sistema bancario cela ancora importanti perdite, 'il 50% potrebbe essere ancora nascosto nei bilanci', ha dichiarato Strauss-Kahn. Per il direttore generale del Fmi 'la proporzione e' piu' forte in Europa che negli Usa', ribadendo a 'Le Figaro' che a suo avviso 'non vi sara' una crescita viva e sana senza una pulizia completa dei bilanci delle banche'.

Oscar Giannino mette in evidenza come proprio ai massimi livelli delle Banche Centrali venga perseguita la TEORIA DELL'OPACITA'...
Se lo stesso "Padreterno" non è trasparente....perchè dovrebbero esserlo le sue "creaturine bancarie"?
...E cioè che le banche centrali devono essere altamente discrezionali e comprare asset a man bassa sui mercati senza dichiararlo in anticipo e senza che dunque il mercato possa scontarlo, ma agendo secondo valutazioni riservate e non dichiarate – vedi il salvataggio per oltre 60 bn £ di RBS e HBOS da parte di Bank of England, di cui incredibilmente abbiamo appreso solo ieri a oltre un anno di distanza, o come è avvenuto in Germania dove, semplicemente, gli attivi bancari nessuno ha potuto andare ancora a vedere e dichiarare alla luce del sole che cosa nascondano davvero. ....

P.S. In questi ultimi giorni anche dalle grandi Banche Cinesi non arrivano certo dei bei segnali:
prima si è detto che il Governo cinese voleva restringere il rubinetto del credito bancario perchè la Bolla si sta gonfiando troppo...
poi si è detto che il Governo cinese voleva imporre una pesante ri-capitalizzazione delle banche del paese perchè sarebbero ampiamente sotto-capitalizzate causa Crisi
ed adesso si scopre che 5 banche cinesi hanno presentato al Governo un bel piano di ri-capitalizzazione (un bel caso di "empatia comunista"...)
E la Borsa di Shangai si è sparata prima un bel -3,7% poi ieri un rimbalzo del +2% ed oggi un altro crollo del -3,6%... in un altalena fatta di conferme, smentite e poi ancora conferme.
WSJ: la Cina risponde alla bolla speculativa?
5 Grandi Banche Cinesi pronte all'aumento di capitale
Sarebbe interessante valutare la TRASPARENZA delle Banche Cinese e che l'FMI scoprisse la loro percentuale di perdite nascoste...


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mercoledì 25 novembre 2009

Una BELLA notizia...oppure no?


Ecco una BELLA notizia dagli USA, anche se va presa con beneficio d'inventario
perchè si riferisce ad un volatile dato settimanale e perchè la contrazione rispetto alla settimana scorsa è un po' troppo accentuata, dunque potrebbe essere causata da qualche fattore contingente.

Flash Usa: sussidi di disoccupazione in netto calo a sorpresa

Mentre il mercato si aspettava una flessione a 500mila unità, il dato settimanale ha segnalato una discesa a 466mila unità, sui livelli di settembre 2008.


Questo non significa che l'alto tasso di disoccupazione USA potrebbe venire riassorbito più in fretta: per ora significa solo che la strage di posti di lavoro in USA (che dura da 22 mesi di fila) sta rallentando notevolmente.
Riassorbire invece "i nuovi" 8 milioni di disoccupati americani che ha generato la Grande Crisi ed i 15 milioni di disoccupati+sotto-occupati+scoraggiati...beh questo è un altro paio di maniche....Ed il fantasma della Sudamericanizzazione aleggia sempre.

Le Borse per adesso non stanno certo stappando bottiglie di Champagne....come invece avevano fatto quando la disoccupazione USA era schizzata al 10.2% rispetto al 9.9% previsto....
Rischiano di "sgasarsi" le BOLLICINE....
Provate ad immaginare il PERCHE'....;)
Se non ci arrivate da soli ho in serbo per i prossimi giorni una bella METAFORA ESPLICATIVA.
La traccia alla soluzione al rebus la trovate nei seguenti articoli...
Il grande freddo: tassi a zero fino al 2012
Tasso disoccupazione al 10.2%...E chissenefrega!
Punto G
Il Mondo all'incontrario
(Nota: è la prima reazione al dato che m'interessa, perchè oggi devono uscire molti altri indicatori che potrebbero cambiare il "risultato finale")

"Meno belle" altre news come per esempio gli ordini di Beni Durevoli in USA
L'indicatore di ottobre si rivela inferiore alle stime.
Escludendo la componente dei trasporti la variazione e' negativa dell'1.3% che si confronta con le attese per un rialzo dello 0.7%.
Terzo calo negli ultimi sette mesi.

Ma ormai il concetto di bello/brutto dipende da che punto di vista ti metti...
Dal punto di vista delle Borse o da quello dell'Economia Reale?;)
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Spaghetti-Euro


Molto interessante questo articolo del Financial Times
EU solidarity wil be tested
Si analizza come l'aumento del debito pubblico nei paesi della UE potrebbe mettere alla prova la solidità dell'area Euro.
Infatti alcuni paesi sono messi veramente male: vedi per esempio il caso "disperato" della Grecia.
Ma anche l'Italia non viene risparmiata dal FT....come al solito...

Sono cose già viste e sentite, ma ho trovato molto interessante questa affermazione derivata da un'analisi di Goldman Sachs:
...And there are serious questions about how deficit countries can restore their competitiveness to help unwind the imbalances.
It is quite a task. Goldman Sachs has estimated, for example, that in Italy, Spain and Greece, the real effective exchange rate would need to decline by more than 30 per cent to secure a return to balance. Since devaluation is not an option.....
(
Traduzione: ...In Italia, Spagna e Grecia, stando a quanto ha stimato Goldman Sachs, il tasso di cambio reale dovrebbe scendere del 30% per ripristinare l'equilibrio. «Ma poiché la svalutazione non è un'opzione...)

Però !...L'euro-made-in-Italy andrebbe svalutato di almeno il 30%....come ai bei tempi delle super-svalutazioni della lira...
Avete capito che enormi tensioni e differenze si nascondono dietro alla "cortina di ferro" dell'euro?
C'è di che rifletterci....
Per una sintesi in italiano dell'articolo del FT vedi QUI.

P.S. Non sono un nostalgico della lira e nemmeno un euro-critico: volevo solo sottoporvi questo elemento di riflessione.
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Popolo del Web...se ci sei batti un colpo!


I nostri amici del BLOG di MERCATO LIBERO hanno lanciato una sfida titanica: STANARE il popolo del Web dal suo habitat virtuale e cercare di mobilitarlo in nome di un'importantissima BATTAGLIA REALE, quella sulla PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.

La campagna ha un nome suggestivo: MERCATO LIBERO LANCIA IL PROGETTO: SETE DI CAMBIARE

Lo spirito della "chiamata alle armi" da parte di Paolo Barrai, il fondatore di Mercato Libero, è semplice ed efficace: le communities dei BLOG non deveno essere solo gruppi di anonimi lettori, di frequentatori virtuali e passivi ma devono DIVENTARE ANCHE GRUPPI REALI ED ATTIVI.
Non ci si deve limitare solo a GUARDARE ma è necessario anche mobilitarsi PER FARE, soprattutto in nome di una GIUSTA BATTAGLIA come quella sull'ACQUA ed in nome di un "popolo sovrano" REGOLAMENTE VIOLENTATO da una classe politica che ormai legifera a "circuito chiuso" ed in modo auto-referenziale.

ALLA FACCIA DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA! Se sottoposte alla prova dei sondaggi “popolari”, la maggior parte delle LEGGI messe in campo dagli ultimi governi di qualunque colore VENGONO regolarmente TROMBATE DA PERCENTUALI BULGARE dall'80% in su.
Nel caso della privatizzazione dell'ACQUA i sondaggi WEB sanciscono UNA BOCCIATURA addirittura da parte del 92-93% dei votanti! (i sondaggi web non sono statisticamente rappresentativi della totalità della popolazione ma sono comunque una significativa cartina tornasole dell'opinione pubblica)

MERCATO LIBERO segue da tempo e con coerenza il suo obbiettivo di FARE GRUPPO, oltre a fare blogging ed informazione.
E tutte le iniziative messe in campo seguono questo percorso...eccone alcune:
- il Progetto 2000 PER CAMBIARE: una sorta di "gruppo di acquisto bancario" per negoziare migliori condizioni (per ora nessuna banca si è ancora fatta avanti...strano vero? )
- il Progetto MERCATO LIBERO BRASILE, alla ricerca di investimenti alternativi in un'economia emergente, molto emergente....Sono perfino andati in spedizione direttamente sul territorio brasileiro per tastare la situazione con mano
- Incontro ad ASSISI sul tema INFLAZIONE BRUCIANTE O DEFLAZIONE GLACIALE: PROSPETTIVE PER L'ECONOMIA DEL 2010
Come potete vedere il progetto SETE DI CAMBIARE contro la privatizzazione dell'acqua è solo una delle numerose iniziative REALI messe in campo dal BLOG Mercato Libero a partire dal suo bacino di utenti "virtuali".

IL BLOG LA GRANDE CRISI condivide appieno la mission di rendere più attivo e partecipativo il POPOLO DEL WEB: infatti i frequentatori di internet tendono ad essere troppo passivi, troppo volatili saltapicchiando da un sito all'altro, troppo poco focalizzati, troppo virtuali, solo "chiacchere e tastiera"...
Si LAMENTANO SEMPRE, si informano tantissimo, sono iper-consapevoli ma POI NON FANNO, NON DANNO SEGUITO alle loro istanze...
Sarà l'essenza del Web che tende a farsi "realtà virtuale alternativa ed autoreferenziale", sarà l'eccessiva ricchezza di stimoli che alla fin fine tendono ad elidersi ed annullarsi in un "nulla di fatto"...sarà la cultura del TUTTOGRATIS che svalorizza e valorizza tutto nello stesso tempo...sarà questo o sarà quello....

Un esempio SPECIFICO E' QUELLO DELLE LIBERE CONTRIBUZIONI ai Blog indipendenti e di qualità: tutti si lamentano dei Mass-media, dell'Informazione che è diventata Disinformazione, tutti sostengono A PAROLE e con grandi lodi i Blog informativi ed il loro prezioso LAVORO...
Però IN SOLDONI solo uno 0,5%/1% sostiene ATTIVAMENTE i Blog con le DONAZIONI pecuniarie, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza, la qualità e l'indipendenza dei Blog stessi...che rischiano di diventare delle "meteore", rischiano di diventare delle "brevi e superficiali annotazioni nei ritagli di tempo libero", o rischiano di doversi vendere al sistema...
Mi riferisco alla situazione italiana dove la tanto decantata auto-sufficienza da "banner pubblicitari" è solo Utopia e comunque si configura già come un VENDERSI A QUALCUNO. Tra l'altro il FALLACE, MENZOGNERO E DISSIMULATORIO mondo della pubblicità mal si concilia con le più profonda essenza del Blogging che rimane IL TENTATIVO costante DI ESSERE IN BUONAFEDE, pur sbagliando...pur nella diversità di opinioni.
Sarò anche un fesso idealista...ma che cosa "ci azzecca" QUESTA MISTICA DEL BLOGGING con la pubblicità?? Ditemelo voi....

MA il "vento del Web" deve cambiare (ed in parte sta già cambiando): INTERNET deve diventare uno strumento PARTECIPATIVO DI MASSA che permetta la realizzazione di un DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA in sostituzione di una ottocentesca e sorpassata DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA (ormai semplice strumento della CASTA per farsi gli affari propri).
L'ho buttata lì, anche se so benissimo che questo argomento va approfondito.

Concludo dicendo che MERCATO LIBERO prossimamente metterà in pista molte altre iniziative di ATTIVISMO e troverà appoggio e collaborazione anche da un BLOG di taglio intellettuale, ideologico e deduttivo come LA GRANDE CRISI.
Purtroppo ad Assisi non riuscirò ad esserci...a parte miracoli dell'ultima ora.
Ma stiamo già preparando UN EVENTO MOLTO INTERESSANTE e stimolante per febbraio 2010: apettate e vedrete.
Il WEB deve evolversi: πάντα ῥεῖ...tutto scorre.
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martedì 24 novembre 2009

Mamma! Mi si è ristretto il PIL USA...


Tutto come da copione: il PIL USA è stato rivisto al ribasso.
Se andiamo a sottrarre "il contributo STATALE" una tantum dei piani di stimolo, degli incentivi, dei bonus fiscali e di tutta la sarabanda messa in campo sbracando i debiti pubblici...
e se andiamo a sottrarre "il contributo tecnico" una tantum del re-stocking
con questa revisione il PIL USA va a finire IN NEGATIVO...
(vedi i calcoli "a sottrazione" fatti nel mio articolo PIIIIIIIILLLLL !!)

Us market mover: Pil III trim. rivisto verso il basso a +2,8%
La prima lettura del dato aveva indicato una crescita del 3,5 per cento.

Us market mover: spesa per consumi III trim. rivista a +2,9%
In prima lettura per il dato era stato rilevato un incremento del 3,4 per cento.

E tutto come da copione anche nel mondo a parte delle Borse che se ne sbattono altamente.
Anzi potrebbe addirittura essere un segnale rialzista perchè il dollaro s'indebolisce, il carry trade si fortifica, i tassi rimagono a zero, la rava e la fava e tutto il resto....
Chissà quanto durerà ancora questo DISALLINEAMENTO mascroscopico e SURREALE tra Borsa ed Economia Reale...

aggiornamento delle 17.21
Tanto per precisare: i consumi pompati dal cash for clunker e da stimoli vari hanno pesato per il +2,1% su +2,8% di PIL. Traetene voi le conclusioni del caso...
...Overall consumer spending rose a quarterly 2.9% in the third quarter and contributed 2.1 percentage points to GDP at annual rates, the new figures show. That compares to earlier estimates that spending had risen a quarterly 3.4% and contributed 2.4 percentage points to GDP....

aggiornamento delle 20.04
Ho trovato in giro un bel titolo sulla revisione al ribasso del PIL USA
GDP Misses by 20%
Il PIL manca il bersaglio del 20%
Quel "20%" rende bene l'idea...
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Banche Banche delle mie brame...chi è la "messa peggio" del Reame?


aggiornamento del 26 novembre

UBS protesta con S&P e critica il risultati del report

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Standard & Poor’s, la più importante società di rating al mondo, in un suo studio ha lanciato l'allarme: la maggior parte delle più grandi banche del globo è sotto-capitalizzata ed entro i prossimi 18 mesi potrebbe subire una bella bocciatura nel giudizio di affidabilità (downgrade).

Delle 45 banche messe sotto esame, la maggior parte sono SOTTO al livello di sicurezza dell'8% di risk-adjusted capital (RAC) ratio, un nuovo parametro messo a punto da S&P per anticipare le nuove e più severe normative di capitalizzazione bancaria che entreranno in vigore ad inizio 2010.
Alcune Big Banks sono AMPIAMENTE SOTTO al livello di guardia.
Vedi qui di seguito le ULTIME DELLA CLASSE, quelle più sottocapitalizzate e dunque MENO SICURE di fronte alle possibili Tempeste che la Grande Crisi può ancora riservare.

...Every single bank in Japan, the US, Germany, Spain, and Italy included in S&P's list of 45 global lenders fails the 8pc safety level under the agency's risk-adjusted capital (RAC) ratio. Most fall woefully short.
The most vulnerable are
(N.d.R. 8 è il livello minimo di sicurezza)
Mizuho Financial (2.0), Citigroup (2.1), UBS (2.2), Sumitomo Mitsui (3.5), Mitsubishi (4.9), Allied Irish (5.0), DZ Deutsche Zentral (5.3), Danske Bank (5.4), BBVA (5.4), Bank of Ireland (6.2), Bank of America (5.8), Deutsche Bank (6.1), Caja de Ahorros Barcelona (6.2), and UniCredit (6.3)....

Il parametro del RAC cerca di sopperire alla dimostrata inadeguatezza di altri vecchi parametri di giudizio come il Tier1 secondo il quale la maggior parte delle banche oggi sarebbero in salute...e secondo il quale, prima del quasi-collasso dell'intero sistema bancario mondiale, le banche risultavano essere sempre in salute....
Infatti questi vecchi parametri sono più quantitativi che qualitativi e dunque non distinguono tra il leverage bancario high-risk e quello low-risk.
La "spazzatura" dunque riesce ad essere ben mimetizzata nelle pieghe dei bilanci bancari ed all'improvviso...pafff...ci si trova sull'orlo del collasso...
Vedi in questo Blog Come ti trasformo una catapecchia in una villa a Portofino

Secondo le nuove normative, le banche dovranno in molti casi addirittura quadruplicare il capitale per coprirsi dai rischi del trading, dei crediti deteriorati, degli investimenti a rischio: questo vorrà dire maggiore sicurezza in futuro MA oggi vuole dire UN SUPER CREDIT CRUNCH, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare.
Del resto il concetto è semplice: è stato fatto il passo molto più lungo della gamba ed adesso questo passo va accorciato. Punto a capo.
Scordatevi dunque di cambiare l'Iphone ogni 6 mesi solo perchè è uscito di un colore nuovo...
Se invece avevate qualche problemino MENO VOLUTTUARIO...beh temo che diventerà un problema più grosso.

Interessante ancora notare come le banche "peggiori" siano le Giapponesi perchè sono banche molto Hedge-funds, molto esposte su capitali ibridi (ovvero poco trasparenti sul rischio) e sui portafogli azionari, spesso oltre il 50% del loro capitale.
Ed anche le banche Tedesche sono tra le "peggiori della classe" perchè molto esposte sugli asset-backed securities (ABS) ovvero su uno degli assets tossici per eccellenza.

Una curiosità: le banche Cinesi (attualmente le maggiori del mondo) non sono state incluse nello studio di S&P....Dati non pervenuti?
Se le nostre banche posso essere definite OPACHE, quelle cinesi non trovano definizione....
Anche perchè sostanzialmente sono banche STATALI che vogliono giocare AL CAPITALISMO...

La conclusione dello studio di S&P viene riassunta con queste parole:
Concentrarsi nel passato solo sul leverage bancario è stata la ricetta per finire nelle grane.
In questo modo le banche sono state incoraggiate ad optare per assets rischiosi – trattandoli alla stregua di titoli di stato di prima qualità - assets che in ogni caso potevano essere dissimulati “fuori bilancio”.
Le regole hanno creato solo UN'ILLUSIONE DI SICUREZZA.

In ogni caso...che sia il RAC, il Tier1, il Core Tier1, il il Piff od il Paff...a me non interessa.
Ed il mio giudizio sulle famigerate AGENZIE DI RATING è meglio censurarlo...
Però...gira e rigira il concetto è sempre lo stesso: le banche sono sotto-capitalizzate, fanno più da Hedge-funds speculativi che da banca tradizionale, sono poco trasparenti od addirittura OPACHE, si fanno totalmente gli affaracci loro anche se cercano di passare come delle istituzioni "ad utilità sociale".
Una cosa è certa: HANNO PERSO LA NOSTRA FIDUCIA (se mai ce l'avessero avuta...).
E tutto questo accade anche se gli Stati le hanno riempite di soldi nostri, accade anche se si è fatto un gran parlare di riforme del sistema e nuove regole, accade anche se le Istituzioni ed i mass-media hanno messo in piedi una "ipnosi di massa" per ristabilire la confidence psicologica senza che ancora sussistano le basi REALI della fiducia (come dimostra anche S&P).
Vedi in questo Blog Ipnosi di Massa

Prima di tutto va ricordato che LE BANCHE non sono istituti di beneficienza con un primario obiettivo di utilità sociale ma sono aziende private che mirano primariamente al profitto dei loro azionisti: fin qui nulla di male, anzi è assolutamente LECITO.
L'utilità sociale della banca si manifesta SOLO SE COINCIDE con il profitto per gli azionisti: non dimentichiamolo MAI.
Il VERO problema come sempre è di MENTALITA' perchè le banche sono diventate troppo speculative, troppo tirate, troppo orientate ad un profitto estremo a qualunque costo ed all'inseguimento di target stellari.
Un anno faccio +10%, l'anno dopo DEVO fare +20% e quello ancora dopo +30%: se il manager responsabile ce la fa si becca un super-bonus e se non ce la fa finisce fuori dai giochi.
Naturalmente con una mentalità di questo genere (a livello gobale) SONO COSTRETTO A RISCHIARE, ad alzare la posta, a giocare pesante....ed il rischio che il banco salti AUMENTA ESPONENZIALMENTE.
Ed ecco che se il banco rischia di saltare...allora sbuca fuori l'utilità sociale della banca, il rischio sistemico e quindi DEVE INTERVENIRE LO STATO con i soldi nostri...
Ed a questo punto C'E' QUALCOSA CHE NON TORNA: leggete il mio articolo Antica Filosofia Bancaria e capirete...

MORALE DELLA FAVOLA

"Non conosco il bilancio di una società che non sia falso"...
La leggenda metropolitana narra che questa frase sia da attribuirsi nientepopodimeno che ad Enrico Cuccia, il mitico Presidente di Mediobanca, il fulcro per 40 anni della finanza e dell'economia italiane, l'eminenza grigia più potente della Penisola, la "vecchia volpe"...
A FORTIORI un bilancio bancario io non lo prendo nemmeno in mano: quasi inutile analizzarlo e credo che nessuno realmente ci capisca qualcosa...a parte quello che ci sta scritto...
Meglio procedere per via indiretta: si analizza cosa succede nella realtà e si deduce lo stato di salute del sistema bancario...


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lunedì 23 novembre 2009

Come ti trasformo una catapecchia in una villa a Portofino


Una settimana fa Meredith Whitney è andata giù pesante in un'intervista alla CNBC.
Questa "Signora" è una delle analiste più serie e preparate di Wall Street e dintorni, nonchè un vero e proprio Guru sulle banche americane delle quali sa morte e miracoli.
Non a caso, in tempi non sospetti, ha anticipato per filo e per segno il calvario che avrebbe affrontato il sistema bancario USA: una specie di Cassandra come Roubini ma con la differenza che la Meredith non ha la faccia da Gufo...nel senso che non è "lombrosianamente" catastrofista...ma solo se le circostanze contestuali lo giustificano.
In caso contrario è capacissima di essere anche Bullish ed ottimista.

Ebbene una settimana fa la nostra Meredith ha dichiarato candidamente "I Haven't Been This Bearish In A Year" ovvero "Non sono mai stata così ribassista da un anno a questa parte"...
Riassumo brevemente alcune sue dichiarazioni chiave per poi arrivare AL PUNTO che veramente m'interessa.

  • within the banking sector the major difference between the market today and last year is that there is no mark-to-market now - Nel settore bancario la maggiore differenza tra adesso ed un anno fa è che adesso non c'è più il mark-to-market
  • "banks will go back to tangible book value" - Le Banche dovranno tornare alle loro valutazioni corrispondenti al tangible boook value
  • the banking sector is "not adequately capitalized today"- Il settore bancario a tutt'oggi non è adeguatamente capitalizzato.
  • sees another leg down in the residential real estate market when mortgage rates/prices begin moving lower. To this point, Meredith said she feels that there is still a much bigger risk related to residential mortgage exposure, rather than commercial. - Si vedrà un'altra gamba al ribasso del settore immobiliare residenziale quando il rapporto tassi dei mutui/prezzi inzierà a muoversi più in basso. Dunque c'è ancora un grande rischio (nei bilanci bancari) connesso all'esposizione sui mutui residenziali, oltre che a quelli commerciali.
  • says that this market makes "no sense" to her and that there is no fundamentals behind the recent rally in stocks - Questi mercati non hanno senso e non ci sono ragioni fondamentali dietro al recente rally rialzista dell'azionario.
  • sell the banks - Vendere le banche

  • would sit on cash until another leg down in valuation, estimates - Dovremmo stare liquidi almeno fino alla prossima gamba ribassista nelle valutazioni
  • "everything's expensive right now" - Qualunque asset è caro in questo momento
  • expecting a double dip recession, although the second part of "W" will not be as severe - Aspettiamoci una recessione a W anche se la seconda ricaduta non sarà severa come la prima caduta.

Al di là del fatto che TUTTE le sopracitate osservazioni sono RAGIONEVOLI E REALISTICHE, vorrei concentrarmi sulle due seguenti:
  • within the banking sector the major difference between the market today and last year is that there is no mark-to-market now - Nel settore bancario la maggiore differenza tra adesso ed un anno fa è che adesso non c'è più il mark-to-market...
  • "banks will go back to tangible book value" - Le Banche dovranno tornare alle loro valutazioni corrispondenti al tangible boook value

La prima affermazione è assolutamente SCONTATA....MA PARADOSSALMENTE in questi tempi di "operazione polvere sotto al tappeto e rispristino della confidence per via dissimulatoria" appare quasi una BOMBA....
Non è cambiata quasi UNA FAVA nelle banche rispetto ad un anno fa (quando sembrava che dovessero fallire tutte)....a parte il fatto che è stato eliminato il mark-to-market ovvero la regola che ti costringeva a valutare gli assets tossici al valore realistico di mercato, CIOE' ZERO E DINTORNI...
Mentre ormai le banche possono "per legge" valutare la spazzatura al prezzo che vogliono (mark-to-fantasy).
Di queste COSE non se ne parla nemmeno più: sono state RIMOSSE globalmente con un'operazione spettacolare di psicologia di massa e di "cambio regole" (alla faccia della maggiore trasparenza e della maggiore regolamentazione che si strombazza in ogni consesso). Sono state cambiate le regole e gli asset tossici sono svaniti con un colpo di penna, sono stati congelati, sono diventati bombe atomiche provvisoriamente disinnescate e ben nascoste sotto ai bilanci delle banche. Si guadagna tempo e poi si vedrà: MA SONO SEMPRE LI'.

Io aggiugerei che l'altro grande cambiamento rispetto ad un anno fa è stata la marea di soldi dei contribuenti messi a TAMPONE del sistema finanziario a grave discapito dei debiti pubblici (senza chiedere NULLA in cambio e scartando altre soluzioni)...ma ne abbiamo già parlato 1000 volte.

PER NON DIMENTICARE.... leggi in questo BLOG
La Trasparenza è morta...Viva la Trasparenza!

Il Rosso ed il Verde

Paradossi Contabili (da non crederci...)


La seconda affermazione della Meredith è molto interessante: le banche dovrebbero tornare al loro tangible book value, il classico termine tecnicissimo che però in soldoni è più realista del Re...
Il TBV rappresenta il valore degli assets tangibili di una banca ovvero la roba che si tocca con mano, facilmente liquidabile a mercato.
Escludendo dunque gli aleatori assets intangibili (assolutamente da leggere nel mio Blog Banche "Intangibili") e sottraendo le passività ovvero la fuffa tossica che è stata fatta svanire con la sospensione del mark-to-market (mutui marci ed ormai inesigibili, crediti gravemente deteriorati, crediti inesigibili, assets senza mercato etc).
Tutta questa robaccia è stata iper-valutata a bilancio, spesso ad un prezzo di carico che non ha più alcuna connessione con la realtà (ecco cosa intendo realmente per "fatta svanire") e prima o poi andrà svalutata.
Anche perchè buona parte di questa "robaccia" è senza alcuna speranza di potersi rivalutare in futuro oppure ha margini minimi di rivalutazione rispetto al prezzo di carico.
Con il metodo di valutazione del TVB questa fuffa è costretta a tornare fuori perchè VIENE SIMULATO IL VALORE DELLA BANCA COME SE DOVESSE VENIRE MESSA IN LIQUIDAZIONE OGGI.
E' una sorta di mark-to-market forzato ovvero è quello che succede realmente quando liquidi una Banca e devi cercare VERI ACQUIRENTI per i tuoi assets: dunque salta fuori QUANTO IL MERCATO E' REALMENTE DISPOSTO A SBORSARE PER QUESTO E PER QUELLO...al di fuori del mondo fatato ed immaginario dei bilanci bancari.
Il TVB cerca dunque di rappresentare quello che riusciresti a ricavare là fuori nella savana del mercato se liquidassi oggi la banca in oggetto: la fuffa logicamente te la pagherebbero zero anche se la banca questa stessa fuffa l'ha caricata a bilancio come se fossero pepite d'oro...
Ma questa iper-valutazione vale solo per la Banca: è strumentale, di comodo, per guadagnare tempo, realizzabile solo grazie alla sospensione del mark-to-market a norma di legge (e come dicevo nella maggior parte dei casi si guadagna tempo in attesa di una rivalutazione che non arriverà mai).
E' il libro dei sogni che nella realtà non ha senso: è come se nel mio bilancio caricassi UNA CATAPECCHIA al valore di UNA VILLA A PORTOFINO: sulla carta va tutto bene ma quando devo liquidare realmente questo asset....secondo voi lo vendo a 20mila euro od a 20 milioni di euro?
Insomma il calcolo del TVB è un sistema usato dalle persone serie come la Meredith per ripristinare il mark-to-market che è stato artificiosamente sospeso per legge....
E dunque ti chiedi: quanto varebbe questa banca AL MARKET se la liquidassi OGGI? A voi la risposta....

Ed a questo punto facciamo il collegamento finale: uno dei numerosi falsi miti di questa Crisi è stato che il Mark-to-Market andava sospeso perchè stava facendo collassare il sistema bancario con una norma troppo rigidamente market-oriented.
Si narrava: in tempi di Crisi Nera non ha senso valutare certi assets al valore di mercato perchè si è crollati troppo e troppo in fretta...emntre gli assets "tossici" si potrebbero rivalutare (prima o poi). Dunque questo è un metodo troppo severo e suicida in tempi così duri.

Questo MITO è FALLACE per due ragioni
1- Fare delle regole di valutazione che vanno bene per la primavera ma non per l'inverno e che dunque vanno cambiate durante lo svolgimento della partita, crea una soggettività ed una aleatorietà pericolossime. Qual'è dunque il valore delle COSE?
2- Attendere che gli assets tossici si rivalutino è come "aspettare Godot": non arriverà mai e dunque Vladimiro ed Estragone attenderanno all'infinito....
La maggior parte di questa "spazzatura pacchettizzata" non si rivaluterà mai più: spazzatura è...spazzatura rimane...in secula seculorum.
A meno che la diabolica FED insieme al Tesoro USA non riescano a far passare i loro maneggi che vogliono trasformare la "merda in risotto" (temporaneamente e per speculazione a favore dei soliti noti) ...

Questo MITO è anche FALSO come descrive questa ottima indagine riportata da Oscar Giannino: si dimostra che la tendenza bancaria a sopravvalutare la qualità dei propri attivi è storicamente sistematica. Il mark-to-market sarebbe solo un capro espiatorio...
Il secondo paper smentisce invece altri luoghi comuni che ricorrono sistematicamente, a proposito degli effetti di ampliamento della crisi che sarebbero stati rappresentati dall’adozione del fair value come principio contabile, cioè la stima degli asset patrimoniali aggiornata a prezzo di mercato invece che a valore di libro.
Gli autori sono quasi omonimi e infatti anche lontanamente parenti ma con diversa grafia, Christian Leuz della Chicago Booth, e Christan Laux della Goethe Universitaat di Francoforte. Dati empirici comparati alla mano su diversi mercati, i due economisti smentiscono la colpevolezza del fair value.

Non è stato lui, a generare spirali di svalutazioni che hanno messo a rischio la stessa continuità di tantissime banche.
Ma la sistematica tendenza bancaria a sopravvalutare la qualità dei propri attivi.
Aver sospeso il fair value, per consentire alle banche di rifiatare e ripatrimonializzarsi ma non troppo, potrebbe far ripartire le banche essattamente dall’errore sistemico sottovalutato dai regolatori e che ha concorso alla crisi, e cioè attivi troppo artificiosamente gonfiati.

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P.S. Le borse sono entrare in modalità "rimbalzo automatico" grazie ad un crolletto del dollaro contro l'euro di quasi l'1% in un botta sola: oscillazioni che ai bei tempi si facevano in un mese....
E come sempre la borsa vive "nell'altra dimensione" dove si trada la debolezza del dollaro (carry trade) impippandosene dei dati macro e dell'economia reale...

Ma il dollaro non "crolla" così a caso.....
Non solo i tassi a zero negli USA potrebbero durare fino a 2012...ma potrebbe anche riprendere il piano di riacquisto MBS da parte della FED (che era stato allentato).
Il peggio è passato...la Crisi è finita...MA il quantitative easing viene incrementato e prolungato...
Un po' paradossale vero?

Dovish Fed Comments Send Futures Soaring
St. Louis Fed member Bullard said over the weekend that he favors extending the Fed’s program of purchasing mortgage-backed securities beyond the 1st Q next year.
This adds many more months to the low rates for an ‘extended period of time.’
His comments have pummeled the US Greenback, and as the dollar fell, stock futures soared.


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News surreali...ma nemmeno troppo...


Mentre sto preparando la mia "ultima fatica", vi delizio brevemente con questa News tanto paradossale quanto "classica" (ne abbiamo lette a centinaia di simili in questi tempi).
Ma se poi vai a ben vedere la news non è per nulla paradossale, purtroppo: dietro ci sta una logica tanto rigorosa quanto perversa...
Il problema è decidere quale sistema logico di riferimento vogliamo utilizzare per interpretare la realtà.

Deutsche Telekom in rialzo a Francoforte, previsti nuovi tagli alla forza lavoro
La prima seduta dell´ottava è iniziata in territorio positivo per Deutsche Telekom.
Quando è passata meno di un´ora dall´inizio degli scambi il titolo dell´operatore telefonico tedesco prende l´1,47% a 9,64 euro per azione.
Secondo quanto riportato dall´Handelsblatt, che cita l´a.d. del gruppo Rene Obermann, Deutsche Telekom continuerà a ridurre la forza lavoro, in particolare nelle divisioni tecniche.
.

venerdì 20 novembre 2009

Un ultimo aiutino....


Promesso! Un ultimo "aiutino" a spese dei contribuenti...poi basta.
Forza...su...un ultimo sforzo per permettere LORO di continuare a fare miliardi col trading.
Per continuare imperterriti sulla strada del too-big-to-fail, del moral hazard, della socializzazione delle perdite a fronte della privatizzazione degli utili, dei salvataggi di stato senza chiedere nulla in cambio e senza cambiare una virgola...

Ci hanno raccontato che QUESTA era l'unica soluzione percorribile per "salvarci"...ma non è vero: c'erano altre soluzioni percorribili come ho descritto più volte in questo Blog, ma non si è voluto/potuto percorrerle...
Lo dice la stessa Sheila Bair, la capa della FDIC americana e non il solito Blogger rompiscatole: Bair says U.S. bank bailout "not a good thing"
Lo dice il premio nobel per l'economia Stigliz, lo dice l'ex-capo della FED Volkner, lo diceva anche il premio nobel per l'economia Krugman (adesso un po' meno), lo dicono in tanti ai massimi livelli...e non solo il popolo iper-critico dei Blog.

Tutto tornerà come prima....tutto o quasi....
Forse i debiti pubblici...e noi tutti non torneremo esattamente come prima....

Olanda, dal governo «l’ultimo aiuto» a ABN Amro - 20/11/2009
Il governo olandese sta pianificando nuove iniezioni di liquidità per ABN Amro e Fortis Bank Nederland.

Il governo olandese sta pianificando nuove iniezioni di liquidità per le due banche nazionalizzate nei mesi della crisi finanziaria globale: ABN Amro e Fortis Bank Nederland. Nelle casse dei due istituti di credito andranno infatti ulteriori capitali per 4,4 miliardi di euro (3 a favore di ABN): si tratta, secondo quanto dichiarato dall’esecutivo di Amsterdam, dell’«ultimo salvataggio».

Un anno fa il Tesoro olandese aveva sborsato 16,8 miliardi per garantire la permanenza in vita delle due banche. ABN, durante la scorsa estate, ha poi ricevuto un ulteriore aiuto con fondi pubblici pari a 2,5 miliardi di euro.

Complessivamente, con l’ultima operazione, il salvataggio è costato alle casse del governo olandese quasi 24 miliardi di euro.

Wouter Bos, il ministro delle Finanze, ha spiegato che d’ora in poi la sua porta «rimarrà chiusa» qualora ABN Amro dovesse necessitare di ulteriore liquidità.
Nonostante ciò, tuttavia, il membro dell’esecutivo ha sottolineato come un’ultima ricapitalizzazione sia «necessaria e utile».
Il momento di ABN è infatti particolarmente delicato. In gioco - riferisce l’agenzia Reuters - c'è infatti una vendita di asset a lungo negoziata con Deutsche Bank per 700 milioni di euro, che potrebbe venire meno se il parlamento non dovesse esprimere la sua approvazione entro il 31 dicembre prossimo.
La nuova iniezione di capitale, insieme a quella della scorsa estate, si tradurrà probabilmente nell'aumento di mezzo punto del rapporto debito/pil del Paese,
ha aggiunto in una nota il ministero delle Finanze.

LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA....come viene ben riassunto in questo articolo

....Qualche giorno fa, un ragazzo che di nome fa Piergiorgio Alessandri, che lavora alla
Bank of England, scriveva un report, dall’alto dei suoi 34 anni, che ha riscosso elogi e pareri favorevoli ovunque. Il report, che potete visionare CLICCANDO QUI , si intitola “Banking in the State” e, in modo molto sommario , dice una grande verità: a seguito della grande Crisi, il rapporto tra banche e Stati non è più lo stesso. Da sempre queste due istituzioni sono legate da un chiaro cordone ombelicale, ma la situazione del rapporto si è diametralmente capovolta.
Lo Stato, oggi, è diventato il finanziatore “d’emergenza” delle Banche e il più grande rischio percepito dai Governi è il fallimento degli Istituti di Credito.
Prima della grande crisi, lo scenario era assolutamente a parti invertite. Infatti, continua Alessandri, le banche hanno ricevuto in dote la cifra di 14.000 miliardi di dollari, pari a circa il 25% del PIL mondiale. Un sostegno mai visto nella storia....
Oggi non sono più i Governi e gli Stati a comandare la finanza globale, ma le banche.

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Turnover dei consumatori


aggiornamento del 24 novembre

Ueilà...anche la Marcegaglia ha intuito la sudamericanizzazione :D
Marcegaglia: «Ripresa lenta e senza occupazione»

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Ormai vi sto facendo una testa così sul concetto di Sudamericanizzazione delle società/economie avanzate...
Come scrivevo in "Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde..." ormai molti economisti ed osservatori iniziano a sospettare....a ragionare....a cercare di vedere più in là del loro naso (e del naso dei loro finanziatori...).
Eccone altri due esempi
- Bill Gross: "I think unemployment is here to stay"
- Are jobless claims pointing to structurally high unemployment?


L'Italia, come spesso succede, ha fatto da avanguardia della regressione...
- Fascistizzazione: abbiamo anticipato i tempi con Mussolini ed il fascismo in Italia ed il totalitarismo si è poi diffuso in Europa
- Democrazia carismatica: abbiamo anticipato i tempi con la personalizzazione della politica ed il culto del leader carismatico ed anche le altre democrazie stanno regredendo su questa strada (con residue resistenze)
- Italianizzazione del debito pubblico: abbiamo anticipato i tempi con debito/pil sopra al 100% e le altre economie avanzate ci stanno raggiungendo
- Sudamericanizzazione: abbiamo anticipato i tempi con l'erosione della classe media e della classe operaia, con il welfare di mammà e papà, con la polarizzazione tra i SUV-people ed il popolo delle biciclette, con la cristalizzazione delle lobbies/corporazioni e con la politica al loro servizio, con la focalizzazione sull'export del made-in-italy (prodotto in de-localizzazione), con la politica degli "incentivi perenni" a vantaggio di alcuni settori...etc etc
ed anche il resto del Mondo ci sta seguendo.

Come scrivevo in Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde...
NELLA PRIMA FASE c'è stata la globalizzazione e la de-localizzazione della manodopera (che con la Crisi sta accelerando soprattutto nei tagli a casa nostra di manodopera ad "alto costo", che PRIMA non si riusciva a fare fuori agevolmente...sia benedetta la Crisi!...).
Mentre NELLA SECONDA FASE si sta tentando anche la globalizzazione e la de-localizzazione del CONSUMATORE al di fuori dei mercati maturi.
Ricordate che si chiamano MULTI-Nazionali, non a caso.
I mercati maturi ed in crisi vengono alleggeriti a favore dei mercati di consumo emergenti, e tanti saluti....

Ripeto: è in atto solo un TENTATIVO che andrebbe contrastato politicamente in modo energico con una seria strategia occupazionale e di radicamento sui territori.
L'aiuto di stato e tutto il "pacchetto" ti dovrebbero venire concessi solo se NON contribuisci a distruggere il tessuto produttivo ed economico nazionale (magari secolare) con una politica di de-localizzazione selvaggia rivolta solo alla moltiplicazione degli utili.
Non puoi prenderti gli Incentivi di Stato se poi produci in Brasile, in Polonia, in India etc
Puoi farlo tranquillamente ma fattelo con i soldi TUOI.
Ma chissà come mai la politica fa ben poco in questa direzione, a discapito delle lobbies...

Questo processo di de-localizzazione della manodopera è strettamente collegato alla ricerca di una compensazione nel calo dei consumi dei mercati avanzati: infatti le persone licenziate consumano molto meno...
Ecco dunque il TENTATIVO di cercare, "educare" ed intruppare nuovi eserciti di consumatori globalizzati in nuovi mercati emergenti che possano fare da TURNOVER ai nostri consumatori spremuti e buttati via (anche perchè sono allo stesso tempo una manodopera ad alto costo da sfrondare).

Butto lì uno schemino esemplificativo dell'evoluzione in atto, basata sulla globalizzazione che permette di sfruttare ovunque le differenze di potenziale presenti nel mondo (la base del giochino).
PRIMA producevo nelle economie avanzate: mi costava 10 e vendevo nelle economie avanzate a 50
ADESSO produco un po' nelle economie avanzate e molto nelle economie emergenti: mi costa 2 e vendo nelle economie avanzate a 40
PROSSIMAMENTE produrrò quasi esclusivamente nelle nuove economie emergenti: mi costerà 1 e venderò a 30 nelle economie emergenti mature che hanno sviluppato un mercato interno ed a 40 nei rimasugli opulenti delle economie avanzate (a quelli che "sono caduti dalla parte giusta"...)
Mica male vero?
E come potete vedere i profitti salgono dal 50% al 200% per poi schizzare al 300-400%...
Nota: i numeri dello schemino sono verosimili ma non sono reali anche perchè variano enormemente da settore a settore.

Questa è la SCOMMESSA IN ATTO: le elites trans-nazionali ci stanno parzialmente SCARICANDO e stanno cercando di sostituirci in tutte le nostre "funzioni", di manodopera e di consumatori...

Una volta tanto il GUFO dei Gufi, Roubini, ci porta una ventata di Ottimismo: secondo LUI non ce la faranno a mettere in atto questo processo: la compensazione esogena non sarà sufficiente e saranno costretti a "riprenderci indietro"....a ri-assorbirci...
Nei suoi 10 punti in cui cerca di dimostrare come ci aspetti una lenta ripresa ad "U" (ed in questo paradossalmente la pensa come Goldman Sachs....)
al punto 10 il Gufo ci dice
10. Emerging Markets Fared Better But Can't Close The Consumption Gap.
Can China/India be the engine of global growth? No.
Can EMs
(NdR EMs = Emerging Markets) decouple from anemic growth in G3? No.
Is the policy response of China/Asia appropriate and sustainable? No.
There are not the necessary social safety nets in EM countries, so the motive to save high. Private demand has to take over and drive growth.

"...I mercati emegenti vanno meglio ma non possono compensare il gap negativo nei consumi..."
Perchè anche Roubini HA CAPITO CHE E' QUESTO IL TENTATIVO IN ATTO...
Speriamo che abbia ragione LUI... e che abbiano ancora bisogno di NOI.
La vera EXIT STRATEGY sarebbe QUELLA di affrancamento da questo circolo vizioso...ma dovremmo inventarcela NOI, senza contare su nessun altro...


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giovedì 19 novembre 2009

Boom Boom debito Grecia: aggiornamento


Dalla nuova Telenovela "Boom Boom Debito Pubblico", ecco un drammatico aggiornamento dal "fronte greco"...per la serie "il peggio è passato".

Come ho ripetuto 999 volte in questo Blog, per salvarci dall'esplosione della BOLLA del debito privato è stata messa in piedi in piedi la BOLLA finale...quella del DEBITO PUBBLICO.
Gli Stati (leggi contribuenti) ci hanno messo la faccia e non solo quella....
Continuiamo dunque a monitorare attentamente lo sbracamento dei DEBITI PUBBLICI, sia di quelli "deboli" che di quelli "forti".

La Grecia sotto “esame”: preoccupano banche e deficit - 18/11/2009
Il deficit potrebbe toccare il 12,7% del pil quest’anno: il dato peggiore dell’area-Euro...

La Banca centrale europea ha fatto capire con sempre maggiore chiarezza di voler lanciare, prossimamente, misure straordinarie di supporto al sistema bancario del Vecchio Continente.
Un’operazione che potrebbe essere pronta già nel mese di dicembre, per poi tornare gradualmente alla “normalità” nel corso del 2010.
Il motivo - spiega questa mattina il Wall Street Journal - è che, effettivamente, gli istituti di credito europei non godono ancora di buona salute.
E, in questo orizzonte a tinte fosche, il sistema bancario della Grecia risulta tra i più in difficoltà.
Una delle principali preoccupazioni è costituita dalla quantità di bond governativi in possesso degli istituti greci: si tratta di una larga parte del loro asset, che potrebbe avvicinarsi alla cifra di 40 miliardi di euro, utilizzati anche come collaterali per i prestiti chiesti alla Bce.
Le banche commerciali greche possono sfruttare infatti i fondi europei al tasso fisso dell’1%, consegnando come collaterale proprio titoli di Stato nazionali.
Ma la banca centrale greca nei giorni scorsi ha sollecitato le banche locali, riferisce la Reuters, ad attingere con moderazione all'operazione di rifinanziamento a un anno che la Bce metterà a disposizione degli istituti di credito commerciali della zona-Euro a dicembre.
Nel frattempo, ad Atene montano anche le preoccupazioni sul fronte macroeconomico, con la Commissione di Bruxelles che ha già stigmatizzato il problema del deficit pubblico greco e, all’inizio di novembre, ha chiesto al governo di presentare un piano per ridurre il “buco”. L’esecutivo ha ammesso che il deficit potrebbe toccare il 12,7% del pil quest’anno: il dato peggiore dell’area-Euro.


ed ancora dall'articolo Atene non ride

....La Commissione ha assunto una posizione particolarmente dura nei confronti della Grecia, che ha finora sistematicamente disatteso le richieste europee, oltre ad essersi esibita in alcuni inverecondi numeri, come la certificazione di un rapporto deficit-Pil di poco superiore al 6 per cento, successivamente rettificato al raddoppio.
La Commissione ha quindi proposto di alzare la procedura contro la Grecia al livello immediatamente precedente l’imposizione di multe, ed il commissario
Joaquin Almunia ha annunciato la proposta di fissare un ultimatum sul deficit entro i prossimi due o tre mesi.

Dei problemi dell’economia ellenica si sono accorte anche le agenzie di rating.
Moody’s
, che ha in corso una revisione del paese per un possibile declassamento del debito, ha sollevato timori circa la capacità greca di generare nei prossimi dieci anni una crescita sufficiente a stabilizzare il livello di debito sul Pil, oggi al 120,8 per cento: per il prossimo anno, infatti, il Pil greco dovrebbe continuare a flettere, nella misura dello 0,3 per cento.
Il governo greco, che sta affrontando forti tensioni sociali ...ha presentato l’ennesimo piano parziale di rientro dal deficit, dal 12,7 al 9,4 per cento del Pil, ma non ha convinto nessuno, visto il track record di falsificazioni nei conti pubblici di cui finora il paese ha dato prova.
A peggiorare un quadro già così fosco, la fragile condizione delle banche greche nell’eurosistema
.
La banca centrale greca ha chiesto agli istituti creditizi domestici di individuare fonti di finanziamento alternativo, per essere pronte quando la Banca centrale europea inizierà a drenare la liquidità fornita al sistema. Le banche greche hanno finora preso a prestito importi proporzionalmente maggiori di altri paesi di eurolandia: 42 miliardi di euro su un totale di 570 miliardi.
Dall’inizio della crisi la Bce ha accettato un collaterale di ridotta qualità a garanzia dei propri finanziamenti.
Prima dell’inizio della crisi, infatti, il livello minimo di rating ammesso dalla Bce era la singola A, oggi siamo alla tripla B, il limite inferiore dell’
investment grade, sotto il quale c’è lo status di junk, cioè spazzatura.
Quando la Bce ritirerà lo stimolo (mossa che al momento non appare imminente, ma i mercati si portano sempre avanti),
le banche greche saranno costrette a cercare finanziamenti a prezzi di mercato, evidentemente ben più onerosi.
Da qui al contagio del rischio di credito sovrano il passo è assai breve.
Non è un caso che i
credit default swap sulla Grecia abbiano manifestato negli ultimi giorni un significativo allargamento.
Il rischio è quindi quello di evidenziare una divergenza interna all’unione monetaria europea che, in assenza di una autorità fiscale europea rischia di causare forti turbolenze al sistema, oltre che di essere un elemento a sfavore dell’euro.
.....

leggi in questo Blog sullo stesso argomento
Boom Boom Debito Islanda

Boom Boom Debito Giappone
Boom Boom Debito Pubblico Grecia e Boom Boom Debito Pubblico Grecia - aggiornamento
Lettonia sull'orlo del baratro?
.

Bolla "made in China"


Le Bolle speculative sono un Virus contagiosissimo...una vera e propria Pandemia.
E tanto per cambiare si parte sempre dalla Bolla Immobiliare...
A quanto mi risulta nella teoria generale economica non esiste ancora una teoria generale delle Bolle Speculative, anche se ormai da quasi 20 anni andiamo avanti solo a Bolle: prima si gonfiano poi esplodono e subito se ne gonfiano altre....e così via.
Non che prima non esistessero, ma la sistematicità e la regolarità che ormai LE caratterizza meriterebbe una bella teoria generale.
Ormai sono pure globalizzate, importate, esportate, ri-gonfiabili ed anche made in China...
Copiano ed imparano in fretta questi cinesi...

Immobiliare, la bolla cinese fa sempre più paura
19/11/2009
Una grande bolla speculativa si sta formando nel mercato immobiliare cinese.
Si tratta di una conseguenza diretta dell’imponente piano di stimoli all’economia messo a punto dal governo di Pechino.
Operazione che, andando in qualche modo oltre le aspettative delle autorità cinesi, sta “drogando” il comparto.
A lanciare l’allarme è Zhang Xin, dirigente di Soho China, che parlando al Financial Times ha spiegato come la nuova bolla rischi di mettere in serio pericolo le prospettive di crescita della Cina sul lungo periodo.
«I prezzi nel settore real estate dovrebbero crescere solamente grazie alla spinta di nuovi proprietari che intendono utilizzare gli spazi acquistati - ha spiegato Zhang -.
Oggi invece esistono sempre più palazzi vuoti in tutto il territorio del Paese, e in tutti i segmenti del mercato immobiliare.
La crescita dei prezzi, dunque, è il risultato diretto della mole di denaro in arrivo dalle banche.
E queste ultime dovrebbero, per la stessa ragione, essere molto preoccupate».
Una posizione che non si discosta da quella di Fan Gang, membro della commissione monetaria della banca centrale cinese, che ieri ha ammesso che i prezzi nel mercato real estate, soprattutto in città come Pechino, Shanghai e Shenzhen risultano oggi sopravvalutati. Nello scorso mese di ottobre, il costo del mattone in 70 grandi e medie città cinesi è cresciuto del 3,9%, rispetto allo stesso periodo del 2008.
Un dato in netta accelerazione rispetto a settembre, quando si era registrato un +2,8%. Gli investimenti nel settore, inoltre, sono cresciuti del 18,9% nei primi 10 mesi di quest’anno.

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Il grande freddo: tassi a zero fino al 2012


Da un po' di giorni ho ripreso a parlare dell'andamento delle Borse mettendole in relazione con i discorsi di "filosofia macro-economica" che caratterizzano questo Blog.
Alcuni lettori mi hanno anche rimproverato per questo.
Ma francamente è in atto un'anomalia straordinaria che in 10 anni di esperienza non avevo mai visto: da 15 giorni le borse hanno una formidabile inerzia verso l'alto, una quasi totale impermeabilità di fronte ad una lunghissima serie di dati macro peggio del previsto.
Gli indici riescono ad ignorare le cattive notizie con un aplomb invidiabile, come se le contrattazioni avvenissero in un'altra dimensione (ed in effetti in qualche modo è proprio quello che sta accadendo...).
Escono dati macro pessimi e le borse non riescono più ad andare in negativo nemmeno intraday: moderano solo la loro corsa positiva per un pochetto e poi riprendono l'accelerazione verso l'alto.
Invece il primo giorno che non ci sono dati o che escono dati neutri/un po' meglio delle attese...BOOOOM si scatta al rialzo.

Curioso anche questo grafico del Dow Jones delle ultime 5 sedute: potete notare come negli ultimi 10/30 minuti ci sia una corsa al rialzo dell'indice, regolare e puntuale come un orologio svizzero (ma non credo che questa volta sia la manina FED).















Ieri c'è stata una dimostrazione esemplare di quello che vado dicendo: è uscita una batteria pessima di dati macro ed il Dow Jones ha avuto il coraggio di chiudere solo a -0,11%...ancora un po' ed andava addirittura in positivo.
E pensare che i dati sull'immobiliare USA sono stati una mazzata: i commentatori di borsa non sanno più cosa inventarsi per fare la descrizione di fine seduta e per giustificare una situazione così anomala, mentre gli operatori se ne escono con strane teorie o con frasi involontariamente comiche per giustificare il loro atteggiamento iper-bullish di fronte ad un'economia che continua a dare segni di fragilità.
Ieri hanno incominciato a dire che i nuovi cantieri edili contano poco, che contano soprattutto le case esistenti. Che il crollo del -10,6% era dovuto al cattivo tempo, alla fine dei bonus fiscali (appunto!!), alle cavallette....e così via...
A parte il fatto che parliamo dell'IMMOBILIARE ovvero del settore CHIAVE che ha messo in moto la Grande Crisi...
Vanno ribaditi al meno tre concetti come ben fa Calculated Risk
1- I nuovi investimenti residenziali sono un leading indicator primario: la costruzione di nuove case infatti va ad impattare direttamente sulla crescita del PIL e quindi sulla Ripresa.
2- Difficilmente i nuovi investimenti residenziali avranno un recupero rapido perchè gli stocks di case vuote e di case adibite ad affitto rimangono a livelli record. Prima di tutto va smaltito questo "eccesso".
3- La vendita di case esistenti è largamente irrilevante per la crescita economica: ...the only contribution from existing home sales to the economy are some commissions and fees. That is good news for real estate agents and mortgage brokers, but not for the overall economy....
Anche l'alto livello di disocupazione indebolisce gli investimenti immobiliari: è un cane che si morde la coda...
Infatti normalmente la ripresa di investimenti residenziali è un leading indicator della ripresa occupazionale e viceversa.
Ma se entrambi questi fattori rimangono deboli, è difficile sperare in una Ripresa forte...

A proposito di comicità involontaria....per la debacle immobiliare di ieri varebbe la stessa "mitica battuta" sparata da un operatore martedì, cambiando solo alcune parole....
"Le cifre relative ai nuovi cantieri edili di ottobre suggeriscono che l'attivita' immobiliare e' debole negli Stati Uniti, e rischia di rimanere stagnante a lungo", ha detto un money manager..."Questo potrebbe compromettere l'ottimismo per uno o due giorni".:D

Qualcuno però inizia a sputare fuori il rospo, qualcuno non riesce più a trattenere la verità: "Appare evidente ormai che il mercato azionario si stia muovendo su un piano differente da quello economico" ha sentenziato Paul Nolte di Hinsdale Associates.

Ieri anche i dati sull'inflazione non sono stati "incoraggianti" nei confronti del principale fattore che di questi tempi sta pompando le Borse: la promessa DEI TASSI A ZERO per lungo tempo e di conseguenza il dollaro debole (carry trade).
Infatti le rilevazioni hanno indicato un'inflazione che inizia a dare qualche segno di vitalità e quindi i tassi a zero potrebbero scricchiolare...
Ma ci ha pensato subito qualcuno a tranquillizzare la BOLLA...
Ieri il presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, ha affermato che le esperienze del passato insegnano che probabilmente i tassi di interesse non verrano alzati prima dell’inizio del 2012 (!).
"Se si guarda a quanto accaduto nelle ultime due recessioni, in entrambi i casi il comitato di politica monetaria del FOMC ha aspetto tre anni o due anni e mezzo prima di apportare una stretta monetaria".
E' chiaro che di fronte alla prospettiva di un Grande Freddo con tassi a zero fino al 2012...la Bolla Speculativa non può che surriscaldarsi....

Vediamo comunque la batteria dati macro di ieri, per i quali continuo sarcasticamente a proporre una moratoria: non facciamoli più uscire almeno fino a Natale per goderci in pace un rally fino a 12.000 punti di DJ senza doversi inventare giustificazioni con salto mortale.
Poi da Gennaio ripartiamo e facciamo il punto della situazione tra Borse ed Economie.:D

- Us market mover: -10,6% avvio cantieri nuove unità abitative a ottobre, sotto attese. Decisamente inferiore alle attese il dato di ottobre su avvio cantieri nuove unità abitative, sceso a 529 mila unità (-10,6%). Consensus era +1,7% a 600 mila unità.

- Us market mover: -4% nuovi permessi costruzione ottobre
. Il dato scende a quota 552.000 unità, nettamente sotto le 580 mila unità stimate dal mercato.

- Usa: Richieste Mutui Calano Ai Minimi Da 12 Anni. Le richieste settimanali di mutui negli Usa calano ai minimi da 12 anni, nonostante la discesa dei tassi. La Mortgage Bankers Association fa sapere che le richieste, rifinanziamenti inclusi, scendono del 2,5% a 611,7

-
NAHB: Builder Confidence Flat in November. The housing market index (HMI) was at 17 in November. October was revised down from 18 to 17. The record low was 8 set in January.
This is very low - and this is what I've expected - a long period of builder depression.
Note: any number under 50 indicates that more builders view sales conditions as poor than good.

- Us market mover: +0,2% inflazione core ottobre
- Us market mover: +0,3% inflazione ottobre, sopra attese


L'ho ripetuto mille volte: da almeno 3 mesi le Borse stanno ricevendo la spinta da ben altri fattori e non dai dati macro-economici. Ne sono perfettamente consapevole.
Ma è la straordinaria impermeabilità rialzista degli Indici, anche a livello intraday, a lasciarmi ogni giorno più stupito.
Quanto potrà durare?


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mercoledì 18 novembre 2009

Una nota d'ottimismo (?)


Una volta tanto ho trovato un dato che potrebbe portare una ventata d'ottimismo.

Il Baltic Dry Index ovvero l'indice che rappresenta l'andamento dei costi di trasporto via nave per le commodities "solide" (ferro, carbone, grano etc) è più che RADDOPPIATO in 39 giorni.
il BDI si è sparato 14 giorni di fila di rialzo, 31 sedute positive in 35 giorni.
E' passato da 2163 a 4381: ha recuperato i livelli di settembre 2008 ovvero i livelli precedenti alla fase acuta della Crisi.
Performances da Ripresa EPOCALE (o da speculazione epocale...scegliete voi).

Il BDI secondo me va correlato con il forte recupero dell'indice di Borsa cinese: lo Shangai Composite si sta facendo praticamente una tirata unica da fine settembre ad oggi passando dai 2750 punti ai 3300 punti di oggi, +20%.
Anche il Dow Jones non scherza: nelle ultime 12 sedute ne ha fatte 11 di rialzo...8 consecutive, pausa, e poi 3 consecutive.
Insomma il disallineamento tra indici USA e UE vs. Indice Cina e BDI che incombeva a settembre è venuto meno.
Il che potrebbe voler dire che la BOLLA sta coinvolgendo anche i "ritardatari" oppure......(puntini puntini)

Il problema è che il BDI è un indice relativamente sottile quindi molto "volatile": per esempio si era già fatto una mega corsa a giugno 2009 per poi rimollare tutto.
La speculazione ormai pervade TUTTO ai massimi livelli: difficile quindi distinguere gli elementi fondamentali dai movimenti di "mercato".
Inoltre l'indice BDI è espresso in dollari Usa; pertanto il suo andamento è influenzato dell'andamento del cambio della valuta statunitense (anche il BDI trada la debolezza del dollaro come le Borse?).
La Cina ed il sud-est asiatico sicuramente influenzano in modo pesante il Baltic Dry Index. Pechino con il suo +8% di PIL, con la sua marea di stimoli "in contanti" (circa 300 miliardi di dollari), con il rubinetto del credito bancario aperto a stecca e con il solito accapparamento di materie prime... sta contribuendo in modo decisivo.
Anche la ripresa dell'export USA spinta da un dollaro "depresso" ha il suo peso.
Le politiche iper-espansive monetarie e di stimoli sicuramente stanno giocando anche qui un ruolo fondamentale.
Ma il ripristino della confidence e la "garanzia" totale messa in capo dagli Stati a discapito dei debiti pubblici, nel campo dei noli marittimi hanno avuto un ruolo fondamentale: infatti nel campo dello shipping navale tutto gira sulla base di "lettere di credito" (per importi elevatissimi), tutto gira sulla base delle compagnie di assicurazione, tutto gira sulla fiducia nella controparte.
A cavallo di ottobre 2008 e marzo 2009 tutto era congelato: si pensava che dovesse fallire anche Paperon de Paperoni ovvero c'era una totale sfiducia nella solvibilità della controparte come pure delle compagnie di assicurazioni (che avevano messo in atto anche una severa restrizione delle polizze, insurance crunch).
Questa sfiducia (naturalmente sommata alla pesante recessione REALE) ha influito pesantemente sulla movimentazione di merci via nave.
Ma adesso in un modo o nell'altro la confidence è tornata....fin troppo...trasformandosi in moral hazard.

Se volete provare a cimentarvi nel separare la speculazione dalla realtà...leggetevi questo bellissimo articolo che spiega come è possibile MONITORARE in tempo reale tutte le navi del Mondo attraverso un'espansione di Google Earth (prodigi della tecnologia!):
.....Dal 2004 esiste l'obbligo, non lo sapevo, come credo non lo sappia la maggioranza di voi, di avere a bordo una specie di scatola nera-tracciatore satellitare.
Il sistema si chiama AIS, Automatic Identification System ed è stato IMPOSTO a tutte le navi, di TUTTI i paesi, dall'IMO (International Maritime Organization) In praticaè molto simile al Transponder degli aerei, quello che permette in ogni istante ai controllori di volo di tenere d'occhio tutti gli aerei in aria nella loro zona.
Il sistema è obbligatorio in TUTTE le navi, passeggeri e non, dal 2004
, che siano su rotte internazionali ed abbiano una stazza di 300 tonnellate o superiore ( 500 per quelli su rotte nazionali e fino alla fine del 2008).
Esiste un programma, Vesseltracker, che, una volta scaricato ed installato Google earth, permette di visualizzare IN TEMPO REALE i movimenti di ciascuna nave del mondo dotata di AIS.
Come dicevo, ciascuna nave sopra le 300 tonnellate di stazza, ovvero in pratica qualunque nave salvo i pescherecci, le bettoline ed i rimorchiatori ( e qualcuno anche di questi, date una occhiata allo stretto di Panama).
La versione GRATUITA, che ha alcune limitazioni e visualizza i dati in ritardo in giorno, è disponibile qui. Il file è autoinstallante e, se avete Google earth, ve lo apre con la posizione delle navi immediatamente visibile.
I punti ROSSI sono navi ferme.
I punti VERDI sono navi in movimento ed è indicata anche la direzione di questo movimento.....
















Singapore, primo porto al Mondo: la situazione 24 ore fa
clicca sull'immagine per ingrandire



Io ho saltellato da un porto all'altro e mi sono fatto l'impressione che ci sia un maggiore movimento (soprattutto in Cina e dintorni) ma che un +100% del BDI non sia giustificato: si vede ancora troppo "ROSSO" al largo dei porti (ovvero le navi che verosimilmente sono ferme in forzata attesa e non ferme in operazioni di carico/scarico).
Naturalmente questo INDICATORE empiricissimo va preso con le pinze: non è un METODO scientifico o statistico ed inoltre bisognerebbe mettere in piedi un'evoluzione temporale dei movimenti e non basarsi su un'istantanea random.
Prendiamolo come un bel giochino, come un esercizio di "fiuto"...

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martedì 17 novembre 2009

"Questo potrebbe compromettere l'ottimismo per uno o due giorni"...


Purtroppo non sono stato ascoltato, NIENTE MORATORIA: i Dati Macro continuano ad uscire e naturalmente sono peggio del previsto od hanno inserito la marcia indietro.
E come sempre le borse mondiali, che dovrebbero essere lo specchio ed il barometro delle economie (a quanto si racconta), LI ignorano bellamente e continuano a salire, salire, salire con pochissime e lievissime esitazioni.

Ecco la produzione industriale USA di Ottobre: praticamente ferma e nettamente sotto alle attese.
La Federal Reserve ha reso noto che nel mese di ottobre la produzione industriale ha segnato un rialzo dello 0,1%, in frenata rispetto alla lettura precedente che è stata rivista al ribasso da +0,7% a +0,6%.
L’indicazione odierna ha deluso le attese degli analisti che puntavano ad un incremento più corposo dello 0,4%.
Sempre ad ottobre la capacità di utilizzo degli impianti si è attestata al 70,7%, in crescita rispetto al 70,5% del mese precedente, ma il mercato si aspettava una salita al 70,8%.

....Industrial production increased 0.1 percent in October ...
Manufacturing production moved down 0.1 percent and the output of mines decreased 0.2 percent,
but the index for utilities rose 1.6 percent.
At 98.6 percent of its 2002 average, total industrial production was 7.1 percent below its level of a year earlier.
Capacity utilization for total industry moved up 0.2 percentage point to 70.7 percent, a rate 10.2 percentage points below its average for 1972 through 2008, and capacity utilization for manufacturing was unchanged at 67.6 percent.

Se non fosse stato per il contributo della componente utilities, il dato sarebbe tornato in negativo con la manifattura che riprende ad arretrare.
...The gain in October was due almost entirely to a 1.6% jump in utility output due to cooler temperatures. Every other sector except material production was flat or down....
Insomma un +0,1% che deve ringraziare la stagione più fredda del previsto...mentre quasi tutti i sotto-indici sono in negativo (vedi QUI)

Sì d'accordo...è un rallentamento confinato ad un singolo mese e siamo comunque al 4 mese consecutivo di recupero del dato di produzione industriale.
Però le domande sono sempre le stesse....
Come accidenti si fa a strombazzare con disinvoltura che "il peggio è passato" mentre ogni dato reale è un invito alla prudenza?
Come cavolo fanno le borse a correre a stecca come se scontassero una ripresa fulminante a V mentre ogni dato reale è un invito alla prudenza?
Le risposte i lettori del mio Blog già le conoscono.

Tanto per capire che aria surreale tira a Wall Street e quanta "polverina stimolante" tirano gli operatori delle borse....
"Le cifre relative alla produzione industriale di ottobre suggeriscono che l'attivita' manifatturiera e' debole negli Stati Uniti, cosi' come lo e' la domanda", ha detto Chad Morganlander, money manager di Stifel Nicolaus.
"Questo potrebbe compromettere l'ottimismo per uno o due giorni".
:D:D:D
Avete capito? I dati macro deboli e fragili potrebbero compromettere il buonumore di questa "gente" per uno o due giorni! Fin troppo!

Infatti come sempre un dato-macro "fondamentale" che si è dimostrato fragile viene compensato da un altro dato che pur essendo fragile pompa aria nella BOLLA....
Ed oggi è stata la dinamica dei prezzi alla produzione che sono saliti meno del previsto: questo vuol dire DEFLAZIONE, congelamento, stasi...non sono cose belle.
...Su base tendenziale i prezzi sono in flessione dell'1.9%, un dato che si confronta con il -1.8% delle previsioni.
Escluse le componenti piu' volatili, quali cibo ed energia, il dato ("core" PPI) ha invece riportato una variazione negativa dello 0.6%, attestandosi ad un livello inferiore alle attese, che erano in media per un valore di +0.1%....
Ma vuol dire PERICOLO INFLAZIONE ANCORA LONTANO e dunque TASSI A ZERO ANCORA A LUNGO: la FESTA può dunque continuare e l'ottimismo di Wall Street potrebbe non venire compromesso nemmeno per un giorno o due...
L'umore di Main Street invece è un'altra storia....

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Sudamericanizzazione: il dubbio si diffonde...


Finalmente iniziano ad "arrivarci" anche i primi economisti maggiormente "fuori dagli schemi" ovvero gli unici che riescano a vedere un po' più in là del loro naso...
Aleggia il termine coniato da me medesimo: SUDAMERICANIZZAZIONE.....

Prima Mark Thoma nel suo Will There Be a ‘New Normal’ For Unemployment?
Ci sarà un "nuovo livello di normalità" per il livello di disoccupazione?
....Frictional unemployment falls during recessions. People are afraid to leave their jobs, even jobs they dislike quite a bit, because the prospects for finding new employment aren’t very good. And searching for a new job while still employed is less likely to be successful than during boom times. But as the economy recovers and confidence in job prospects recovers along with it, the level of frictional unemployment should go back close to where it was. Thus, I don’t expect this component to change very much.
The change in the structural component could, however, be significant. I expect structural unemployment to be higher than it was, particularly in the next few years.

We had too many resources in housing, finance, and automobile production, and it will take time for the economy to make the necessary structural adjustments. When this is combined with continuing globalization, as well as the higher savings rate and correspondingly lower consumption expected from households in the future,
both of which cause structural change within the economy, the expectation is that the new target rate of unemployment will rise above the 4 percent level it was at before the recession.
Exactly how much it will rise and for how long is hard to say.
..

Poi tra le righe anche Paul Krugman, che nel suo Free to Lose rimane stupito da QUANTO gli USA abbiano caricato il peso della Crisi sulla soma della disoccupazione, in confronto per esempio alla Germania.
Paul dice giustamente che gli USA hanno soprattutto una "politica del PIL" (G.D.P. policy) ma non hanno una "politica del posto di lavoro" (Jobs policy).
E parla di Long-term unemployment...
...This story isn’t hypothetical. Country A is the United States, where stocks are up, G.D.P. is rising, but the terrible employment situation just keeps getting worse.
Country B is Germany, which took a hit to its G.D.P. when world trade collapsed, but has been remarkably successful at avoiding mass job losses.
Germany’s jobs miracle ... raises serious questions about whether the U.S. government is doing the right things to fight unemployment.

Here in America,... we don’t really have a jobs policy: we have a G.D.P. policy.
The theory is that by stimulating overall spending we can make G.D.P. grow faster, and this will induce companies to stop firing and resume hiring....
........But these aren’t normal times. Right now, workers who lose their jobs aren’t moving to the jobs of the future; they’re entering the ranks of the unemployed and staying there.
Long-term unemployment is already at its highest levels since the 1930s, and it’s still on the rise.
And long-term unemployment inflicts long-term damage.
Ed infine naturalmente tocca al GUFO per eccellenza....Roubini...che mi legge regolarmente
Nel suo articolo The worst is yet to come: Unemployed Americans should hunker down for more job losses il nostro Gufo preferito che aveva previsto alla lettera questa Crisi pontifica: "la disoccupazione adesso è una condizione permanente, in parte causata dalla possibilità di de-localizzare così tante posizione lavorative".
Per la prima volta Dr. Doom mette in discussione la globalizzazione selvaggia: questo alto livello di disoccupazione potrebbe diventare endemico se non verranno presi seri provvedimenti.
....Roubini is back! After a summer of mixed messages, he's now firmly back to stark warnings, most recently sounding the alarm about a massive bubble due to the dollar carry trade.
And today in the Daily News he has some bad news for the unemployed: the worst is yet to come.
"...Also, remember
: The last recession ended in November 2001, but job losses continued for more than a year and half until June of 2003; ditto for the 1990-91 recession. So we can expect that job losses will continue until the end of 2010 at the earliest. In other words, if you are unemployed and looking for work and just waiting for the economy to turn the corner, you had better hunker down.
All the economic numbers suggest this will take a while. The jobs just are not coming back.

There's really just one hope for our leaders to turn things around: a bold prescription that increases the fiscal stimulus with another round of labor-intensive, shovel-ready infrastructure projects, helps fiscally strapped state and local governments and provides a temporary tax credit to the private sector to hire more workers.
Helping the unemployed just by extending unemployment benefits is necessary not sufficient; it leads to persistent unemployment rather than job creation.
The current recession notwithstanding, Roubini is of the view that unemployment is now a permanent condition, in part due to the outsourceability of so many jobs (
that's interesting, because it seems like an attack on free trade, which is somewhat new for Dr. Doom; that being said the increase in unemployment is part of a long, long trend from before the recession so there's something to this).
What's Roubini's answer? Massive fiscal stimulus, and "bold policy action," the likes of which Krugman advocates.


MA IO PER PRIMO EBBI L'INTUIZIONE
Ai primi di settembre in questo BLOG coniai il termine di SUDAMERICANIZZAZIONE
E poco dopo scrissi:
....Devo ancora parlarvi dello "scenario" di Sudamericanizzazione delle economie avanzate dove ipotizzo che questo livello di disoccupazione diventerà endemico e si riassorbirà solo parzialmente.
La Grande Crisi ha permesso a "Lorsignori" di imprimere "un rapido balzo" ad una tendenza in atto che sarebbe durata un decennio, e sarà difficile tornare indietro del tutto.
..

Ed ancora
....Tanto per cambiare il dato sulla disoccupazione uscito ieri in USA è stato pessimo: il Dow Jones non si è fatto impressionare e si è sparato un rialzo stupefacente guardando più che altro alla efficiente e spietata auto-difesa degli utili da parte delle multinazionali quotate. Tutti pubblicamente si stracciano le vesti per la piaga della "disoccupazione" ma io sono sempre più convinto che sotto sotto non gliene freghi un cappero a nessuno, tanto meno a Wall Street...
Al contrario la disoccupazione nei paesi avanzati sta diventando un "driver" positivo (boom!) per le multinazionali quotate in tempo di Crisi perchè rappresenta un'efficiente politica di taglio dei costi (posti di lavoro) proprio là dove i costi sono maggiormente elevati...da ricollegarsi alla suddetta auto-difesa degli utili.

Mancano i consumatori mi direte voi! Ma li stanno cercando (e trovando) altrove...non vi preoccupate.

Questa Grande Crisi è stato un ottimo CATALIZZATORE per accelerare il PROCESSO DI
SUDAMERICANIZZAZIONE delle economie avanzate che era già in corso e che avrebbe impiegato almeno un decennio a mostrare i suoi effetti più evidenti, nel solco DELLA GLOBALIZZAZIONE selvaggia a vantaggio delle multinazionali "sovranazionali".
Del resto tanto, per fare un esempio, la Borsa delle Brasile mica si fa frenare dalla favelas per spararsi il suo bel +120% in 12 mesi...
L
a mia è solo una PROVOCAZIONE per ora, un'ipotesi di ragionamento che verrà approfondita quanto prima.

Nel frattempo riflettete SULL'EVOLUZIONE DELLA SPECIE...


E solo ieri ho ribadito...
.....Adesso capite cosa succede "altrove"...mentre le Borse "frizzanti", oltre che salire per le ragioni speculative già ribadite più volte (tassi a zero, carry trading etc), guardano più alla difesa degli utili delle aziende quotate e se ne impippano dei dati-macro "popolari" come la disoccupazione record od il crollo della fiducia consumatori?
Nel breve le Multinazionali se ne possono sbattere altamente le palle della Popolazione USA: la forza lavoro è solo un COSTO DA TAGLIARE sia nella componente attiva che nella componente in pensione.

La produttività naturalmente sale, i salari continuano a scendere per la maggiore ricattabilità della forza lavoro in tempi di Crisi e la de-localizzazione continua selvaggia: nel breve è la quadratura del cerchio...

Nel lungo invece potrebbe diventare un bel problema...a meno che non si trovino nuovi mercati da sostituire all'oneroso lavoratore-consumatore americano...mmmmmm
....
Inoltre questo scenario di "alta disocupazione" potrebbe anche diventare "permanente" e potrebbe non riassorbirsi come da "manuale dei cicli economici" (in merito ho coniato il termine "sudamericanizzazione").
.................
Sto rimuginando da un po' di tempo su questa IPOTESI.

Nelle società/economie
avanzate la Borsa dovrebbe rappresentare il benessere delle elites ma anche della maggioranza della popolazione.
Nelle società/economie
sudamericanizzate o terzomondiste la Borsa dovrebbe rappresentare solo la capacità delle aziende quotate di fare utili e di arricchire le elites, in barba al benessere della maggioranza della popolazione.
Estremizzando...la Borsa del Burkina Faso potrebbe fare anche +300% se i 50 titoli che compongono il suo indice fanno utili crescenti ed i loro azionisti gongolano....ma il 99% della popolazione del Burkina continua a morire dalla fame...

Nessuno si sognerà mai di prendere la borsa di questo paese come un indicatore di benessere e di crescita economica...nessuno la considererà "un affidabile barometro" come facciamo qui da noi (è un esempio inventato: non so nemmeno se il Burkina Faso abbia una Borsa).
Durante le "Grandi Crisi" si manifesta un naturale e contingente riavvicinamento tra lo schema Borsa-avanzata e Borsa-sudamericanizzata.
Con la Ripresa i due schemi dovrebbero riprendere le distanze...a meno che anche questa equazione non diventi PERMANENTE....
(in questa Ipotesi non considero gli elementi "Statali e Speculativi" tipici anch'essi delle Grandi Crisi ma solo gli elementi "fondamentali e strutturali").
Pensateci su...


Riduzione/sparizione della CLASSE MEDIA, polarizzazione delle differenze sociali e di censo....la SUDAMERICANIZZAZIONE delle società/economie avanzate è un processo in atto già da tempo nel seno della Globalizzazione selvaggia: la Grande Crisi ha solo accelerato i tempi...
Le elites mondiali e trasversali CI STANNO PROVANDO e non è detto che ci riescano: dipende dalle risposte che saranno in grado di fornire le democrazie di fronte a questo tentativo.
IL PROBLEMA è che i timonieri ormai sono in mano alle lobbbies...per cui ci sarà il solito giochino di strillare ad alta voce in tutti i consessi che la disoccupazione è un problema e che bisogna fare qualcosa....ma poi in realtà non si farà nulla (come è successo sulle promesse riforme delle istituzioni finanziarie).
Dipende anche dalle risposte che saremo in grado di dare NOI.
Beneinteso che sei IL TENTATIVO riuscisse...il Dow Jones potrebbe tranquillamente andare a 20.000 punti...ma per la maggioranza della popolazione NON SAREBBE UNA BELLA COSA.

NELLA PRIMA FASE c'è stata la globalizzazione e la de-localizzazione della manodopera (che con la Crisi sta accelerando soprattutto nei tagli a casa nostra di manodopera ad "alto costo", che PRIMA non si riusciva a fare fuori agevolmente...sia benedetta la Crisi!...).
Mentre NELLA SECONDA FASE si sta tentando anche la globalizzazione e la de-localizzazione del CONSUMATORE al di fuori dei mercati maturi.
Ricordate che si chiamano MULTI-Nazionali, non a caso.
I mercati maturi ed in crisi vengono alleggeriti a favore dei mercati di consumo emergenti, e tanti saluti....
Lo dice lo stesso OBAMA dalla Cina...e Fitoussi gli fa eco....
Crisi: Fitoussi, Ha Ragione Obama, Il Nuovo Consumatore e' Cinese
lunedì, 16 novembre 2009

''Sono d'accordo con il Presidente Obama, che ha detto: se la Cina e' piu' forte anche gli altri paesi lo saranno''.
Cosi' l'economista Michel Fitoussi, a margine dell'assemblea degli industriali di Pordenone. ''Sappiamo infatti che adesso il consumatore non puo' essere quello americano, perche' non puo' piu' fare debiti.
Abbiamo pertanto bisogno di un altro consumatore, appunto quello cinese'', spiega Fitoussi.

Non è che IO sia un GENIO ad anticipare queste tendenze prima degli economisti di fama mondiale (e stra-pagati).
Dico semplicemente cose NORMALI perchè ho la capacità di pormi al di fuori degli schemi (che tra l'altro dovrebbe essere una delle più preziose caratteristiche dell'Intelligenza)
Infatti il topolino nel labirinto fatica a trovare l'uscita ma se potesse vedere il labirinto dall'alto individuerebbe subito l'uscita...
Tutto qui, ma in questo mondo di "ciechi integrati" che pensano di vedere...NON E' POCO.

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lunedì 16 novembre 2009

Ma la vogliamo piantare?!


Mi leggo dei titoloni così...
Giappone, ripresa oltre le attese: Nel terzo trimestre Pil a +1,2%...

Ma la vogliamo piantare con sta BUFALA della Ripresa??
Sparando dei titoloni grossi così e poi scrivendo in piccolo tutti i se ed i ma del caso???
Tutti esultano per i loro segni + nel PIL
che sia il +0,6% dell'Italia
che sia il +0,7% della Germania
che sia il +1,2% del Giappone
che sia il +3,5% degli USA
o che sia il +8% della Cina
ciascuno esulta per il suo segno +.....pur nelle marcate differenze numeriche...;)
IN VERITA' TUTTI SANNO che questi segni + del PIL (chiamasi Ripresa...) sono generati in larghissima parte dai super piani di stimolo, DALL'AUMENTO DEL DEBITO PUBBLICO.

Sì sì...d'accordo, meglio del crollo verticale di qualche mese fa: l'abbiamo tamponato...e non a caso uso "l'abbiamo"... perchè sono stati usati soldi NOSTRI.
Sì sì d'accordo: nel gioco delle politiche di stimoli sono fondamentali anche gli elementi di psicologia di massa.
Bisogna fare marketing...pubblicità...per amplificare l'effetto degli stimoli messi in campo, per dimostrare che sono cosa buona, che funzionano....che si auto-avverano...
Per ripristinare la basilare confidence nel sistema.

Ma le scommesse VERE INIZIERANNO IL PROSSIMO ANNO, quando vedremo se le economie sapranno veramente camminare con le proprie gambe.
Di fare un segno + di PIL cacciando qualche centinaio o migliaio di miliardi di DEBITO PUBBLICO è capace anche un bambino di 3 anni, ma poi quello stesso bambino capisce benissimo che quel debito sarà da saldare...prima o poi...

aggiornamento delle 15.36
PROPONGO UNA MORATORIA DEI DATI MACRO: se ne sospenda la pubblicazione... TANTO NON SERVONO PIU' AD UNA CIPPA...
A parte i PIL pompati dal debito pubblico di cui sopra, che sono stati "positivi"...
Negli ultimi 15gg quasi TUTTI i dati macro sono usciti PEGGIO DELLE ATTESE od hanno innestato la marcia indietro, mentre i mercati li hanno ignorati bellamente ed hanno continuato a salire (in USA siamo alla 10° giornata in positivo su 11 sedute...di cui 8 di fila...).
- La disoccupazione USA doveva stare al 9,9% invece zac! e uscita al 10,2%...e le borse sono salite...
- L'indice di fiducia Michigan (storicamente uno dei più seguiti dalle borse) dove uscire a 71 ed invece è crollato a 66 contro ogni previsione...e le borse sono salite....
- Stessa cosa ha fatto l'importante indice tedesco di fiducia, lo ZEW che inaspettatamente ha messo la marcia indietro a 51 (contro i 55 attesi)
- Oggi le vendite al dettaglio USA "sono salite oltre le attese" del +1,4% ma se le depuri dalla volatile componente auto sono salite di uno striminzito +0,2%...la metà delle attese a +0,4%...ed il dato del mese prima che era giù un pessimo -1,5% è stato rivisto a -2,3%!
- Anche gli indici manifatturieri regionali stanno mettendo la marcia indietro, come oggi il New York Empire Index che dai 34,5 del mese precedente scivola ai 23,5 (ben oltre le attese per un rintracciamento più contenuto a 30)
E guardate cosa stanno facendo OGGI le borse...
Il bello è che gli Indici, quando per es. ti esce una ramazzata come il Michigan di venerdì, abbozzano una correzione di 10 minuti (senza nemmeno riuscire più ad andare in negativo) e poi riprendono ad accelerare come se nulla fosse...
Ripeto: SOSPENDIAMO LA PUBBLICAZIONE DEI DATI MACRO e sostituiamoli con i dati del consumi di cocaina degli operatori di borsa nel mondo....ci daranno indicazioni maggiormente coerenti.

Ribadisco il mio P.S. di qualche giorno fa....
P.S. Per chi segue il trading consiglio la lettura dell'analisi di Super-Cramer (o affini): infatti chi meglio di un "consumatore di polverina bianca" potrebbe interpretare le borse di questi tempi? ;)
.

Olè! Ed adesso tocca alle Pensioni USA....


Per molti "osservatori" questa Crisi sarebbe una normale crisi ciclica, solo un po' più grave del solito: un pesante raffreddore che, dopo una massiccia dose d'aspirina, sta già passando da solo...
Peccato che stiano succedendo cose un "filino" fuori dal normale....eventi unici che non si sono mai visti negli ultimi 80 anni, ovvero dalla Crisi del 1929 (dalla quale - per inciso - si è usciti del tutto solo dopo una radicale opera di riforme stutturali, dopo un lungo ventennio e dopo una guerra mondiale).

Ebbene negli USA una dopo l'altra, come tessere del domino, stanno entrando in Crisi per la prima volta nella loro storia svariate istituzioni governative, semi-governative o federali.

Lascio sotto-intese le prime due della serie ovvero Freddie Mac e Fannie Mae, le due agenzie semi-governative di erogazione mutui per circa 5000 miliardi di dollari che sono già state nazionalizzate da tempo....continuando a riempire i loro buchi neri con i soldi dei contribuenti mentre le "due sorelline" in cambio continuano ad emettere "mutui banzai"....

Dapprima è toccata alla FDIC ovvero il fondo di garanzia dei conti correnti bancari: ha finito i soldi in cassa da usare come copertura per i copiosi fallimenti bancari (in questo Blog ne parliamo da secoli nella Telenovela "Come le mosche").

Poi alla FHA ovvero il braccio del Tesoro USA che assicura gli emittenti di mutui: anch'esso sta finendo i soldi in cassa ed avrebbe bisogno di una bella iniezione di denaro pubblico.
(vedi Come le mosche...(e siamo a 123) + la "nuova grana" della FHA)


ADESSO toccherebbe alla Pension Benefit Guaranty Corporation (PBGC), un'agenzia federale che è responsabile delle PENSIONI di 44 milioni di americani e che si troverebbe con un bel buco di bilancio da 22 miliardi di dollari, raddoppiato rispetto agli 11 miliardi dell'anno scorso.
Insomma gli USA sembrano un COLABRODO che FA ACQUA da tutte le parti...e dunque tutto il Mondo ne subisce le conseguenze.

Sarà pur vero come dicono gli ottimisti che, grazie agli interventi messi in campo ed alla conseguente Ripresa, prima o poi tutti i tasselli torneranno al loro posto...
Però, PRIMA DI STROMBAZZARE CHE IL PEGGIO E' ALLE SPALLE, CI ANDREI MOLTO CAUTO.

Vediamo alcuni estratti del PBGC Annual Management Report for Fiscal Year 2009
The Pension Benefit Guaranty Corporation (PBGC) ended fiscal year 2009 with an overall deficit of $22 billion, according to the agency's Annual Management Report submitted to Congress today. The result compares with the $11.2 billion deficit recorded at the previous fiscal year-end on September 30, 2008.

In an interim report to Congress in May, the agency showed a record deficit of $33.5 billion, based on unaudited numbers at the fiscal year mid-point on March 31.

The main factors for the year-over-year decline in the single-employer program's net position included a $10.6 billion charge due to an unfavorable change in interest factors, $4.2 billion in losses from completed and probable terminations, a $3.9 billion charge due to passage of time, and $383 million of administrative and other expenses.

A parte la surreale ed un po' poetica perdita da 3,9 miliardi dovuta al passaggio del tempo (passage of time) che andrà approfondita nelle opportune sedi filosofiche...
Notare come si rilevi una perdita da 10,6 miliardi a causa degli sfavorevoli tassi d'interesse: i tassi a zero evidentemente hanno qualche piccola controindicazione qua e là per esempio sui pensionati, mentre sicuramente sono una manna per gli speculatori del carry trading...
Molto interessante anche come al 31 marzo 2009 (in area minimi delle borse) il deficit della PBGC fosse alla cifra record di 33,5 miliardi di dollari: un ulteriore indizio del perchè le borse, al di là dei fondamentali economici, "DEVONO salire" e del perchè eventuali correzioni non sono "tollerabili nè permesse". E se per caso lorsignori perdessero di nuovo il "boccino" possiamo immaginarne le conseguenze.

Ma vediamo ancora alcuni dati interessanti all'interno della relazione:...
The Annual Management Report classified 27 large pension plans with total underfunding of $1.64 billion as probable losses on the PBGC balance sheet. The report also shows that the agency's potential exposure to future pension losses from financially weak companies increased to about $168 billion from the $47 billion booked in fiscal year 2008.

"Exposure to possible future terminations means that we could face much higher deficits in the future," said Acting Director Vincent K. Snowbarger. "We won't fail to meet our obligations to retirees, but ultimately
we will need a long-term solution to stabilize the pension insurance program."

Bene, come potete vedere le perdite potenziali previste potrebbero schizzare...triplicando a 168 miliardi di dollari.

Inoltre alla PBGC sono preoccupati ed invocano una soluzione a lungo termine per stabilizzare il programma di assicurazioni pensionistiche.
Infatti questa Agenzia non riceve contributi dal sistema di tassazione, ma si regge sui seguenti pilastri:
Operations are financed by insurance premiums set by Congress and paid by sponsors of defined benefit plans,
investment income,
assets from pension plans trusteed by PBGC,
and recoveries from the companies formerly responsible for the plans.

Insomma sostanzialmente la PBCG si regge sul pagamento di un premio assicurativo da parte delle aziende sponsor dei piani pensionistici, nonchè sugli investimenti di borsa e sulla gestione di assets vari (trai quali anche immobili).
Con la Crisi le Aziende stanno TAGLIANDO I COSTI per fare UTILI MEGLIO DELLE ATTESE: questo non significa tagliare solo i posti di lavoro ma tagliare anche altri costi come i piani pensionistici.
Molte aziende dunque hanno smesso di pagare il premio assicurativo alla Pension Benefit Guaranty Corporation o l'hanno tagliato in modo consistente... e si prevede che questa tendenza possa aumentare per il futuro mettendo in crisi la struttura portante di questo sistema pensionistico.
Lascio alla vostra immaginazione i problemi collegati agli investimenti di Borsa od alla gestione degli assets della PBGC.
La "long-term solution" invocata potrebbe dunque risolversi nel solito Bailout di stato...

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Adesso capite cosa succede "altrove"...mentre le Borse "frizzanti", oltre che salire per le ragioni speculative già ribadite più volte (tassi a zero, carry trading etc), guardano più alla difesa degli utili delle aziende quotate e se ne impippano dei dati-macro "popolari" come la disoccupazione record od il crollo della fiducia consumatori?
Nel breve le Multinazionali se ne possono sbattere altamente le palle della Popolazione USA: la forza lavoro è solo un COSTO DA TAGLIARE sia nella componente attiva che nella componente in pensione.
La produttività naturalmente sale, i salari continuano a scendere per la maggiore ricattabilità della forza lavoro in tempi di Crisi e la de-localizzazione continua selvaggia: nel breve è la quadratura del cerchio...
Nel lungo invece potrebbe diventare un bel problema...a meno che non si trovino nuovi mercati da sostituire all'oneroso lavoratore-consumatore americano...mmmmmm

Inoltre questo scenario di "alta disocupazione" potrebbe anche diventare "permanente" e potrebbe non riassorbirsi come da "manuale dei cicli economici" (in merito ho coniato il termine "sudamericanizzazione").
Leggi Sbatti la disoccupazione in prima pagina e leggi il P.S. di Anche i sussidi hanno una "data di scadenza" - reloaded

Sto rimuginando da un po' di tempo su questa IPOTESI.
Nelle società/economie avanzate la Borsa dovrebbe rappresentare il benessere delle elites ma anche della maggioranza della popolazione.
Nelle società/economie sudamericanizzate o terzomondiste la Borsa dovrebbe rappresentare solo la capacità delle aziende quotate di fare utili e di arricchire le elites, in barba al benessere della maggioranza della popolazione.
Estremizzando...la Borsa del Burkina Faso potrebbe fare anche +300% se i 50 titoli che compongono il suo indice fanno utili crescenti ed i loro azionisti gongolano....ma il 99% della popolazione del Burkina continua a morire dalla fame...
Nessuno si sognerà mai di prendere la borsa di questo paese come un indicatore di benessere e di crescita economica...nessuno la considererà "un affidabile barometro" come facciamo qui da noi (è un esempio inventato: non so nemmeno se il Burkina Faso abbia una Borsa).
Durante le "Grandi Crisi" si manifesta un naturale e contingente riavvicinamento tra lo schema Borsa-avanzata e Borsa-sudamericanizzata.
Con la Ripresa i due schemi dovrebbero riprendere le distanze...a meno che anche questa equazione non diventi PERMANENTE....
(in questa Ipotesi non considero gli elementi "Statali e Speculativi" tipici anch'essi delle Grandi Crisi ma solo gli elementi "fondamentali e strutturali").
Pensateci su...

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sabato 14 novembre 2009

Come le mosche...(e siamo a 123) + la "nuova grana" della FHA


Cari amici vicini e lontani....rieccoci qui con la nostra telenovelas settimanale sui fallimenti delle banchette (si fa per dire) americane.
Per "banchette" infatti s'intendono TUTTE le banche USA "coperte" dalla FDIC (Fondo di Garanzia dei Depositi), ESCLUSE le prime 10 banche too-big-to-fail che invece sono coperte direttamente dal Governo, in tutti i sensi....

Questo week-end sono cadute altre 3 "mosche" di cui 2 "mosconi": ho come l'impressione che la dimensione media dei fallimenti stia aumentando...
Intendo dopo la triade dei super-mosconi caduti quest'estate: Colonial (circa 25.5 miliardi in assets), Guaranty (con quasi 15.4 miliardi in assets) e Corus (circa 7.7 miliardi)......
In totale crackarono tre "mosconi"da 85 miliardi di dollari: 45 miliardi di assets e 40 miliardi di depositi.

Iberiabank, Lafayette, Louisiana, Assumes All of the Deposits of Century Bank, Federal Savings Bank, Sarasota, Florida
As of October 31, 2009, Century Bank, FSB had total assets of $728 million and total deposits of approximately $631 million.
The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $344 million.

Iberiabank, Lafayette, Louisiana, Assumes All of the Deposits of Orion Bank, Naples, Florida Orion Bank, Naples, Florida
As of October 31, 2009, Orion Bank had total assets of $2.7 billion and total deposits of approximately $2.1 billion.
The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $615 million

Sunwest Bank, Tustin, California, Assumes All of the Deposits of Pacific Coast National Bank, San Clemente, California
As of August 31, 2009, Pacific Coast National Bank had total assets of $134.4 million and total deposits of approximately $130.9 million.
The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $27.4 million.
TOTALE DEL COSTO PER LA FDIC (e per i contribuenti...): circa 1 miliardo di dollari

Nel frattempo la FDIC potrebbe decidere in tutta fretta di far pagare in anticipo alle sue banche protette la tassa del 2010, 2011 e 2012 per raccattare circa 45 miliardi di dollari...visto che la FDIC sarebbe già in arretrato di 9,4 miliardi (!) e che i prossimi correntisti rischiano di perdere i loro soldini o vederseli coprire con dei "pagherò"....
Ve ne ho già parlato con largo anticipo nelle puntate precedenti di questa telenovelas (fate un rewind ed andare a rileggerle).
Infatti la soluzione di prendere soldi dallo Stato per ora non è praticabile in tempi brevi perchè è già stato raggiunto il tetto massimo di spesa di 11.500 miliardi (!) approvato dal Congresso e non ci sono più soldi da assegnare (vedi la summa enciclopedica Come le mosche...(e siamo a 106): Sheila Bair (FDIC) tranquillizza gli americani con un video-messaggio).
Quindi la FDIC (che ha fretta) potrebbe dover fare da sola ma la soluzione della "spremuta di limone" in anticipo presenta vari problemi visto che si vanno a spremere limoni già anemici, marci e rinsecchiti...il che rende la piantagione di agumi ancora più soggetta a shock ed ancora più avara di frutti....Fuor di metafora, leggetevi nel mio BLOG Mi anticipi sull'unghia le tasse del 2010, 2011, 2012?
Nulla comunque è stato ancora deciso in via definitiva...ma il tempo stringe: sono ancora lì che discutono su come gestire la coperta troppo corta...visto che la maggior parte di essa è finita a coprire le too-big-to-fail.

Per capire che aria tira negli USA per i poveri correntisti delle "banchette"...vengono persino pubblicati in giro dei prontuari del tipo "Cosa fare se la prossima banca a fallire fosse la tua?"...Da toccarsi le balle a nastro!
If the next bank failure is yours
Know how much of your money is protected, and how much isn't
If you've heard about all the bank failures -- 120 in total this year -- you've got to be wondering about the safety of your money.


Il "BELLO" è che anche un'altra agenzia federale è a corto di fondi per la prima volta in 75 anni di vita...alla faccia di chi sostiene che questa sarebbe una recessione ciclica come tante altre, un raffreddore passeggero peraltro già in via di guarigione avanzata.
Parliamo nientepopodimeno della US Federal Housing Administration (FHA), una sotto-agenzia del Tesoro USA.
Questi Signori assicurano una serie di primari Emittenti di mutui nel caso che il mutuatario "salti"...e naturalmente stanno per saltare loro stessi...;)
Considerando che
1- la crisi immobiliare negli USA è nerissima con altissimi livelli di delinquencies&foreclosures (mutui non pagati e pignoramenti)
2- i disoccupati stanno al 17,5% ed i salari continuano a ridursi (mentre la produttività "schiavistica" sale a stecca...eh eh eh)
3- il credit crunch domina sovrano
4- sono stati concessi mutui a cani&porci...erogati in particolare da soggetti coperti dalla FHA e si continua a farlo tuttoggi
5- la FHA "copre" 680 miliardi di dollari di mutui (!)
ebbene mettete insieme questi ingredienti, miscelate e booooooom ecco pronta un'altra bella miscela esplosiva...
Prossimamente parleremo più a fondo di questa nuova ed inquietante vicenda.
Nota a margine: tanto per cambiare anche qui si denotano gli effetti nocivi del moral hazard e dello "statalismo"
ovvero mutui alla c. di cane tanto si era/è coperti dal tesoro USA attraverso la FHA...
e mutui alla c. di cane per contingenti scopi socio-elettorali a seconda del politico di turno che bussava alla porta...
Partendo da questi esempi del passato...riuscite fare una simulazione nella vostra mente delle ferali conseguenze che avrà per il futuro (si vedono già i primi scandalosi segni) il più colossale moral hazard della storia perpetrato in questi ultimi 12 mesi a vantaggio di alcuni soggetti ed a grave discapito dei debiti pubblici????

Cadono dunque come le mosche le banche "minori" degli Stati Uniti (che come abbiamo visto poi tanto "minori" non sono...).
Aggiorniamo brevemente la contabilità delle banche fallite in USA nei primi 10 mesi del 2009.
Siamo arrivati a numero 123.
Secondo stime affidabili il conteggio potrebbe salire a più di 507 alla fine della fiera...
Ecco la lista aggiornata delle banche fallite in USA che hanno richiesto l'intervento del FDIC, il fondo di garanzia americano dei correntisti - http://www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html
Dal 2000 al 2007 sono "saltate" 27 banche USA
Nel solo 2008 ne sono "saltate" 25
Nel 2009, fino ad oggi, ne sono "saltate" 123.
Negli ultimi 20 mesi di Crisi le banche "saltate" sono 148.


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Ho le lacrime agli occhi...

.
Ieri stavo vomitando...
Oggi dopo aver visto questo video del MITICO SANDRO PERTINI, il Presidente più amato della storia della Repubblica, mi sono commosso...ma mi sono anche caricato a mille.
Un ventata di aria pulita, di idealismo, di impegno/passione civile e di grandi modelli da imitare è uscita dal mio monitor...mi ha scompigliato i capelli e mi ha fatto accapponare la pelle



Adesso BASTA: negli ultimi due anni mi sono arreso ed ho messo la testa sotto la sabbia troppo a lungo, noi tutti abbiamo messo la testa sotto la sabbia troppo a lungo.
Qualcosa VA FATTO: ci sto pensando su....

Non dico che questi personaggi fossero perfetti, non dico che fossero dei Santi ma almeno erano UOMINI VERI...in confronto agli OMINICCHI ed ai QUAQUARAQUA che oggi abbiamo di fronte.
Erano personaggi che ispiravano un alto impegno civile, ispiravano ad essere MIGLIORI...insomma personaggi che ISPIRAVANO QUALCOS'ALTRO INVECE DEL VOMITO...

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venerdì 13 novembre 2009

Sto vomitando...

aggiornamento di sabato 14 novembre
Non vi preoccupate: è stata solo una piccola crisi di rigetto....un piccolo sfogo idealistico-puerile...
Torniamo dunque a dedicarci intensamente alle nostre elucubrazioni socio-economiche.

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Sto preparando un bel pezzo sulla Crisi del gettito fiscale degli Stati USA ma ad un certo punto l'occhio mi cade su una notizia di politica italiana...ed i conati di vomito m'impediscono di continuare.
Sono ormai due anni che ho deciso d'ignorare tutto quello che riguarda la politica italiana...tanto è inutile ed anche masochistico: ti viene solo da dare di stomaco.
Pensavo che peggio di così non si potesse andare ma il caso Cosentino ha risvegliato in me quel disdegno e quello schifo che avevo cercato di rimuovere e seppelire nel subconscio.

Sto vomitando...sinceramente, sto vomitando....

Cosentino, il sottosegretario all'Economia è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere ricevuto «Sostegno elettorale dai Casalesi»...
MA NON FA UN PASSO INDIETRO (dopo aver confabulato con Berlusconi a Palazzo Grazioli) e si candida lo stesso perchè "deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio»....(avete capito??? le richieste dal territorio...!)
Si sì lo so...niente di nuovo sotto il sole nelle italiche ed endemiche connessioni tra stato ed antistato, tra mafia e politica.
Ma LA NOVITA' E' IL LIVELLO DI FACCIA DI BRONZO che è stato raggiunto.
Grazie anche al sistematico discredito cannoneggiato sui giudici da 15 anni a questa parte, la nostra classe politica sta vivendo una sensazione di totale impunità, di non doversi nemmeno sottoporre al giudizio di un tribunale, di essere una casta a parte, al di sopra delle delle leggi e delle regole.

Mentre NOI cittadini comuni veniamo MAZZULATI per umane dimenticanze, per errori formali o per piccole trasgressioni ai codici, ma intendo MAZZULATI DI BRUTTO: infatti dietro la facciata di un irrigidimento delle normative allo scopo di migliorare la società civile, si mira in realtà SOLO A FARE CASSA.
E per fare questo non esiste più una COMMISURAZIONE tra infrazione e pena corrispondente: ti dimentichi una marca da bollo da 30 euro? Oltre farti pagare una multa "moltiplicata x 100" da 3000 euro...ti sequestro anche l'automobile con cui vai al lavoro così ti faccio pagare anche una multa indiretta menomandoti nelle tue attività quotidiane.
(Un giorno magari vi racconterò la mia assurda odissea mentre mi stavo recando all'officina autorizzata con 7 giorni di ritardo nella revisione "di legge" della mia auto, di soli 5 anni e perfettamente manutenuta con tagliandi annuali alla casa madre e sostituzione continua di tutte le parti soggette ad usura).

E' PROPRIO IL CASO DI DIRLO: DUE PESI DUE MISURE!
Il bello è che sembra di essere il solito qualunquista che ripete i soliti cazzo di luoghi comuni: INVECE E' LA PURA E SEMPLICE VERITA'!
Questo è il dramma: l'appiattimento e la totale corrispondenza tra immagini retoriche e REALTA'...

Torno a vomitare, anche perchè NON C'E' NULLA DA FARE: ormai e troppo tardi...li abbiamo lasciati andare "troppo oltre" e francamente non ho idea di come si possa tornare indietro.

12 novembre 2009

Nicola Cosentino non molla. Il sottosegretario all'Economia incontra Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli e conferma: «Mantengo la mia candidatura» per le regionali in Campania. Uscendo dalla residenza romana del premier, Cosentino spiega che Berlusconi «ha preso atto» di questa posizione: «Gli ho spiegato le ragioni del territorio. Non possono essere i procuratori - sottolinea Cosentino - a decidere l'evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c'è un largo consenso» e «non faccio un passo indietro».

Intanto trenta senatori del Pdl, tra cui Valentino, Saltamartini, Allegrini e Saro, hanno presentato oggi un'interrogazione urgente al ministro della Giustizia chiedendo un'ispezione urgente alla Procura di Napoli sollevando pesanti dubbi sulla corretta gestione di quell'ufficio e chiedendo di conoscere anche se i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l'equidistanza e l'indipendenza dei magistrati che svolgono le indagini. Non solo. I trenta «si chiedono, infine, se la protesta dei 72 magistrati di quella Procura al Csm possa di fatto rappresentare una sorta di "intimidazione" a chi ha denunziato o voglia denunziare le notevoli e ben note disfunzioni della Procura di Napoli».

Sulla vicenda è intervenuto Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia e deputato del Pdl molto vicino a Gianfranco Fini, che ha detto: «Noi manteniamo l'assoluta convinzione che sia del tutto incompatibile e a questo punto inopportuna la candidatura» di Nicola Cosentino a presidente della Campania. Cosentino, a proposito delle parole del presidente della Camera, che gli aveva chiesto un passo indietro, aveva commentato poco prima: «Capisco le ragioni di Gianfranco Fini: è giusto che lo faccia, ma lui deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio».

«Dopo la presentazione del ddl sul processo breve - ha commentato la capogruppo del Pd in commissione antimafia Laura Garavini - senz'altro questo sarà ricordato come il giorno senza vergogna per il Pdl, visto che neanche una richiesta di arresto ferma una candidatura. È sconcertante che Berlusconi, anche dopo lo stop del presidente della Camera Gianfranco Fini, continui a considerare possibile la candidatura di Cosentino. Chiediamo che il presidente Pisanu, che proprio ieri aveva espresso i suoi dubbi sull'opportunità di candidare una persona sospettata, anche infondatamente, acceleri sull'adozione del codice di autoregolamentazione per le candidature già approvato nel corso della scorsa legislatura».

12 novembre 2009

giovedì 12 novembre 2009

Post-incentivi


Esauritasi la prima tornata del bonus fiscale per l'acquisto della prima casa in USA (8000 dollari a cranio) ecco che assistiamo al classico crollo post-incentivi.
Si tratta del fenomeno che ho battezzato Cannibalizzazione (segui link).

Naturalmente Obama ha già firmato la prosecuzione del bonus fiscale per l'acquisto della casa fino al 30 aprile 2009: infatti quando inizi a drogarti senza curare le cause le cause profonde del tuo malessere...poi diventi tossico-dipendente (vedi Incentivi for ever).
Senza rimettere in moto i veri drivers di una crescita, le politiche di stimolo sono solo acqua fresca che da un sollievo passeggero...sputtanando di converso i debiti pubblici:
con una disocupazione/sotto-occupazione al 17,5%,
con le banche che fanno miliardi in borsa con i soldi dei contribuenti ma poi non fanno credito,
con la contrazione continua dei salari (mentre la produttività va alle stelle)....
non si va molto lontano.

Crollano ai minimi dal 2000 le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti.
giovedì, 12 novembre 2009
L'indice calcolato dalla Mortgage Bankers Association ha evidenziato che la scorsa settimana
le domande di mutuo per l'acquisto di una casa sono diminuite del 12% a quota 220,9, che rappresenta il livello piu' basso da dicembre 2000.

In rialzo le domande di rifinanziamento, con cui gli americani alimentano la propria liquidita' che hanno registrato un +11% (si cerca di rimettere in circolo il virus ipertrofico MEW...)

Vedi anche Notizie da Marte: Episodio IV - Fannie Mae

P.S. Per chi segue il trading consiglio la lettura dell'analisi di Super-Cramer: infatti chi meglio di un "consumatore di polverina bianca" potrebbe interpretare le borse di questi tempi? ;)

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Boom Boom Debito Islanda


Come ho ripetuto 999 volte in questo Blog, per salvarci dall'esplosione della BOLLA del debito privato è stata messa in piedi in piedi la BOLLA finale...quella del DEBITO PUBBLICO.
Gli Stati (leggi contribuenti) ci hanno messo la faccia e non solo quella....

Il gioco può funzionare fino a quando il mondo si accapiglia in asta per strapparsi di mano i titoli di stato dei "debiti pubblici forti" accontandosi di interessi da fame.
Vedi per esempio le ultime due emissioni RECORD di T-bond USA triennali (40 miliardi) e di T-bond decennali (25 miliardi) che sono andate a ruba (con qualche scricchiolìo per il decennale).
Ci sono varie ragioni a "doppio e triplo filo" per cui queste aste vanno incredibilmente bene e pagano tassi incredibilmente bassi rispetto al rischio: le ho già elencate più volte nel Blog.
Al momento m'interessa sottolineare come fino a quando queste aste andranno a ruba con tassi very cheap, gli USA & compari potranno liberamente tamponare cani & porci in barba al mercato, ed il gioco si reggerà.

Anche se nel Club dei rating tripla AAA inizia a manifestarsi qualche crepa...in particolare sull'U.K. (vedi La Regina sta per perdere il rating).
Consiglio inoltre di leggere questo articolo (in inglese)
Sovereign Credit Ratings: China Up ... UK, US, Japan and France In Question?

Ed anche l'ex-virtuosa Francia....
...Si fa più difficile la situazione dei conti pubblici in Francia. Il deficit è, infatti, più che raddoppiato nel corso dell'ultimo anno: alla data del 30 settembre è salito alla ragguardevole cifra di 125,8 miliardi di euro contro i 56,6 di un anno fa....

Nel frattempo continuiamo a monitorare i debiti pubblici "minori", quelli più deboli... attraverso la nuova telenovelas "Boom Boom Debito"...
Infatti come scrivevo quando il 10 settembre 2009 andò semi-deserta un'asta di Titoli di stato della Polonia da 2 miliardi, scadenza 2011:
....Questo avvenimento pone inquietanti domande sulla sostenibilità del debito pubblico (schizzato alle stelle in pochi mesi) per i paesi emergenti...o per quelli "sommergenti" ...
Non è che tutti hanno la linea diretta con i Cinesi o con le altre banche centrali per sostenere il proprio debito...
Non è che tutti hanno la propria banca centrale che stampa denaro dal nulla e si ricompra i propri titoli di stato...

Non è che tutti hanno la potenza economica e la credibilità degli USA....

C'è un intasamento colossale di emissioni di titoli di stato.
C'è un incremento dei debiti pubblici epocale.

C'è un esponenziale incremento del rischio sui debiti pubblici.

Chi avrà il potere di farlo manderà in BOLLA pure il debito pubblico.

Chi avrà il potere di farlo terrà gli interessi sul debito pubblico forzatamente bassi.

Mentre i vasi di coccio subiranno le conseguenze di una dura SELEZIONE e dovranno aumentare gli interessi.

E chissà che qualcuno non SALTI PER ARIA...

E' la legge della Jungla signori...


ADESSO GODIAMOCI gli ultimi aggiornamenti sull'EMBLEMATICO CASO dell'Islanda, uno dei SIMBOLI di questa Crisi.
Anche nei pisciatoi....

L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato ancora la valutazione sui bond statali islandesi in valuta locale ed estera attribuendo a questi ultimi un giudizio di Baa3, l’ultimo livello che precede l’area “junk”.
L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato ancora la valutazione sui bond statali islandesi in valuta locale ed estera attribuendo a questi ultimi un giudizio di Baa3, l’ultimo livello che precede l’area “junk” (quelle delle “obbligazioni spazzatura”).
La mossa allinea l’analisi di Moody’s con quella delle altre due grandi agenzie globali, Fitsch e Standard & Poor’s, che avevano già abbassato il giudizio sulle obbligazioni di Reykjavik a un livello equivalente.
A pesare sulla scelta di Moody’s c’è l’incertezza sul futuro del Paese.
Nonostante le ipotesi di recupero del sistema economico, infatti, i dati finanziari restano preoccupanti e le strategie di uscita dal collasso non sono ancora chiare.
Si stima che nel 2010 il rapporto debito/Pil dell’Islanda dovrebbe sfiorare il 150% grazie anche alla contrazione dell’economia (si parla di una riduzione del prodotto interno lordo pari al 7% alla fine del 2009).
Tra i motivi di grande preoccupazione c’è, inoltre, la precaria stabilità della valuta locale.
La corona islandese è soggetta a una progressiva svalutazione che alimenta la spirale inflazionistica del Paese.
Martedì, la banca centrale di Reykjavik ha abbassato i tassi interesse dal 12 all’11%. Un’operazione che contribuirà alla perdita di potere d’acquisto da parte della moneta nazionale.

leggi in questo Blog sullo stesso argomento
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Notizie "remote" dall'economia reale


Se a qualcuno fosse sfuggito o se qualcuno in questi giorni avesse visto solo i gossip-tiggì...ecco un'interessante studio di Confcommercio con annesse previsioni.

''Ventimila negozi chiusi per crisi''. Confcommercio lancia l'allarme
La previsione per il settore a fine 2009 è di 108mila posti lavoro in meno
11 novembre

"Nei primi nove mesi del 2009 più di 50mila esercizi al dettaglio hanno chiuso i battenti a causa della crisi. E a fine anno si prevede un saldo negativo tra aperture e chiusure di circa 20mila unità".
A lanciare l'allarme è la
Confcommercio in una ricerca presentata dall’Ufficio Studi. Tra i motivi della crisi - spiega l'associazione dei commercianti - l’aumento dei costi a carico delle imprese e la debolezza di lungo periodo dei consumi delle famiglie. Si tratta di un fenomeno iniziato nel 2005, con un saldo negativo di circa 3.300 imprese, e poi letteralmente “esploso” negli anni seguenti (-11.456 nel 2006, -20.157 nel 2007, -22.343 nel 2008).

“Tra il 2000 ed il 2008, i consumi pro-capite sono cresciuti in media di appena lo 0,5% all'anno, mentre ormai le spese obbligate - affitti, luce, gas, acqua e quant'altro - assorbono quasi il 40% della spesa complessiva. Il tutto con una pressione fiscale complessiva inchiodata intorno al 43%” spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Non solo, tra il 2002 ed il 2008, gli esercizi alimentari specializzati si sono ridotti di 13 mila punti vendita, ma oggi le vendite dei prodotti alimentari soffrono anche nella grande distribuzione. La nostra proposta è, allora, semplice: sosteniamo i redditi delle famiglie e sosteniamo l'innovazione anche nei servizi, anche nella distribuzione commerciale. In entrambi i casi, si tratta, infatti, di due grandi 'volani' di crescita. Ne trarrebbero vantaggio le famiglie e le imprese dei servizi. Ma soprattutto – aggiunge Sangalli - ne trarrebbe vantaggio l'economia del Paese nel suo complesso”.

La previsione per il settore a fine 2009 è di 108mila posti lavoro in meno. Dallo studio emerge anche che nei nove mesi tra gennaio e settembre di quest’anno, il numero di ore di cassa integrazione concesse nel settore del commercio è cresciuto del 330% ed equivale all’ammontare concesso nell’ultimo triennio.

ed ancora in questo interessante articolo

.....Se a questo uniamo il dato sulla produzione industriale presentato martedì che vede il paese ai livelli del 1990, viene da chiedersi quanto siano ancora credibili le stime e i criteri di valutazione dell'Ocse che tanto hanno fatto gonfiare il petto al governo.
Lo scollamento totale tra finanza, mondo bancario ed economia reale ha ormai travalicato l'Atlantico e ci presenta il conto: le Borse corrono e le imprese chiudono, un mondo che difficilmente si può definire il migliore possibile.

Soprattutto perché dimostra di non aver fondamenta su cui basarsi.

Ma c'è di più. E peggio.

Con la crisi le imprese in Italia diventano più piccole e gli imprenditori più poveri, visto che se prima della crisi un'impresa italiana aveva in media circa 4 addetti, il dato scende oggi a 3,5. Un'impresa italiana su cinque ha ridotto il proprio personale e a perdere il posto di lavoro sono indistintamente uomini e donne.

È quanto emerge da una stima dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Asia Istat, Camera di commercio di Milano.

In particolare, nel 2009, oltre il 40% degli imprenditori lombardi ha chiesto nuovi finanziamenti alle banche ma l'11,7% ha lamentato difficoltà nell'ottenere anticipazioni dagli istituti di credito.
E il 60% degli imprenditori lombardi, per portare al di là della crisi la propria azienda, ha messo mano al portafoglio, sottraendo nel 2009 dai propri risparmi personali quasi 1,5 miliardi di euro.
Questo significa che nel 2009 un piccolo imprenditore su due (artigiano e commerciante, ad esempio) ogni mese in media deve prelevare dai propri risparmi oltre 500 euro per mantenere la propria attività.

Questa, al di là delle vetuste valutazioni di industrialismo anni Sessanta dell'Ocse, è la situazione attuale della regione più ricca e florida d'Italia......

.

HP si pappa 3COM?


Rumors ghiotto e fresco di giornata...

Hewlett-Packard starebbe lanciare un'offerta da 3 miliardi di dollari per papparsi 3COM .
In questo modo andrebbe a fare guerra aperta a Cisco nel campo del networking.

Le Crisi si sa creano grandi disastri ma anche grandi occasioni (semprechè le ardite scommesse vadano a buon fine).
Diciamo che i business-men possono anche sguazzarci...molto meno i working-men...

leggi
Best of Times for Wall Street, Worst of Times for American Workers
.

Dollaro Dollaro delle mie brame....


Tutto il mondo s'interroga continuamente sul Dollaro...
Il dollaro è troppo svalutato? Il dollaro si rivaluterà? Il dollaro rimarrà la valuta mondiale di riferimento? etc
Attorno a queste domande ruotano molte scommesse: la tenuta del carry trade sul dollaro, la ripresa dell'export USA, la tenuta del debito pubblico USA, il prezzo delle commodities etc

Ho trovato questa interessante analisi che vi riporto: in poche righe sintetizza molto bene la situazione attuale.
Ogni tanto fa bene parlare di qualcosa di CONTINGENTE e non sempre di "fondamentali dell'economia & massimi sistemi".

Anche perchè il Dollaro è la summa di tutto: è il punto di congiunzione tra economia e finanza, tra fondamentali e speculazione. Spesso è anche una sfera di cristallo...


10-Year Treasury Yield Is the Giveaway
by: David Goldman November 12, 2009

Abbiamo assisitito alla più lunga serie vincente dell'S&P500 negli ultimi tre anni, l'oro tocca nuovi record ogni giorno ed il rendimento del t-bond decennale è sceso nel corso della settimana.

La spiegazione è semplice: svalutazione del dollaro.

Tutti gli assets americani sono a buon mercato per gli investitori stranieri, inclusi i titoli di stato americani.
Con la disoccupazione ad un percentuale così elevata (17,5% della forza lavoro usando il tasso maggiormente comprensivo) i prezzi americani semplicemente non si muovono alla stesso ritmo con cui il dollaro viene svalutato.
Il costo del lavoro rimarrà molto basso.

Ecco perchè i titoli di stato USA appaiono a buon mercato per gli stranieri.

La FED, svalutando il dollaro, in effetti ha piazzato una colossale imposta patrimoniale sull'America.
(NdR ...ed una ramazzata sull'area EURO aggiungo io...)
E' successo semplicemente che la svalutazione del dollaro ha rivalutato il prezzo di tutto ciò che si può tradare sui mercati internazionali - oro, commodities, Intel, condomini di lusso a Manhattan - mentre le "radici popolari" dell'economia americana continuano a seccarsi.

I mercati sembrano essere pieni di "bollicine".

Fino a quando durerà la bolla?

Una delle mie guide nel mondo degli affari, l'economista capo di Credit Suisse US Neal Soss, ama sentenziare: le Bolle durano fino a quando assomigliano a solidi fondamentali...
(
Bubbles last until they feel like fundamentals)
.

martedì 10 novembre 2009

Il Mondo all'incontrario


Ad agosto il "mini-boom" della produzione industriale italiana venne strombazzato da tutti i gossip-tiggì e dai fiction-giornali, censurando rigorosamente il dato anno su anno che rimaneva ampiamente negativo ed evidenziando il +7% mese su mese.
E noi "banda di pessimisti" come sempre ad eccepire con i nostri disfattisti "se e ma": dicevamo che era un'aberrazione statistica ferragostana...e lo diceva in verità anche l'Istat senza che nessuno o quasi lo riportasse.
Ma si sa, le bugie hanno le gambe corte...
Scommetto che questa news tinta di rosso troverà molto meno spazio nei mass-media tinti di rosa....

LEGGETE BENE TUTTO, soprattutto le parti in grassetto ed in rosso.

Industria: Istat, Produzione In Calo a Settembre del -5,3%
10 novembre 2009

Produzione industriale in calo a settembre.

L'indice, segnala l'Istat, ha registrato una riduzione del 5,3% su base mensile, la piu' ampia dall'inizio della serie storica nel 1990.

L'andamento di agosto rimane positivo ma e' stato rivisto da +7% a +5,8%.
Nel terzo trimestre la produzione e' risultata in aumento del 4% rispetto ai tre mesi precedenti. L'incremento segue la riduzione del 3,3% registrata nel secondo trimestre. Si tratta del primo dato positivo dal primo trimestre 2008.
Su base annua l'indice
corretto per gli effetti di calendario e' sceso a settembre del 15,7%, mentre nei primi nove mesi del 2009 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2008 e' stata negativa per il 20,3%.
Guardando ai principali raggruppamenti di industrie, l'Istat segnala variazioni congiunturali negative del dato destagionalizzato per i beni intermedi (-7,9%), per i beni strumentali (-5,6%), per i beni di consumo (-4,1%), per l'energia (-3,9%).
Considerando
la dinamica tendenziale su settembre 2008 i dati corretti per gli effetti di calendario segnalano un calo del 21,2% per i beni intermedi, del 20,4% per i beni strumentali, del 10,5% per l'energia e del 5,5% per i beni di consumo.
A livello dei singoli settori di attività economica, l'indice della produzione industriale corretto per gli effetti del calendario ha registrato, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, variazioni tendenziali positive per i prodotti farmaceutici (+5,9%) e per le industrie alimentari, bevande e tabacchi (+0,2%).

Le diminuzioni maggiori si registrano per i macchinari e attrezzature n.c.a. (-27,5%), per la metallurgia e prodotti in metallo (-25,2%) e per i mezzi di trasporto (-20,2%).

Nel confronto
tra i primi nove mesi del 2009 e il corrispondente periodo del 2008 le diminuzioni più ampie hanno riguardato la metallurgia e i prodotti in metallo (-32,1%) e i macchinari e attrezzature. (-31,8%). L'unica variazione positiva ha riguardato i prodotti farmaceutici (+2,5%).
Il rallentamento della produzione riguarda anche il settore automobilistico.
A settembre, l'Istat comunica che il dato corretto per gli effetti di calendario ha segnato una flessione del 7,9% (dato grezzo -7,6%) su base annua, mentre il dato relativo ai primi nove mesi ha segnato un calo del 29% (-29,5% dato grezzo).

A parte il fatto che si è tornati al livello di luglio dopo l'aberrazione statistica del +7% (rivista a +5,8%) di agosto, sbandierata da tutti i gossip-tiggì come una roba stellare...
A me dei dati m/m non me ne frega una cippa (mese su mese): non sono significativi anche perchè sono molto volatili. Contano solo per cercare d'intuire le "prossime tendenze", le micro-variazioni in fieri....ed anche il questo caso il dato di settembre è NERO.
Contano invece i dati a/a (anno su anno) o quelli sui primi nove mesi 2009 confrontati a quelli del 2008: in questi dati SI SOMMANO LE VARIE PERFORMANCES MENSILI che essendo il larghissima parte NEGATIVE presentano delle BEN PIU' SIGNIFICATIVE RAMAZZATE DA -20%....-30%....
IN CERTI SETTORI PARLIAMO ADDIRITTURA DI 1/3 IN MENO RISPETTO ALL'ANNO SCORSO, RIPETO 1/3 IN MENO!
E combinazione i settori più in rosso sono i settori che contano, quelli che pesanti, quelli che indicano il futuro di un'economia...come macchinari ed attrezzature, metallurgia, mezzi di trasporto, energia...
Notare anche l'auto a -30% mentre si sbandiera un +15% di immatricolazioni in Ottobre 2009 grazie agli incentivi...
Vedi i titoli e gli articoli della Fiat-Stampa...
L'auto in Italia continua a correre
NO COMMENT (come pure No comment sullo sbandierato Indice OCSE)

Non a caso tre giorni fa un DATO STRUTTURALE come questo è stato ignorato:
Terna: in calo ad ottobre i consumi di energia elettrica ..
Complessivamente il fabbisogno dei primi dieci mesi del 2009 ha registrato un calo del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2008.....

Dati in ROSSO come quelli sopra citati sono GLOBALI e caratterizzano le maggiori economie mondiali (
chi più chi meno)
Pensate che sono così ROSSI anche se tamponati da IMPONENTI INCENTIVI STATALI.

O stiamo anticipando LA MAGGIORE RIPRESA DELLA STORIA...
Oppure siamo al DISALLINEAMENTO totale: i dati macro peggiorano e tornano indietro, la disoccupazione e la sotto-occupazione salgono...mentre le BORSE e tutti gli assets accelerano ancor più al rialzo.
Questo sta succedendo proprio perchè l'economia debole è garanzia ancora a lungo di SOLDI GRATIS PER SPECULARE.
E di tutto questa ORGIA all'economia reale arrivano solo le BRICIOLE, gli avanzi.
QUESTO GIOCHINO paradossale RISCHIA DI ANDARE AVANTI ANCORA A LUNGO visto che è "coperto" dai RESISTENTI e LONGEVI DEBITI PUBBLICI "più forti del mondo"....

IERI LA DIMOSTRAZIONE LAMPANTE DELLA BOLLA: al G20 dichiarano di mantenere le misure eccezionali di sostegno perchè finanza ed economia sono ancora DEBOLI (ripeto DEBOLI) ed IMMEDIATAMENTE LE BORSE corrono o stabiliscono nuovi RECORD di periodo (non è così semplice ma schematizzo).
E' veramente una FARSA: ed a fare soldoni sono soprattutto le banche, le banche d'affari e le case d'investimento, insomma tutta quelle entità che SE NON LE AVESSIMO SALVATE NOI CON I NOSTRI SOLDI (debito pubblico=soldi dei contribuenti / debito pubblico sfondato=cazzi nostri e dei nostri figli e nipoti) non dovrebbero nemmeno esistere nella forma in cui le vediamo oggi trulle trulle...
Visto che sono sopravvissute grazie a NOI, i mega-utili che fanno speculando dovrebbero andare soprattutto a NOSTRO VANTAGGIO...ed invece.....invece lo vediamo tutti cosa sta succedendo.
Del resto quando la via della nazionalizzazione temporanea e funzionale è stata scartata a vantaggio delle lobbies finanziarie, si sapeva benissimo incontro a COSA si stava andando e quale colossale moral-hazard si stava mettendo in piedi, non solo per l'oggi ma soprattutto per il domani.

Ma adesso mi taccio: ormai mi sembra di essere solo un PREDICATORE mezzo matto che parla al vento...perchè tutti sbavano dietro alle Borse, dietro alla speculazione, dietro all'enalotto e dietro al win-for-life...
I pesci grandi per farsi la Bentley turbo, la villa in Costa Azzurra, lo Yacht da 50 metri e la fornitura perenne di escort & cocaina.
I pesci piccoli invece per mantenere un minimo di benessere o per mantenersi sopra alla linea di galleggiamento, anche se spesso questo benessere è rappresentato dal continuo ricambio di beni voluttuari: è la CULTURA DELL'AVERE che ormai ha totalmente cancellato LA CULTURA DELL'ESSERE.
E si capisce anche perchè il laureato in Filosofia è finito a fare marketing e selezione personale invece che diventare il Maestro di Alessandro Magno....

Mentre scrivevo è uscito un altro importante Dato Macro con la marcia indietro e sotto le attese: secondo LA NUOVA LOGICA PARADOSSALE DELLA BOLLA vorrà dire che le borse accelereranno al Rialzo...
Notare come l'indice delle condizioni correnti sia salito: avrà qualcosa a che fare con il fatto che gli investitori tedeschi hanno capito che nel Breve l'orgia può continuare con la benedizione di DIO e del G20?
Ma POI.....
Germania: indice Zew in calo ben oltre le attese a novembre
10 novembre 2009
Cattive notizie per l'economia tedesca sono arrivate questa mattina dall'indice Zew che ha restituito una lettura deludente.
Sulla base dei dati forniti dallo Zew Institute si è appreso che nel mese di novembre l'indice che misura la fiducia degli investitori tedeschi si è attestato a 51,1 punti in calo rispetto ai 56 del mese precedente.
L'indicazione si è rivelata peggiore delle stime degli analisti che puntavano ad una discesa meno marcata a 55 punti.
L'indice relativo alle condizioni correnti è salito da -72,2 a -65,6 punti.

P.S. Come tutti sapete questo non è un BLOG di Trading e speculazione: infatti chi vuole mettere in pratica "queste attività", pragmaticamente deve seguire l'onda e dunque il proseguimento della somministrazione di Droga Gratis è un'OTTIMA NOTIZIA...foriera di un bel Dow Jones almeno ad 11.000 punti per fine anno.

Link en passant
  • Crisi: Uil, In Dieci Mesi Ricorso Cig +387% Agi (10/11/2009 12:08)
  • Crisi: Confesercenti, Per 87% Italiani Peggio Non Passato Agi (10/11/2009 12:06)
  • INCREDIBILE! Ma hanno intervistato solo gli affezionati lettori di questo Blog?:D
  • Consumi: Abi, Aumenta Ricorso a Credito (+10%) Nel 2008 Asca (10/11/2009 11:59)
  • Consumi: Abi, 26% Famiglie Italiane Hanno Un Debito Medio Di 10mila Euro Asca (10/11/2009 11:46)
  • Crisi: Confesercenti, Misure Governo Insufficienti Per 65% Italiani Asca (10/11/2009 12:18)
  • Lavoro: Confesercenti, 94% Italiani Teme Di Perdere Il Posto Asca (10/11/2009 12:27)
  • Agricoltura: subito stato di crisi Ansa (10/11/2009 12:47)


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    lunedì 9 novembre 2009

    Punto G


    aggiornamento delle 18
    "La rassicurazione (del G20) sta nutrendo il mercato e sta sostenendo i listini", commenta un gestore di Chicago...
    Borse di Stato=scorciatoia della Bolla....OK!

    ----------------------------------------------------------
    Quasi nessuno se n'è accorto ma questo week-end in mezzo alle nebbie della Scozia si è tenuto un G20.
    Ed è normale che non abbia fatto notizia perchè questo G20, ancor più di quelli passati, ha avuto come principale risultato solo generiche dichiarazioni d'intenti e foto di gruppo.

    Mentre la maggioranza di NOI non ci ha fatto nemmeno caso, i MERCATI invece ci hanno fatto caso eccome: oggi infatti hanno ripreso a correre ovunque nel mondo, con l'ormai classica salita di tutti gli ASSETS CONTEMPORANEAMENTE.
    Infatti nella nebbia del G20 i governi mondiali hanno deciso di lasciare tutto com'è: droga a go-go for everybody ed un esplicito incoraggiamento affinchè l'orgia speculativa globale possa continuare...
    Le famose exit-strategies sono rimaste nel libro delle intenzioni future...come pure le famose regole per tenere a freno la finanza "creativa".

    Del resto era chiaro da tempo che fosse stata scelta la SCORCIATOIA della BOLLA, con i suoi potentissimi e rapidissimi effetti psicologici di massa: un bel Dow Jones ad 11mila punti entro Natale ...ed il 90% della razza umana penserà che la Crisi sia finita e che tutti i problemi siano stati risolti egregiamente e rapidamente.
    E tutti staranno buoni, tranquilli e mansueti.
    Buon pro ci faccia: beata sia l'inconsapevolezza!
    leggi in questo Blog: La scorciatoia del Casinò

    Non per nulla una tale benedizione dall'alto ha incoraggiato Blankfein, CEO di Goldman Sachs, a dichiarare in un'intervista: ...le banche "servono a uno scopo sociale" e Goldman Sachs in particolare "lavora al servizio di Dio...
    AMEN
    Vi ricordate i mitici Blues Brother? "Siamo in missione per conto di Dio"....ma quello era solo un film comico...

    Ormai la Bolla fa festini sui segnali di debolezza: che sia un report occupazionale USA da grande depressione o che sia un laissez-faire del G20 giustificato dalla constatazione che la situazione economica e finanziaria globale rimane ancora fragilissima.
    La debolezza infatti è garanzia che le "eccezionali misure di sostegno all'orgia" verranno mantenute ancora a lungo....con tutte le controindicazioni del caso.

    ....Ribadendo che le misure di sostegno all’economia vanno mantenute, perché «la crisi globale non è ancora finita», i Paesi del G20 hanno tuttavia definito una strategia per l’uscita dalle misure di stimolo all’economia attraverso la predisposizione di un quadro di riferimento comune per le politiche nazionali e sovra nazionali entro la fine di gennaio 2010. Secondo i G20, «per mantenere il sistema finanziario e l’economia globale in salute, bisogna mantenere il supporto fin quando la ripresa non sia assicurata».
    Piuttosto esplicito in questo senso il premier britannico Gordon Brown: «Dobbiamo continuare con quelle politiche che ci hanno aiutati a stabilizzare le nostre economie durante questo anno e a far partire la ripresa. E mentre recenti indicatori di espansione economica generano cauto ottimismo, essi non sono un motivo per cancellare prematuramente gli stimoli economici».
    Inoltre, ha aggiunto Brown, «i mercati finanziari globali devono avere maggiore allineamento con i valori della maggioranza delle persone: duro lavoro, responsabilità, integrità e giustizia. Non può essere accettabile che i benefici del successo di questo settore siano raccolti da pochi mentre i costi del fallimento siano sopportati da tutti»....
    .

    Come le mosche...(e siamo a 120).


    aggiornamento lunedì 9 ore 14

    La FDIC sta cercando di tirare dentro anche qualcun altro: perchè solo Lei deve caricarsi l'onere di garantire depositi e far fallire banche & banchette...in particolare quando sono connesse con la Cina ed i Cinesi?

    ----------------------------------------------------------------
    Cari amici vicini e lontani....rieccoci qui con la nostra telenovelas settimanale sui fallimenti delle banchette (si fa per dire) americane.
    Per "banchette" infatti s'intendono TUTTE le banche USA "coperte" dalla FDIC (Fondo di Garanzia dei Depositi), ESCLUSE le prime 10 banche too-big-to-fail che invece sono coperte direttamente dal Governo, in tutti i sensi....

    Questo week-end sono cadute altre 4 "mosche" + 1 "moscone" bello grosso....
    E siamo a 120.

    Ameris Bank, Moultrie, Georgia, Assumes All of the Deposits of United Security Bank, Sparta, Georgia
    As of September 14, 2009, United Security Bank had total assets of $157 million and total deposits of approximately $150 million.
    The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $58 million.

    Liberty Bank and Trust Company, New Orleans, Louisiana, Assumes All of the Deposits of Home Federal Savings Bank, Detroit, Michigan
    As of September 24, 2009, Home Federal Savings Bank had total assets of $14.9 million and total deposits of approximately $12.8 million
    The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $5.4 million.

    Alerus Financial, National Association, Grand Forks, North Dakota, Assumes All of the Deposits of Prosperan Bank, Oakdale, Minnesota
    As of August 31, 2009, Prosperan Bank had total assets of $199.5 million and total deposits of approximately $175.6 million.
    The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $60.1 million.

    Central Bank of Kansas City, Kansas City, Missouri, Assumes All of the Deposits of Gateway Bank of St. Louis, St. Louis, Missouri
    As of September 25, 2009, Gateway Bank of St. Louis had total assets of $27.7 million and total deposits of approximately $27.9 million. ...
    The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $9.2 million. ...
    MOSCONE

    E' saltato anche un bel "moscone in salsa cinese", con 63 filiali in USA.
    Infatti questa banca californiana era specializzata in prestiti alle comunità cinesi d'america ed alle aziende che facevano business con la Cina.
    La United Commercial Bank aveva anche una licenza di banking in Cina, una sede ad Hong Kong ed una sussidiaria a Shangai.
    La moria delle "mosche" colpisce dunque anche i cinesi emigrati e la Cina: che sia un segnale anticipatore?
    Nel 2008 aveva già ricevuto 300 milioni di dollari di aiuti statali, ma non sono bastati a salvarla.

    East West Bank, Pasadena, California Assumes All the Deposits of United Commercial Bank, San Francisco, California
    As of October 23, 2009, United Commercial Bank had total assets of $11.2 billion and total deposits of approximately $7.5 billion.
    The FDIC estimates that the cost to the Deposit Insurance Fund (DIF) will be $1.4 billion.


    TOTALE DEL COSTO PER LA FDIC (e per i contribuenti...): circa 1,5 miliardi di dollari

    Cadono dunque come le mosche le banche "minori" degli Stati Uniti (che come abbiamo visto poi tanto "minori" non sono...).
    Aggiorniamo brevemente la contabilità delle banche fallite in USA nei primi 10 mesi del 2009.
    Siamo arrivati a numero 120.
    Secondo stime affidabili il conteggio potrebbe salire a più di 500 alla fine della fiera...
    Ecco la lista aggiornata delle banche fallite in USA che hanno richiesto l'intervento del FDIC, il fondo di garanzia americano dei correntisti - http://www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html
    Dal 2000 al 2007 sono "saltate" 27 banche USA
    Nel solo 2008 ne sono "saltate" 25
    Nel 2009, fino ad oggi, ne sono "saltate" 120.
    Negli ultimi 20 mesi di Crisi le banche "saltate" sono 145.

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    venerdì 6 novembre 2009

    Tasso disoccupazione al 10.2%...E chissenefrega!


    Aggiornamento domenica 8 novembre ore 22

    C'era anche questo dato nel mio articolo "long version" che ho deciso di mollare a metà ...
    DISOCCUPATI IN AMERICA: IL VERO TASSO E' IL 17.5% (roba da sudamerica)
    Non e' dunque il 10.2%. Record negativo dalla Grande Depressione. E' allarme sociale. Vanno conteggiate milioni di persone che hanno cercato lavoro nell'ultimo anno senza trovarlo. E quelli che lavorano part-time ma che vorrebbero lavorare a tempo pieno.
    Il famoso ed assai più realistico filtro U6 del quale già vi parlai mesi fa...
    ----------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Sono quasi due ore che sto studiando il rapporto occupazionale.
    Mi sono letto il report ufficiale del BLS.
    Mi sono letto 25 articoli in inglese di commenti provenienti dalle più disparate fonti.
    Ho iniziato come sempre a tessere la mia tela di indizi, interpretazioni, analisi, considerazioni...

    Ma poi ho visto il Dow Jones: dopo un pazzesco +2,08% di ieri ottenuto con acquisti su TUTTI i settori contemporaneamente, ANCHE OGGI ha la forza di salire o quanto meno di resistere di fronte ad un rapporto occupazionale così nero.

    Si dice che le borse ANTICIPINO, siano UN BAROMETRO dell'economia reale.
    QUINDI ho provato a girare i dati occupazionali da tutte le parti per capire come connetterli con una borsa positiva o comunque assai resistente.
    Perchè IO NON SONO UN PESSIMISTA PREGIUDIZIALE ma solo un REALISTA su basi concrete.
    Ebbene mi sono detto: sarà a causa del boom del tasso di disoccupazione al 10,2%, ben oltre alle attese....sarà stato letto in positivo.
    Infatti questo potrebbe essere il tanto atteso PICCO verificatosi prima del previsto.
    Il totale della labor force storicamente aumenta con l'inizio di una vera ripresa: molti "scoraggiati" infatti tornano a cercare lavoro, aumenta la forza lavoro e dunque il tasso percentuale di disoccupazione ha un picco prima di cominciare a scendere...
    MA NON E' COSI'....
    Il totale della forza lavoro è sceso sensibilmente ed il tasso è aumentato lo stesso ben oltre le previsioni! (spero di essere stato chiaro)

    Ho guardato molti altri indicatori, alla ricerca di un PERCHE'...ma niente da fare: fanno tutti più o meno schifo.
    Non trovo nessuna PEZZA alla borsa in verde o che comunque riesce ad evitare una forte correzione.

    C'è solo una revisione in meglio della perdita di posti di lavoro di agosto e settembre (+91mila) ma non basta anche perchè ad inizio 2010 arriverà la ramazzata della revisione di più +824mila disoccupati per l'aggiustamento birth/death (adesso non ho voglia di spiegarvi).
    Oppure si potrebbe dire: anche se peggio del previsto, meno -190mila posti di lavoro è comunque un rallentamento della falcidia rispetto ai mesi precedenti.
    MA era già un driver ampiamente atteso dai mercati.
    Inoltre va considerato che sono ben 22 mesi di fila che si tagliano posti di lavoro in USA: pertanto, dopo un periodo così lungo, quasi 200mila "caduti" sono da considerarsi una perdita rilevante.

    Avrei un sacco di cose da raccontarvi sul rapporto occupazionale di oggi ma chissenefrega: ALZO BANDIERA BIANCA.
    Tanto è inutile farsi un culo così sui dati macro, studiare, ragionare, sviscerare.

    E' vero che questo come cita la mia "mission" ...è un Blog di "filosofia macro-economica", un luogo di riflessione, un Peripato aristotelico: nulla a che fare col trading, con la speculazione e con gli investimenti.
    PERO' TUTTI GUARDANO SOLO ALLE BORSE, ai giornali, alle TV, ai proclami delle istituzioni.
    Ed io non posso combattere tutti i giorni contro i "mulini a vento" dell'immaginario collettivo borsistico.

    Per interpretare le BORSE bisogna uscire dagli SCHEMI dei dati macro: infatti oggi le borse sono più distanti che mai dall'economia reale e si muovono per logiche proprie.
    Anche se non fa parte delle finalità di questo BLOG... ve la butto lì: secondo me i mercati stanno "festeggiando" il fatto che, con un rapporto occupazionale così sconfortante, si è manifestata la conferma concreta che LA FED TERRA' I TASSI AI MINIMI STORICI MOLTO A LUNGO.
    DUNQUE LE POSIZIONI DI CARRY TRADE che stavano traballando nelle settimane scorse, PER ADESSO SONO AL SICURO PER ALMENO ALTRI 6 MESI
    DUNQUE questa massa di cocainomani speculatori che dominano i mercati con un click dall'alto delle loro ovattate trading rooms STANNO TIRANDO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO e continuano tranquillamente i loro giochini.
    "All'ottimismo" potrebbe contribuire anche il fatto che Obama sta per firmare il prolungamento del bonus fiscale sull'acquisto della prima casa ed il prolungamento per altre 20 settimane degli assegni di disoccupazione (che stanno scadendo a go-go visto che non si trova lavoro nemmeno con il lanternino).
    Insomma altri STIMOLI sommati ad un SALVAGENTE... attingendo al solito "pozzo senza fondo" del debito pubblico.

    Pertanto se Wall Street se ne frega altamente delle disoccupazione ed anzi ci gongola sopra, me ne frego pure io.
    Invece del solito articolo lungo, meticoloso, iper-documentato, fuori dagli schemi e "stupidamente" intelligente...vado a farmi una passeggiata.

    P.S. Se prima o poi scoverò nel rapporto occupazionale una ragione macro-economica che giustifichi l'ottimismo delle borse...vi farò sapere.
    .

    Notizie da Marte: Episodio IV - Fannie Mae


    Come consuetudine, eccovi alcuni stralci di notizie che sono riuscito ad intercettare da Marte grazie alla mia potente parabola.
    Là sul pianeta rosso la Grande Crisi imperversa e pare che la causa scatenante sia stata l'esplosione della BOLLA immobiliare nella nazione di New-USA.
    Tanto per fare un esempio, sembra che le case nella zona del Monte Olympus abbiano moltiplicato il loro valore del 300-400% in pochi anni! Una Bolla Marziana....

    Il detonatore della Crisi (che ha cause molto più complesse e strutturali) sarebbero stati i cosiddetti mutui sub-mars-prime ovvero i mutui regalati ad una massa di marziani ad alta probabilità d'insolvenza.
    I pacchetti regalo venivano offerti un po' da tutti ma principalmente da un paio di agenzie semi-governative dai nomi pittoreschi: Freddie Mac e Fannie Mae.
    I due carrozzoni politicizzati che facevano regali a scopi elettorali, naturalmente si sono ritrovati con qualche "piccola" voragine nei bilanci...
    Nessun problema: grazie alla filosofia marziana del too-big-to-fail le voragini sono state prontamente colmate dai soldi dei contribuenti marziani ed i due carrozzoni sono stati nazionalizzati.
    A questo punto uno avrebbe potuto pensare che Freddie Mac e Fannie Mae avrebbero iniziato a fare le virtuose...
    Niente di tutto ciò: i marziani sono dei recidivi che difficilmente imparano dai loro errori.
    Per impedire in New-Usa un crollo troppo profondo dell'immobiliare ovvero per impedire che il mercato facesse il suo corso ritrovando un equilibrio, i due carrozzoni hanno ri-cominciato a REGALARE MUTUI come prima e più di prima....a tassi bassissimi ed a chiunque.
    Tanto copre lo stato, tanto coprono i contribuenti.

    Ed ecco che Fannie Mae, una delle due sorelline, ha presentato una trimestrale in profondo rosso, con perdite monstre da 18,9 miliardi di martian-dollars...addirittura peggio del trimestre precedente che si era sparato una perdita da 14,8 miliardi.
    Inoltre continua ad aumentare drammaticamente il livello di "spazzatura" a bilancio, i cosiddetti non-performing loans: in soli 9 mesi si è passati da 119 miliardi tossici a ben 198 miliardi tossici.
    Naturalmente Fannie è andata da Zio Sam a chiedere aiuto: altri 15 miliardi di soldi dei contribuenti dopo che le due sorelline ne hanno già ricevuti centinaia.

    Che vi posso dire? Incorreggibili questi marziani.
    Per fortuna che noi terrestri siamo molto più saggi e che da noi in soli 8 mesi la Crisi è stata risolta grazie ai nostri comportamenti virtuosi.

    Fannie Mae: $18.9 Billion Loss, Requests Another $15 Billion
    5 novembre 2009
    Fannie Mae (FNM/NYSE) reported a net loss of $18.9 billion in the third quarter of 2009, compared with a loss of $14.8 billion in the second quarter of 2009. ...
    Third-quarter results were largely due to $22.0 billion of credit related expenses, reflecting the continued build of the company’s combined loss reserves and fair value losses associated with the increasing number of loans that were acquired from mortgage backed securities trusts in order to pursue loan modifications. ...

    As a result, on November 4, 2009, the Acting Director of the Federal Housing Finance Agency (FHFA) submitted a request for $15.0 billion from Treasury on the company’s behalf. ...

    The seriously delinquent loans in our single-family book of business, which we define as those loans 90 or more days delinquent or in the process of foreclosure, increased and aged during the third quarter.
    This was caused by a greater number of loans that transitioned to seriously delinquent status, while the proportion of already seriously delinquent loans that cured or transitioned to completed foreclosures declined.
    Factors contributing to the increase in serious delinquencies included: high unemployment that hampered the ability of many delinquent borrowers to cure their delinquencies; Home Affordable Modifications in trial periods, which remain classified as delinquent; our directive that servicers delay foreclosure sales until other alternatives, including Home Affordable Modification, have been exhausted; and, the slowdown in the legal process for foreclosures in a number of states. ...

    Total nonperforming loans in our guaranty book of business were $198.3 billion, compared with $171.0 billion on June 30, 2009, and $119.2 billion on December 31, 2008. The carrying value of our foreclosed properties was $7.3 billion, compared with $6.2 billion on June 30, 2009, and $6.6 billion on December 31, 2008.


    Mentre si continuano a regalare nuovi mutui a rischio...i vecchi mutui hanno raggiunto un livello d'insolvenza endemico: molti cittadini marziani di New-USA non riescono più a pagare le rate del mutuo schiacciati tra credit crunch, disoccupazione e sotto-occupazione.
    Anche perchè il prezzo della casa è sceso del 30-50% e quindi non conviene più pagare le esose rate del mutuo di una casa stra-pagata in tempi di orgia collettiva.
    Conviene piuttosto farsi pignorare la casa ed andare da un'altra parte, scegliendo una soluzione meno costosa.
    Ecco dunque che un'alluvione di pignoramenti (foreclosures) sta allagando New-USA (circa 300mila al mese ormai da sei mesi di fila).

    Spesso alle banche creditrici non conviene nemmeno dare corso al pignoramento e mettere in vendita la casa, un po' perchè ha perso troppo valore ed un po' perchè il mercato è già intasato dall'esondazione di vendite forzate.
    Risultato: ci sono interi quartieri di case vuote che sono ancora di proprietà dei mutuatari.
    Ma gli abitanti se ne sono già andati al primo avviso e non sono stati nemmeno avvisati che la banca non ha poi dato seguito alla procedura di pignoramento.
    Surreale vero?
    Leggete questo articolo: Crisi mutui: le banche rinunciano alle proprietà.

    Ecco che allora la "creativa" Fannie Mae si è inventata una bella soluzione per guadagnare tempo e contemporaneamente continuare ad incassare qualche spicciolo.
    Mi ricorda un po' i tempi dell'equo canone...
    Ma tant'è...su Marte sono tempi d'emergenza ed ogni tampone va bene per rallentare l'emorragia.

    Usa: Fannie Mae, Chi Ha Casa Pignorata Potra' Prenderla In Affitto
    giovedì, 5 novembre 2009
    Fannie Mae, l'agenzia semi-governativa nella cartolarizzazione dei mutui immobiliari ipotecari, ha presentato i dettagli del suo programma per salvare parte del mercato immobiliare Usa schiacciato dai pignoramenti a causa delle insolvenze delle famiglie.
    Il programma e' stato pensato per coloro che non hanno alcuna possibilita' di pagare le rate del mutuo, anche modificandolo.
    Le famiglie insolventi potranno rimanere nelle loro case sottoscrivendo un contratto di affitto nel quale si trasferisce la proprieta' al creditore (in genere banche o finanziarie).
    Si tratta di un progetto ''per mantenere le famiglie nelle proprie case e per stabilizzare le comunita' e il vicinato'' ha spiegato Jay Ryan, vice presidente di Fannie Mae.
    Il costo dell'affitto non potra' superare il 31% del reddito lordo dell'inquilino.
    Il contratto avra' una durata massima di 12 mesi, successivamente rinnovabile di mese in mese.
    Le case eventualmente vendute dai creditori includeranno l'impegno del compratore a rispettare i contratti di affitto.


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    giovedì 5 novembre 2009

    Far West Indicator


    Ho trovato questa John Wayne-chicca made in U.S.A.

    Dal Washington Post
    Un nuovo indicatore economico?
    ....In un anno di perdite di posti di lavoro, di pignoramenti e di panini portati da casa per la pausa pranzo....gli Americani hanno speso una cifra record in armi e munizioni. Il segno più ovvio del boom nella domanda? Gli scaffali di munizioni vuoti...

    A New Economic Indicator?

    The Washington Post recently reported that:
    ...In a year of job losses, foreclosures and bag lunches, Americans have spent record-breaking amounts of money on guns and ammunition. The most obvious sign of their demand: empty ammunition shelves....
    Leggi qui la storia completa»

    Nel solco della tradizione dei coloni del Far West, gli americani affrontano la minaccia della Grande Depressione come se affrontassero la minaccia degli Indiani....?
    O più semplicemente girano rumors che Obama stia per limitare seriamente l'acquisto di armi negli States?

    Miracolo Ford


    Ho aspettato qualche giorno dopo l'uscita della trimestrale di FORD, per sicurezza....
    Ho letto commenti ed analisi ovunque, cercando, snasando, sezionando ma niente!
    Non ho trovato il COMMENTO PIU' SCONTATO, NORMALE e MACROSCOPICO.

    Tutti ad inneggiare alla trimestrale "surprise": positiva e sopra alle attese.
    Tutti ad inneggiare alle mosse in anticipo sullo sviluppo di nuove auto ed al taglio feroce dei costi con l'avallo monolitico di Bondholder, azionisti e sindacati (sappiamo cosa significa...).
    Tutti ad inneggiare al fatto che Ford ce l'ha fatta da sola, senza i soldi "diretti" dello stato.

    Ma NESSUNO a dire che FORD ha beneficiato di una condizione di mercato straordinaria ed irripetibile, visto che è rimasto L'UNICO MARCHIO NAZIONALE ancora seriamente in gioco negli USA...almeno per ora...
    Con le concorrenti GM e Chrysler in stato catatonico ed in terapia intensiva che hanno mollato enormi fette delle loro quote di mercato liberando spazi ampi come verdi praterie....
    E FORD in queste verdi praterie ha scorrazzato come un bisonte insieme a Toyota, Honda & compari grazie anche all'aiuto degli incentivi cash-for-clunker.

    Infatti quale americano che avesse voluto fare una scelta d'acquisto "patriottica" avrebbe comprato GM o Chrysler con tutti i rischi annessi e connessi?? (calo qualità, difetti di produzione, carenze nella rete e nell'assistenza, in dubbio il futuro stesso dell'assistenza, disponibilità pezzi di ricambio, modelli vecchi, obsolescenza dell'auto, svalutazione dell'usato etc etc)
    Pochi in verità, soprattutto quelli attratti dai prezzi in saldo.

    E quale americano che avesse voluto fare una scelta d'acquisto "patriottica" non avrebbe dunque comprato un'eroica Ford??
    L'unica con le palle...che ce l'ha fatta da sola, che ha superato la selezione naturale nella Giungla dei marchi auto americani che storicamente spadroneggiano sul mercato interno.
    Molti in verità.

    Non voglio certo mettere in dubbio la virtuosità di Ford rispetto agli altri carrozzoni od ignorare la concorrenza dei marchi stranieri, ma solo sottolineare come l'eccezionale fattore eco-sistemico sia stato completamente ignorato dalla stragrande maggioranza degli analisti.
    Ed è tipico dei commentari su questa Grande Crisi: vengono strombazzate COSE ASSURDE, vengono date per scontate COSE FALLACI ma vengono tralasciate LE COSE PIU' NORMALI E LOGICHE.
    Su FIAT poi.. è una vera e propria gara a chi spara in prima pagina il titolo più grosso o meglio a chi la spara più grossa....ma non voglio entrare nel merito.

    Insomma, quando in un eco-sistema caratterizzato dalla compresenza di tre predatori due di essi quasi scompaiono e sono a rischio estinzione...il terzo predatore sopravvissuto se la sciala con la panza piena...
    Ma quando poi i predatori concorrenti ricompariranno....la lotta per la sopravvivenza tornerà ad essere più dura.
    Anche se il consolidamento del Marchio (così importante nelle case automobilistiche) ne avrà tratto sicuramente beneficio.

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    mercoledì 4 novembre 2009

    Le due vie...

    aggiornamento del 5 novembre ore 13
    Ed anche Commerzbank, che è stata semi-nazionalizzata, presenta conti in rosso. Ma guarda un po' che combinazione....;)
    Commerzbank: perde 1,05 miliardi di euro nel IIIº trim.............

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    Ci sono "banche-zombie" che si sono rifatte il belletto con gli aiuti di stato, ricevuti senza chiedere nulla in cambio: presentano utili-fac-simili raddoppiati, triplicati, moltiplicati per sette volte...grazie soprattutto ad operazioni di trading intensive e spericolate.
    E per risanarsi fanno il minimo indispensabile: qualche leggero ADC, emissioni di bond a tassi da fame, qualche cessione di assets quà e là...
    Tanto la bestia nera dei bilanci è finita "congelata": gli assets tossici sono svaniti o quasi ed a norma di legge. La polvere è sotto al tappeto.
    Ma nella realtà faticosamente e lentamente stanno cercando di "riempire i buchi": dunque la concessione di credito anche per i meritevoli dell'economia reale langue...
    Il denaro dei contribuenti generosamente iniettato viene re-distribuito nelle tasche di pochi.
    Queste banche malate affrontano una lunga e strisciante degenza a continuo rischio di collasso, mascherata da uno stato superficiale di perfetta salute....

    Obama, dopo aver foraggiato con centinaia di miliardi questa prima categoria di banche, deve ancora PREGARLE di aprire il rubinetto del credito a favore dell'economia reale...

    Stiglitz: fallimentare la politica di aiuto statale alle banche - 02/11/2009
    Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz lancia un’altra dura critica nei confronti della risposta degli Stati Uniti alla crisi finanziaria globale...
    Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz lancia un’altra dura critica nei confronti della risposta degli Stati Uniti alla crisi finanziaria globale.
    In particolare, ha spiegato, la più ricca economia del mondo sta soffrendo a causa del fallimento del governo americano nella nazionalizzazione degli istituti di credito.
    «Se si fosse operato nel modo giusto, ora saremmo in grado di avere maggiore influenza sul sistema bancario - ha dichiarato Stiglitz ad una conferenza a Shanghai -. Il che significherebbe che gli istituti avrebbero ripristinato il flusso del credito. E l’economia sarebbe già più forte».
    ...........E, d’altro canto, si tratta di un’analisi non troppo diversa da quella dello stesso presidente americano, Barack Obama, che lo scorso 24 ottobre aveva chiesto agli istituti supportati dai fondi dei contribuenti, di «assumersi le proprie responsabilità», con particolare riferimento proprio ai prestiti concessi alle piccole imprese.
    Per questo, il capo del governo di Washington aveva aggiunto di voler attuare «ogni azione appropriata» per incoraggiare le banche a superare il credit crunch.
    Compagnie come Citigroup e Bank of America - ricorda l’agenzia Bloomberg - hanno beneficiato di un fondo d’emergenza che, complessivamente, ha garantito prestiti per 700 miliardi di dollari, finanziati con denaro pubblico.
    «Siamo di fronte ad una situazione davvero strana oggi negli Usa - ha proseguito Stiglitz -: abbiamo concesso alle banche centinaia di miliardi, e il presidente è costretto a pregarle di concedere prestiti.
    E i board si rifiutano perfino di farlo. Evidentemente ciò che abbiamo fatto è stato sbagliato: abbiamo stressato ancor di più l’economia, abbiamo aumentato il deficit e reso più incerto il futuro».

    Ci sono invece "banche-zombie" che sono state nazionalizzate o semi-nazionalizzate: chiudono in perdita ed hanno bisogno di ulteriori e consistenti iniezioni statali per tirare avanti e coprire le perdite sugli assets tossici.
    Operano cessioni massicce di assets per fare cassa, fanno pesanti ADC, riducono i loro perimetri, la loro tentacolarità per concentrarsi sul loro core-business ovvero fare le banche, prestare soldi all'economia reale.
    Stanno facendo pulizie di primavera, dolorose ma necessarie.
    Hanno ripulito anche il vecchio managemente e spesso il vecchio azionariato.
    Rispondono principalmente al Governo e quindi alle istanze della "maggioranza" invece che agli interessi particolari di 4 azionisti di rilievo che puntano solo al profitto-ad-ogni-costo.
    Il denaro dei contribuenti generosamente iniettato viene sottoposto a rigidi controlli del suo utilizzo.
    Queste banche malate hanno preso la loro patologia di petto: affrontano una dura terapia intensiva ed interventi chirurgici rilevanti, per cercare di tornare in uno stato reale di salute il prima possibile.

    Londra salva ancora Rbs e Lloyds
    Da Il Sole 24 Ore

    Nuovi aiuti statali per le banche britanniche Rbs e Lloyds.

    Dopo il salvataggio in piena crisi,
    il governo inglese dovrà iniettare altri 31 miliardi di sterline nei due istituti di credito per condurli definitivamente verso la salvezza.
    Con questa nuova iniezione di capitale,
    il Tesoro salirà all'85% del capitale sociale di Rbs e garantirà gli asset tossici per i primi 60 miliardi.
    Da parte sua, la banca scozzese dovrà cedere il blocco assicurativo del gruppo, da Churchill a Directline, 320 filiali, il trading per le materie prime e il servizio dedicato alle carte di credito.
    Per quanto riguarda Lloyds, questa ha messo a punto un aumento di capitale da 13,5 miliardi di sterline che inizierà il prossimo 24 novembre, limitando così il più possibile l'intervento dello Stato. Ma anche per lei, ci sono cessioni in vista. La banca presieduta da Win Bischoff dovrà vendere centinaia di filiali.

    Un bivio.
    Due vie.
    Ai posteri l'ardua sentenza ed ai contemporanei il beneficio del dubbio e della critica...

    P.S. A proposito del "reale stato" delle banche, ho trovato questo succoso aneddoto
    Come scoraggiare un B.B. in uscita....

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    Un semplice raffreddore


    aggiornamento delle 14.15

    Ecco un "antipasto" del dato sull'occupazione USA che uscirà venerdì.
    OCCUPAZIONE USA - Rapporto ADP: persi -203.000 POSTI NEL SETTORE PRIVATO
    Il dato di ottobre delude le attese degli economisti.
    Le stime erano infatti per una perdita piu' contenuta, pari a 198 mila posti
    ...

    ------------------------------------------
    Va bene, lo sappiamo: il peggio è passato, la Recessione è finita, è iniziata la Ripresa, la disoccupazione è solo un lagging indicator (indicatore ritardato)....bisogna avere pazienza.
    Questa Crisi è stata solo un pesante RAFFREDDORE: una massiccia dose di aspirina, poi basta lasciar passare un po' di tempo, lasciare che la malattia si sfoghi e tutto tornerà a marciare come prima. Incidente di passaggio.
    Niente di grave, nessun problema STRUTTURALE ai bronchi od ai polmoni.

    Ieri però sono venuti fuori parecchi effetti collaterali "ritardati"....tutti insieme.
    E TUTTE le settimane da parte delle BIG ci sono segnalazioni simili a queste (per non parlare di tutto quello che succede nel sottobosco delle SMALL e che non viene segnalato).
    Roba da poco, sono indicatori ritardati che prima o poi si riassorbiranno...così si dice.
    Io però vi dico: Sudamericanizzazione signori....Sudamericanizzazione.....
    Feroce auto-difesa degli utili: ecco la vera essenza delle "trimestrali meglio delle attese".
    Del resto inutile scandalizzarsi: il sistema in cui viviamo è questo...prendere o lasciare...anzi "prendere" e basta....
    ;)


    Nokia Siemens: piano riduzione costi, al via taglio del 7-9% forza lavoro

    Nokia Siemens Networks, la joint venture tra le due case produttrici di telefonini, ha annunciato oggi un piano di riduzione dei costi per ritornare alla crescita.

    L'obiettivo è quello di ridurre le spese operative e produttive annuali di 500 milioni di euro entro la fine del 2011, rispetto al 2009.
    Tra le misure è previsto anche un taglio della forza lavoro pari al 7-9% degli attuali 64.000 lavoratori. (NdR circa 6000 posti di lavoro in meno)

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    GB, RBS taglia altri 3.700 posti di lavoro (in totale 20.000)
    03/11/2009

    Royal Bank of Scotland Group ha annunciato ieri di aver pianificato il licenziamento di circa 3.700 impiegati, pari al 14% della sua divisione di retail banking.

    «Attualmente abbiamo uno staff in rapporto ai clienti più ampio del 30% rispetto ai nostri concorrenti, il che comporta che si passi solamente meno della metà dell’orario di lavoro a contatto con gli utenti»....
    «Abbiamo investito troppo poco nelle nostre filiali e nelle infrastrutture dedicate alla clientela, proprio in un momento in cui le persone stanno modificando il rapporto con la propria banca ......Per questo dobbiamo muoverci in questa direzione per ricostruire il nostro successo e fornire un servizio migliore ai correntisti».
    I tagli al personale, che sono stati descritti dalla stessa RBS come «profondamente dolorosi ma necessari», fanno parte di un più vasto piano di ristrutturazione interna che sarà portato avanti nel corso dei prossimi due anni.....
    ...... Complessivamente, da quando Stephen Hester ha assunto il ruolo di Ceo della banca,